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La Redazione

 

Filippo “Blueberry” Righettobbseppia

Problematico bipede dalle multiple personalità, è  diventato il braccio armato della religione parodistica  detta Pastafarianesimo, dopo una congetturata visione  del Signore Pastoso naturalmente mai documentata.  Propugnatore del Moment’s Impact teorizzato da
K. Okereke, per il quale voci mormorano abbia un  segreto  impulso di carattere primitivo, non prova  imbarazzo nell’urlare “GIALLO!” ogniqualvolta un  oggetto del  medesimo colore entra nel suo raggio visivo.  Passa  almeno un’ora al giorno acciambellato sulla sua  collezione di vinili gemendo come un istricodonte in calore, ed è convinto che l’aver aperto questo sito gli garantisca vanti territoriali su almeno metà dell’Indocina. Si nutre di datteri, letame, e proto-noise.

Settori principali: post, hip hop, experimental/instrumental.

 

 

 

Giulia “Juke” Delli Santiphoto574874599862413648

Comincia a sviluppare una coscienza musicale sin da piccola, colpa della madre pianista che le impone lo studio dello strumento. All’età di quattordici anni scopre la collezione di dischi prog del papà, abbandona lo studio del piano per dedicarsi a quello della chitarra e vari ed eventuali, ancora una volta con mediocri risultati. Convinta che per l’orecchio che ha deve ringraziare P. Gabriel, P. Hammil e R. Fripp, si dedica allo studio delle scienze chimiche e fisiche. Appassionata di fumetti e sigle dei cartoni animati, ama cucinare e la Beat Generation. Sognava di diventare una grande musicista, oggi spera di esser presa in sposa da Bill Murray.

Settori principali: post-punk, Alt rock, math-rock.

 

 

 

Alessandro Ferriale

Classe ’89, anni di studio tra antropologia e giornalismo. Mi piace ascoltare e ballare la musica dei neri, perdere le coordinate con l’ambient più gelata e seguire il ritmo grazie alla techno più ruvida. Poi tanto altro, in ordine sparso: gin, whisky, betting, utopie varie e le luci del traffico. Intollerante e celiaco, ma almeno rigorosamente carnivoro.
Vorrei avere nella vita il tempismo del rovescio ad una mano di Richard Gasquet. E poi essere ricco.

Settori principali: elettronica minimale, synth, post.

 

 

 

Federica Giaccanifede

1981
(ingegneria)/architettura, musica, viaggi.
Affascinata dalla malinconia, seguo infinite possibilità reali e immaginarie, rigorosamente vicino al mare.
Amo l’Est Europa.
Die Sehnsucht.

Settori principali: indie rock, elettronica, ambient-shoegaze.

 

 

 

Maurizio Narciso

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Come Calvino e Croce è ancora di quelli che crede che di un autore contano solo le opere (quando contano, naturalmente). Perciò dati biografici non ne da, o li da falsi, o comunque cerca sempre di cambiarli da una volta all’altra. Classe 1984 è italiano ed è austriaco. Si laurea in Economia presso l’Università “G.D’Annunzio” di Pescara. Onnivoro di Musica ed amante dell’Arte, del Cinema e della Scrittura dopo gli studi si trasferisce a Roma dove coltiva i più svariati interessi, tranne quello per la pittura (per la quale diventerà popolare solo negli anni seguenti). Entra a far parte del nascente collettivo di scrittura libera “energie9”. Approda a “monthly music”.

Settori principali: avanguardia, elettronica, shoegaze.

 

 

 

Marco Di Memmo

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Nasce con una patina argentata avvolta attorno che fa intuire le sue origini aliene. Le prime canzoni che conosce da bambino, sotto l’influsso dei genitori, sono quelle di Lucio Battisti e di Santana. A otto anni lo zio gli fa sentire “La ballata dell’amore cieco” e “Yellow submarine”. Dopo anni di Lego e ginocchia sbucciate scopre quella che sarà la sua incostante amante: la chitarra (oltre al cibo e i libri). In seguito alla scoperta della psichedelia, dei Pink Floyd e un lungo periodo barrettiano, viene stravolto dalla musica dei vecchi bluesmen del Mississippi e successivamente dal Bebop e dal jazz in generale. Negli ultimi anni comincia ad ascoltare musica di gente viva. Attualmente studia lettere moderne ed è docente di patafisica all’università di Brodia.

