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Recensioni

Swans @ Circolo degli Artisti, Roma (11/10/2014)

Un breve ascolto, durante la lettura

Pensi a ottobre, immagini foglie a terra e impermeabili a riparare le prime piogge; però a Roma, si sa, le temperature sono sempre più clementi e ti regalano qualche grado in più come fosse un contentino, una caramella per farti star buono e sorridere gongolante. Quest’anno a ottobre a Roma è piena estate, senti il caldo dell’asfalto che ancora non è stanco di trasudare da terra anche la sera, mentre entri in città da Est e patisci subito le code in tangenziale. E poi è tutto di corsa, ché l’appuntamento è di quelli importanti ed è vietato sprecare minuti: ascensori, sorrisi, pizza, birra, piedi rapidi e un taxi salvavita. (altro…)

Marissa Nadler @ Arci Ohibò, Milano (29/09/2014)

Un breve ascolto, durante la lettura

Per raccontare storie che non conoscono la nozione di tempo bastano solo una chitarra e una voce. Meglio ancora se accompagnate da una seconda voce e da un violoncello alternato a una tastiera. Per essere catapultati nel mezzo delle storie cantate da questa ragazza americana ci vogliono pochissimi secondi. Marissa sale sul palco con un lungo vestito nero, ci mostra i suoi grandi occhi scuri e il suo sorriso. Ecco che la narrazione è pronta a rivelarsi, ecco le dita che incontrano le corde della chitarra e si può incominciare. La sala gremita non vedeva l’ora, e ascolta ammirata.. (altro…)

David Thomas Broughton & the Juice Vocal Ensemble @ Nottingham Playhouse, Nottingham (29/09/2014)

Un breve ascolto, durante la lettura

Vengano signori. Prego. Da questa parte. Vengano a sentire. Vengano a vedere. Il capocomico confesserà i suoi crimini e vi strapperà un sorriso. E delle sirene si legheranno con fili di voce l’una all’altra. Vengano signori. Vengano. (altro…)

Tim Hecker @ Spazio Zut! (rassegna “Dancity Nights”), Foligno (21/09/2014)

Un breve ascolto, durante la lettura

La strada la conosci a memoria, e potresti anche percorrerla per tutti i 300 chilometri ad occhi chiusi, la notte. Ultimamente capita spesso di interromperla a metà, nel cuore dell’Umbria, lontani dal mare e dal suo liquido abbraccio. È sempre molto bello fermarsi a Foligno, passare in rassegna le vetrine delle trattorie lungo le strette vie del centro, immaginare cosa si nasconde dietro le arcate in mattoni che incorniciano i vicoli e rimirare le pietre bicrome delle facciate. (altro…)

Tiny Ruins @ Blackmarket, Roma (18/09/2014)

Un breve ascolto, durante la lettura

Non m’importava del mondo fuori. Sentivo che, seduta su quella sedia, avrei potuto farcela, in ogni caso. Desideravo rimpicciolirmi per entrare nel freddo di quel bicchiere che stringevo tra le mani. Con la paura di perdere la percezione, aumentavo la stretta. C’ero. La conferma arrivava da lontano, filtrata dalle luci, arricchita dai movimenti, lenti, timidi, distratti.
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Belle And Sebastian @ Rocca Malatestiana, Cesena (08/08/2014)

Un breve ascolto, durante la lettura

Prendi un’ideale serata di estate, in cui il caldo umido e asfissiante decide di allentare benevolmente la presa e allargare le trame fitte di una morsa avvolgente a piacevoli spiragli di brezza. Prendi un bicchiere di fresco vino bianco, o una birra, e un sorriso che aspettavi da alcuni mesi di rivedere. Poi a quel sorriso ne sommi altri, sorrisi genuini di persone che conosci ma che incontri quasi soltanto nelle occasioni speciali, e altri sorrisi di gente ignota che comunque ti fanno sentire a casa e ti comunicano tutta la loro gioia di esserci, lì, quella precisa sera. (altro…)

Fuck Buttons @ Piazza Lusvardi, Soliera (25/07/2014)

Un breve ascolto, durante la lettura

L’estate perfetta: pioggia, temperature che faticano a superare i 26°, copertina a letto e lieve brezza serale.
Possono cambiare stagioni, stati d’animo, mezzi di trasporto, luoghi, relazioni umane e abitudini alimentari. Possono davvero cambiare tantissime cose, ma i punti fermi ci sono sempre. Vaffanculo Zygmunt Bauman, la sua “liquidità” e il lavaggio del cervello che ha fatto a molti. Vi sono bisogni di ben altra materia: necessità di puro granito. Rocce a cui aggrapparsi come quando non sai nuotare e cerchi un qualche salvagente, un braccio umano o uno scoglio immaginario.
I Fuck Buttons rientrano in questo ristretto gruppo di bisogni, i Fuck Buttons gratis suonano come un risarcimento divino ai patimenti e alle difficoltà di tutti i giorni. (altro…)

