monthlymusic.it

La Redazione

Filippo “Blueberry” Righetto

Problematico bipede dalle multiple personalità, è diventato il braccio armato della religione parodistica detta Pastafarianesimo, dopo una congetturata visione del Signore Pastoso naturalmente mai documentata. Propugnatore del Moment’s Impact teorizzato da K. Okereke, per il quale voci mormorano abbia un segreto impulso di carattere primitivo, non prova imbarazzo nell’urlare “GIALLO!” ogniqualvolta un oggetto del medesimo colore entra nel suo raggio visivo. Passa almeno un’ora al giorno acciambellato sulla sua collezione di vinili gemendo come un istricodonte in calore, ed è convinto che l’aver aperto questo sito gli garantisca vanti territoriali su almeno metà dell’Indocina. Si nutre di datteri, letame, e proto-noise.

Settori principali: post, hip hop, experimental/instrumental.

Stefano Ferreri

Per uno strano scherzo del destino sono caduto vittima del principio d’immedesimazione guardando un film. Era ‘Au Hasard Balthazar’ ed io mi sono specchiato nel protagonista, l’asino.
Da allora tendo ad assecondare le linee generali di questo parallelismo, proiettando al di fuori l’immagine dell’individuo schivo, tenace, affidabile, temendo quasi d’esser scortese proponendomi in una veste diversa. Vivo da contemplativo con una casacca di color granata cucita nell’anima e questa è la mia sola concessione fideistica. Le mie tre gatte, la buona musica e la fotografia sono le mie ancore di salvezza dal grigiore del quotidiano.

Settori principali: dream pop, indie rock americano, folk cantautoriale.

Gianfranco Costantiello

Un autobus lanciato su una strada.
E’ una notte danese di fine aprile,
un disco verde scuro in un lettore cd bordeaux:
Se sei un tipo così divertenteAllora perché te ne stai da solo stasera?
E se sei un tipo così sveglio
Allora perché te ne stai da solo stasera?
Se sei tanto simpatico
Allora perché te ne stai da solo stasera?
Se sei tanto affascinante
Perché dormi solo stanotte?
Lo so il perché…
la regina è morta.

Settori principali: dream pop, shoegaze-electronica, post rock.

Giulia “Hydrogen Jukebox” Delli Santi

Comincia a sviluppare una coscienza musicale sin da piccola, colpa della mamma pianista che le impone lo studio dello strumento. Finalmente all’età di quattordici anni scopre la collezione di vinili prog del papà e da li l’ascesa. Abbandona lo studio del piano per dedicarsi a quello della chitarra e vari ed eventuali, ancora una volta con mediocri risultati. Convinta che, per l’orecchio che ha, deve ringraziare P. Gabriel, P. Hammil e R. Fripp, si dedica allo studio delle scienze fisiche e chimiche. Appassionata di fumetti e sigle dei cartoni animati, ama cucinare e la beat generation. Sognava di diventare una grande musicista. Ora,consapevole dei suoi limiti, spera di esser presa in sposa da Jack Black.

Settori principali: noise, free jazz, trip hop.

Alessandro Ferri

Alessandro studia scienze antropologiche, e il 70% delle persone non sa cosa sia.
Alessandro ascolta un sacco di musica.
Alessandro spesso scrive di getto delle sensazioni.
Alessandro qui coniuga le due cose.
Alessandro è una spugna e assorbe i gusti (che lui ritiene migliori) delle persone che passano più tempo con lui.
Alessandro va spesso a concerti, a parte i main event, dove il pubblico non supera le 50 persone.
Alessandro è intossicato dall’acquisto di dischi, perde la testa, l’autocontrollo, e non capisce più il valore dei soldi.
Alessandro è in disintossicazione dall’acquisto di dischi e a fatica si limita a due acquisti al mese. Alessandro è convinto di farcela.

Settori principali: elettronica minimale, synth, post.