Settori principali: art rock, jazz/classica moderna, IDM/ambient.

 

 

 

Pietro Liuzzo Scorpo

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Parlo poco di me. Non è questione di riservatezza. E’ che ritengo poco interessanti le storie che mi riguardano. Preferisco ascoltare le storie degli altri. Non è timidezza. Non solo. Sono gusti. Parlo poco in generale. Quando lo faccio soppeso a fondo le parole. Questo fa sì che il mio dire sia lento. Frammentato. Esasperante a tratti. Alcune delle mie parole preferite sono. Incedere. Armonia. Valvola. Agrodolce. Sincopata. Onda. Sussurro. Caleidoscopico. Sinuosa. Trottola. Volute. Ribollire. Salmastro. Lambda. Violino. Mandorla. Paradossale. Gelso. Suadente. Garbuglio. Svariati. Livido. Sussidiario.

Settori principali: folk, dream-pop, neo-psychedelia.

 

 

 

Giulia Matteagigiagi

Vive in provincia ma progetta la fuga verso il caos metropolitano. Cresciuta lontano dalle boyband e vicina alla Motown e alla variegata collezione di dischi “del babbo”, a cinque anni voleva sposare Michael Jackson, a dodici Jay Kay e a sedici R. Kelly. Uscita dal tunnel della “teen age” ha iniziato a prendere più confidenza con i suoni sintetici. Ama l’architettura razionalista, i formaggi cremosi, i té da collezione, i film di Wes Anderson e un sacco di altre cose mainstream.

 

Settori principali: downtempo, synthpop, IDM.

 

 

 

 

Giorgia MelilloWhatsApp Image 2017-03-19 at 18.53.51

Alla comunione, avvenimento che la lascia particolarmente perplessa, le viene regalato uno stereo tutto suo, e un paio di casse, che usa per sparare a tutto volume un disco speciale, trovato frugando tra i cassetti dei genitori, in cui Robbie Williams canta Frank Sinatra, e un altro che ha rubato a suo cugino, dove c’è un ragazzo che canta come un angelo e che dalla voce sembra anche bello. Scoprirà più tardi che si tratta di Jeff Buckley.
Legge e scrive sempre, un po’ meno quando decide di laurearsi in lettere, un po’ di più quando si stanca e si mette a fare la truccatrice. Deve le sue conoscenze musicali (ancora scarne, per come la vede lei) a cinque uomini, uno lungo lungo, uno con la voce di velluto, uno con i denti scheggiati e il sorriso bello, uno con le unghie bianche, uno coi buchi nella barba.

 Settori principali: Elettronica, art-rock, experimental/instrumental

 

 

 

 

Gabriele Battista whatsapp-image-2017-08-08-at-10-50-24

È una persona che si ostracizza spesso e volentieri, nel mille e novecentonovantasei scrive il suo nome sulle salviette umide di Trenitalia e le lancia ad un controllore facendosi bannare per sempre da ogni compagnia di trasporto presente sul suolo italico. Fondamentalmente e sinceramente bipolare, talvolta trova pace immergendosi nello humour nero di Anthony Jeselnik, Silvio Berlusconi ed il primo Fabri Fibra. Ha inoltre una passione maniacale per la scrittura di Cristiano Godano e La Zanzara su Radio 24. Quando finge di essere una persona a modino racconta di essere direttore di produzione per compagnie teatrali straniere.

Settori principali: psych-rock, garage, trip hop

 

 

 

 

 

Hanno collaborato con noi: Lorenzo Righetto, Andrea D’Avolio, Marco Masoli, Guia Cortassa, Iuri Accogli, Paolo Coccettini, Tonino Cervino, Andrea D’Addato, Carlo Zambotti, Stefano Ferreri, Marco Caprani, Annachiara Casimo, Francesca e Valeria Annicchiarico, Ilaria Pastoressa, Filippo Redaelli, Mirko Carera, Valentina Loreto.