Node Festival – Galleria Civica, Modena (06/06/2014)

Un breve ascolto, durante la lettura

Cos’è il contemporaneo? Quali sono i linguaggi del contemporaneo?
Bisogna tornare al chiostro ed alla sua funzione per capire che il contemporaneo è una rivisitazione del passato, si appoggia ad esso. Potrebbe essere banale ma pensandoci bene non lo è affatto. I santi ritornano in ogni tempo e ci hanno lasciato costruzioni grandiose.
Santa Margherita in questo caso e il palazzo in questione, come altri luoghi, accuratamente scelti per la sperimentazione musicale, riesce a creare quella sorta di legame fisico tra artista e pubblico. I muri e gli spazi interni ed esterni vibrano letteralmente sotto i colpi del suono.

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Kode9 @ Pika Future Club, Verona (10/05/2014)

Un breve ascolto, durante la lettura

Vino, vino, tagliata di manzo, vino, tiramisù, cavallo, patate, salumi, vino, birra, birra, vino, aceto balsamico, grana. Acqua, acqua, acqua.
A Verona nei negozi di vinili non conoscono Fatima Al Qadiri, l’ignoranza è una colpa e meriterebbero la chiusura, ma riescono a farti mangiare bene e a bere anche meglio.

Taxi volanti e industrie parallele si aprono oltre la stazioni, spazi si aprono sotto i cavalcavia e la mancanza di vero degrado rende il tutto meno affascinante. I capannoni del nord est dappertutto. Fortunatamente alcuni di questi, adibiti allo svago, diventano contenitori di altri luoghi. Un Regno Unito tanto ci manca, tanta la confusione, troppe le difficoltà a decifrare una dubstep ormai assuefatta e stravolta da fenomeni da baraccone con capigliature assurde. (altro…)

Forest Swords @ Mattatoio Culture Club, Carpi (17/04/2014)

Un breve ascolto, durante la lettura

Il registratore usato nella notte, le immagini della città e le nebbie consistenti da toccare quasi con mano. La traccia elettronica a stravolgere un passato lontano di legami quasi totali con la natura. Barnes è riuscito a sfondare e con pieno merito gli è stata data l’opportunità di portare il proprio rito in giro per il mondo. Aprire a tutti le esperienze vissute lungo il fiume Dee può essere traumatico senza una riflessione attenta dietro. I cori incantati delle foreste, il respiro degli ambienti, e il passo degli animali selvatici si uniscono alla chitarra in loop e ad un trip-hop scuro. Un cerchio magico da esportare aprendosi al pubblico che, impreparato, può per sempre perdersi dentro a questo mondo.
A Carpi, tra le partite di calcio sentite e la malattia grave dei social network su smartphone, Barnes ha aperto il cerchio. La regressione mentale in un tempo antico ha bisogno di spazi adeguati all’evento e la cornice del Mattatoio è garanzia totale di riuscita dell’esperimento. (altro…)

Massimo Volume @ Locomotiv, Bologna (28/03/2014)

Un breve ascolto, durante la lettura

Diglielo pure tu “la Poesia è morta”, spiegalo bene a tutte le persone che ti capitano a tiro e illustra loro tutta la Storia del genere letterario tra i più abusati. Si stancheranno presto di starti ad ascoltare e tu capirai che i barbari hanno preso possesso dello spazio. “Contenitori che perdono acqua noi siamo, nuotiamo e ogni tanto affoghiamo”. L’importante è prendere coscienza di questo semplicissimo fatto, sarà difficile perché equivale a togliere molte misere certezze dalle menti dei barbari. L’arena pubblica si è riempita in pochi decenni di mostri, di miti, di rivoluzioni mai fatte e diritti narcisistici divenuti leggi dello Stato. “Ancora troppo presto per organizzare il nostro sgargiante declino ma non abbastanza per non averne un’idea”.
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Trentemøller @ Estragon, Bologna (24/02/2014)

Un breve ascolto, durante la lettura

Sento l’Arno che si allontana. Viste da laggiù le mie spalle sono ogni secondo più piccole. Via. Lasciarsi indietro tutto. Per una sera. Lontano. Per una sera. Via. I pensieri. Via. Per una sera. Ho bisogno di poche parole. Per una sera. Ho bisogno di vibrazioni e luci incerte. Per una sera. Bologna. Per una sera.