Marco Caprani

Bevo spesso un caffè elettrico, al Whisky a Go Go il sabato pomeriggio d’inverno.
Mi potreste trovare lì se mi cercate…studio Architettura e progetto fluidi labirinti colorati di rosa, dove spesso mi perdo a sognare e a mangiare scoppiettanti Popcorns…
Mi piace passeggiare negli sterminati boschi nordici e non disdegno una buona birra, magari prima di suonare un bel Vox Continental, sempre che possa collegarlo al PC!

Settori principali: indie/art rock, alternative dance/IDM, neo-psichedelia.

Maurizio Narciso

Come Calvino e Croce è ancora di quelli che crede che di un autore contano solo le opere (quando contano, naturalmente). Perciò dati biografici non ne da, o li da falsi, o comunque cerca sempre di cambiarli da una volta all’altra. Classe 1984 è italiano ed è austriaco. Si laurea in Economia presso l’Università “G.D’Annunzio” di Pescara. Onnivoro di Musica ed amante dell’Arte, del Cinema e della Scrittura dopo gli studi si trasferisce a Roma dove coltiva i più svariati interessi, tranne quello per la pittura (per la quale diventerà popolare solo negli anni seguenti). Entra a far parte del nascente collettivo di scrittura libera “energie9”. Approda a “monthly music”.

Settori principali: avanguardia, elettronica, shoegaze.

Federica Giaccani

Sono nata nella primavera 1981 sulla costa marchigiana, e qui sono sempre rimasta, viaggiando di tanto in tanto nel tentativo di assecondare la curiosità spiccata verso altri luoghi e realtà. Perché per me il sogno e le evasioni sono importanti tanto quanto le radici e gli affetti. Le mie passioni risiedono nell’architettura (che ho studiato all’università accanto all’ingegneria), la musica, il cinema, la lettura, e tutto ciò che ruota attorno al concetto romantico di Sehnsucht. Ho fatto tanti viaggi “della vita”, per il momento parti del mio cuore sono rimaste a Berlino, Belgrado e in Portogallo. E altre piccole parti battono per i bucatini all’amatriciana, per la birra, e per la nutella, su cui mi ci tuffo perdendo ogni dignità. Nei momenti di assoluta libertà vorrei con me un libro, un divano, la mia gatta e la mia finestra da dove poter guardare il mare.

Settori principali: indie rock, elettronica, ambient-shoegaze.

Marco Di Memmo

Nasce con una patina argentata avvolta attorno che fa intuire le sue origini aliene. Le prime canzoni che conosce da bambino, sotto l’influsso dei genitori, sono quelle di Lucio Battisti e di Santana. A otto anni lo zio gli fa sentire “La ballata dell’amore cieco” e “Yellow submarine”. Dopo anni di Lego e ginocchia sbucciate scopre quella che sarà la sua incostante amante: la chitarra (oltre al cibo e i libri). In seguito alla scoperta della psichedelia, dei Pink Floyd e un lungo periodo barrettiano, viene stravolto dalla musica dei vecchi bluesmen del Mississippi e successivamente dal Bebop e dal jazz in generale. Negli ultimi anni comincia ad ascoltare musica di gente viva. Attualmente studia lettere moderne ed è docente di patafisica all’università di Brodia.

Settori principali: art rock, jazz/classica moderna, IDM/ambient.

Alfonso Errico

Sono il sultano di ogni salotto, dammi un divano e del Merlot ed avrai la mia stima, pigro come pochi gatti sanno essere, amo fusa e morbidume a priori, a posteriori, i posteriori. La comicità accompagna il veleno che porto in bocca e che servo con piacere a chicchessia, mordo la mano del padrone, dell’amico e del ladro in egual misura. Una natura meschina mi porta a vestire d’insulti chiunque, commilitoni e gente d’altra fazione. Non la cattiveria spinge labbra e polso, ma un irrefrenabile sete d’attenzione, amo la scrittura da quando so che esistono invettive e grotesque, lo so da parecchio.