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Laurel Halo @ Interzona, Verona (25/01/2014)

Un breve ascolto, durante la lettura

Club Melancholia

A. “Sono mesi di pioggia ininterrotta Laurel, come si può fare?”
L. “Non ti preoccupare, ascolta questo ragazzo ora”
Tra i magazzini l’ambiente trasuda l’umidità di un inverno troppo caldo, con la pioggia continua al posto della neve che tutti avevano atteso invano. Le industrie antiche e morte, nate tra le due guerre mondiali, hanno qui fatto nascere strutture perfette per smarrirsi. Il locale si unisce al globale e la precipitazione piovosa inizia a bucare i muri fin da subito. Lieve, ritmata, sospinta da leggerissime strutture elettroniche che si scontrano con un pianoforte lontano e una voce sulfurea. “C’è anche Thom Yorke?”. Purtroppo non c’è ma è un piacere enorme comunque. Ci si inizia a bagnare nel giro di pochissimo tempo. Arbdesastr.
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roBOt Festival – Bologna (2-5/10/2013)


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Baths @ Circolo Culturale Mattatoio, Carpi (30/10/2013)

Un breve ascolto, durante la lettura

Le evoluzioni, Rudolf studiava la biodiversità e le trasformazioni allargando la sfera a tutto lo scibile umano. Il suo capo questa volta aveva deciso di impegnarlo in una ricerca sul campo, più precisamente in Italia, a Carpi per completare una prima visita risalente al 2011. Nella sperduta pianura padana lo scienziato trovò una piazza bellissima, enorme, tra le più grandi mai viste. Notò una sorta di coprifuoco, voleva assaggiare un classico caffè italiano ma quasi tutti i bar erano chiusi; trovando una porta aperta entrò a sorseggiare questo liquido magico e si imbatté in un altro classico italiano, il calcio, la serie A, il campionato più brutto del mondo dove tal Gervinho diventa una superstar. (altro…)

Junip @ Circolo Magnolia, Milano (09/09/2013)

Un breve ascolto, durante la lettura

Ho sempre visto gli svedesi come dei personaggi singolari, inverosimili. Apparentemente felici, innocui, ma pronti a saltarti addosso con un’ascia bipenne normanna invocando la benedizione di Víðarr. In Svezia l’alcol ha dei prezzi assurdi e le temperature non sono particolarmente miti. Fa troppo freddo per fare qualsiasi cosa. Da qui giunge una domanda spontanea: cosa fanno gli svedesi quando il resto del mondo è seduto, o disteso, ubriaco su un marciapiede, o sta prendendo il sole su un telo sistemato sull’erba? Le strade sono piene di passeggini guidati da coppie giovani e dai capelli biondi, quindi di certo agli svedesi piace passare del tempo con persone del sesso opposto. Ma c’è un’altra cosa che gli svedesi adorano fare. In gruppo, con un’amica, individualmente. Suonare. Che si chiamino Tobias, Elias, o Josè.
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Sigur Rós @ Ferrara sotto le stelle (26/07/2013)

Un breve ascolto, durante la lettura


Quando torni nei luoghi significativi della tua esistenza puoi sentire caldo, ti si può appiccicare la maglia sulla schiena, ti possono pizzicare mille zanzare, ti possono parlare in lingue sconosciute e puoi fumare erba per tutta la sera.

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Dancity Festival @ Foligno (27-28-29/06/2013)

Un breve ascolto, durante la lettura

Elizabeth studiava al’Architectural Association School of Architecture di Londra.
La madre inglese, di Coventry, trovò marito in un lungo viaggio in Australia. Si innamorò di un broker di borsa abilissimo nell’intermediazione e andarono tutti a vivere a New York prima di fare ritorno nel Regno Unito. La famiglia grazie alle ricchezze accumulate nel tempo non ebbe alcun problema a pagare le pesanti tasse universitarie della figlia, erano felici e orgogliosi di farla entrare in uno spazio così ricco di stimoli. (altro…)

Cocorosie @ Piazza Lusvardi, Soliera (16/06/2013)

Un breve ascolto, durante la lettura

Il destino ci insegna che due strade separate bruscamente possono ricongiungersi e dare vita a qualcosa di incredibile.
I viaggiatori ambulavano in trance diretti chissà dove. I fedeli avventori seguivano le tracce che l’allegra combriccola lasciava sparse sulla strada, messaggi in codici per entrare in mondi paralleli abitati da fate, orchi, maghi e sciamani di ogni genere. Si erano fatti un nome. (altro…)

Liars @ Interzona, Verona (28/05/2013)

Un breve ascolto, durante la lettura

Wish you


Magazzini in disuso, ferrovia mai completata, riqualificazione fittizia di scheletri preindustriali ancora in circolo a piede libero e nuova Fiera. Jessie cercava lo svago fuori dalle mura cittadine, passava dalle porte che custodivano e difendevano la città, non semplici abbellimenti casuali. (altro…)

My Bloody Valentine @ Hammersmith Apollo, London (12/03/2013)

Un breve ascolto, durante la lettura

Prima che aprissero i cancelli, io e Raffaella ce ne stavamo sul retro di un pub, proprio all’angolo dell’Apollo, cinti da un muricciolo di mattoncini rossi, tradendo l’attesa tra una pinta di birra e delle boccate di fumo, quando d’improvviso risuonarono, nell’incertezza delle prove, come di lontano, come se piovessero dal cielo, le schitarrate nervose di Thorn e quelle celestiali di Wonder 2.
Ad essere precisi, era come se mia sorella avesse messo su un loro disco nella stanza accanto o di sopra, e la musica arrivasse ovattata ma vibrante scivolando tra l’intercapedine muraria, le tubazioni, lo scheletro ferreo della casa e allo stesso tempo ci fosse il cielo di Londra e il vento di Londra a farmi brillare gli occhi.
Davanti all’ingresso c’è gente accampata dalle quattro. (altro…)

Flaming Lips @ GruVillage, Grugliasco (TO) (11/07/2012)

Un breve ascolto, durante la lettura

Ti rendi conto?
Indossi il più bel viso del mondo.
Riesci a capacitartene?
Stiamo fluttuando nello spazio.
Lo crederesti?
Anche la felicità può condurti alle lacrime.
Non ti sembra incredibile?
Tutti quelli che conosci
un giorno moriranno.

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Bon Iver @ Ferrara sotto le stelle (19/07/2012)

Un breve ascolto, durante la lettura

In pochi lo chiamano con il suo vero nome: Captain Jeremy Hole.
Camminava scalzo, vestiva dei pantaloni di cotone neri e l’unica sua corazza era una canottiera di lana grezza con una trama a rombi orizzontali, tessuta a mano dai mapuche lungo il fiume Aconcagua che si dice l’avesse reso inviolabile. Calcava una feluca stropicciata sul capo, che non nascondeva degli occhi intensi, scuri, sereni.
Siamo la sua ciurma e per noi tutti lui è semplicemente Cap.
Lo seguiamo da tempo nella sua ricerca della verità arborea lungo le coste a Nord dello Stretto di Drake.
Tempo fa, potrebbero essere anni così come minuti, si spinse più a Sud e noi con lui, ad assistere al suo primo grande spettacolo. La nave era ancora immersa nella cerimonia dei sogni quando Cap si spostò a prua ed imbracciando il suo strumento a corde, con i piedi a penzolare di fronte alla polena, cominciò a cantare. Ci alzammo lentamente come bambini, per dirigerci in coperta, e lì la nostra sfiducia cessò. Più avanti riparlammo di quell’esperienza mistica, ma i nostri racconti stridevano e non combaciavano: apparentemente eravamo stati partecipi di un’illusione collettiva, in cui la nostra sensibilità aveva determinato il grado di coinvolgimento.
Ricorderò per sempre lo stupore verginale che si impossessò di me di fronte a quel gradiente di colori… lentamente l’immagine compì una mezza giravolta, per rivelare un gamut nascosto di tinte blu, verdi… fu come se tutto mi venisse lavato via…
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Uochi Toki @ Piazzale del Verano, Roma (23/06/2012)

Un breve ascolto, durante la lettura

“Questo regalo lascio all’umanità: ecco le chiavi. Cerca le serrature; sii soddisfatto. Ma ascolta ciò che dice Abdul Alhazred: per primo io le ho trovate: e sono matto”

Si dice che Al Azif sia il frinire notturno di particolari insetti.
L’afa della sera romana è senza dubbio un ambiente insalubre e piuttosto propizio per la diffusione degli insetti, lo sciame si addensa, due di loro ronzano irrequieti al di sopra degli altri.
Sono due personaggi scuri ma non si curano di questo momentaneo involucro piuttosto anonimo sebbene sia il tour del loro disco pop.
Quello che Napo pronuncia dal palco è un sermone dal linguaggio de-costruito che distrugge i dogmi e le chiese dell’atomo, senza mai cadere nell’intellettualismo spicciolo; un linguaggio frutto del drone cyberpunk di ecce robot che ha mixato cronache quotidiane, idee pop pirla, ritornelli, recensioni prodotte dall’hipsteria dilagante.
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