Settori principali: indie pop, cantautorato, hip hop.

Annachiara Casimo

Era il dieci agosto del millenovecentonovanta, tanto di stelle per l’aria tranquilla ardeva e cadeva, qualcuno era nato da poche ore eppure già non faceva altro che dormire, cullata da un carillon dolcissimo.
Son passati più di vent’anni e non è cambiato poi molto: la sua esistenza monotona e noiosa non è altro che la miscela perfetta fra musica, libri, sonno, foto in bianch’e nero, fruscii di vinili, penne stilografiche e dipendenze varie e molteplici.
È un po’ meno figa di San Francesco: parla con gli animali ma solo con quelli di peluche. S’è innamorata per la prima volta in vita sua di uno che si chiamava Luigi Tenco. Una volta è finita sotto un treno e n’è uscita indenne. È convinta che un taglio di capelli le abbia cambiato la vita.

Settori principali: post-punk, shoegaze, dream pop.

Ilaria Pastoressa

(Iniziò ad accader tutto nel Gennaio dell’ ’87.)
Ilaria nasce e s’appresta a sopravvivere; spesso scrive sui muri, disegna cose, usa il nero, acrilico.
Non si muove mai abbastanza,  gli orologi son sempre più veloci di lei; anche i calendari non aspettano mai.
Avrebbe dovuto intraprendere la carriera di pilota d’auto da corsa, a detta di molti.
Il suo corpo è composto per una percentuale imbarazzante di tè, possibilmente ai frutti rossi.
Non è una musicista, ma ama guardare e ascoltare gli strumenti e le voci.
Cerca possibilità e paesaggi.
Si rifiutò categoricamente di calcolare “il limite di x che tende ad infinito”.
“Poi”è un avverbio inutile e queste informazioni random ugualmente. Quasi.
Le parole sono importanti.

Settori principali: indie rock, cantautorato, indie-hip hop.

Andrea Russo

Quando nacque non pianse come fanno tutti i bambini nei film. Infatti lo stavano dando per morto ma per (s)fortuna è qui vivo e vegeto. Oddio, vegeto non più di tanto, visto che il primo giorno di università lo hanno investito. Da allora, dopo aver letto un manifesto di Papini, combatte affinché chiudano le scuole e le università. Autodidatta in tutto ciò che lo appassiona, è qui anche grazie a una ragazza dal naso a patata che un giorno gli rubò una t-shirt dei Joy Division. Passa il tempo a contare i giorni che lo separano dal prossimo concerto dove probabilmente ci saranno quattro persone oltre a lui. Odia le opinioni generiche e i balli di gruppo che non siano il pogo. Cerca di essere alla pari coi gatti neri e ama parlare il dialetto del proprio paese. Chi non lo capisce? Peggio per lui.

Settori principali: noise/experimental, post-punk, indie-folk.

Filippo Redaelli

Tra i campi di grano incendiati dai tramonti sotto cieli dall’orizzonte più vasto e
la grande città. Sempre accompagnato dalla musica, per avvicinare alla perfezione più istanti,
dagli abissi alle gioie passando per la tranquillità. La ricerca continua di frasi perfette,
appunti incisi su qualsiasi pagina ingiallita. Le irrazionali coincidenze del viaggiare,
i paesaggi dal fiestrino del treno, le stazioni. Amare anche la natura, la semplicità, stupirsi,
un buon film, il caffè,le buone conversazioni. Cercare, dietro ai veli delle apparenze, la bellezza nascosta e più vera.
Mi ritrovo a studiare lettere moderne, credendo di non poter fare nient’altro. Arrivare qui è come
approdare su un’isola che unisce tutto questo.

Settori principali: folk rock, indie pop-rock, alternative italiano.

Hanno collaborato: Lorenzo Righetto, Andrea D’Avolio, Marco Masoli, Guia Cortassa, Iuri Accogli, Paolo Coccettini, Tonino Cervino, Andrea D’Addato, Carlo Zambotti.