Adagio
Are You Real? – Songs Of Innocence
Un breve ascolto, durante la lettura
When the voices of children are heard on the green
And laughing is heard on the hill,
My heart is at rest within my breast
And everything else is still.
[William Blake, Songs of Innocence - Nurse's Song, st. 1]
Seduta sulla riva del fiumiciattolo, Linda intrecciava qualche fiore di campo ai capelli biondi; come una novella Guy Montag, recitava stupita Canti d’innocenza pescati a caso dalla memoria.
Edie la raggiunse e l’abbracciò.
Gli sembrava di non aver mai respirato. I polmoni erano liberi, il corpo leggero. Rotolava giù dalla collina, si arrampicava sugli alberi e scrutava il mondo.
Aguzzò la vista.
«Nulla si perde mai veramente», sussurrò lei.
Si tennero per mano mentre sorridevano al nuovo mondo.
Annachiara Casimo
Burial – Kindred EP
Un breve ascolto, durante la lettura
Tutti i colori, schiariti e scuriti. Tutte le variazioni, seducenti e sferzanti. Tutte le sensazioni, pericolose e ammalianti. Propulsivo e scuro, le luci al neon agli angoli delle strade, e i muri sporchi di Londra dove ti incollo per baciarti. Una città per legittimare a pieno anche per un po’. Il pensiero che si fa fisicità.
Dubstep e dancefloor umidi e maleodoranti per accogliere ogni gesto spezzato e tutti i saliscendi dello stomaco, i bassi nella pancia.
Aperture di luce tra il sudore. L’ossessione di fondo sparsa tra battiti techno che si schiudono. “ I want you. I used to belong to you.”
Altro mondo certamente e consiglierei di entrare, magari con una preparazione mentale e fisica dietro. Un training camp serio, ma manco tanto.
Alessandro Ferri
Scuba – Personality
Un breve ascolto, durante la lettura
Una quindicina di inverni fa andavamo a ballare in tanti, pallidi e sgraziati nelle nostre magliette taroccate della nazionale inglese; ci drogavamo di techno, suoni acidi e tanta altra roba in circolazione. Strisciavamo verso casa al mattino accanto a muri di mattoni tutti uguali, in serie, su cui appoggiavamo a tratti le nostre disgrazie e a cui confidavamo sbronze e approcci strampalati con l’altro sesso.
Nelle mie vene sento ancora quella botta, l’adrenalina corre in saliscendi ripidi, diretti, elettronici. Anche ieri notte in pista mi sentivo giovane e “bello” come allora, ci vuole personalità.
Ordino uova e bacon con un insolito sole alto e la luce negli occhi, l’afterhour è finito poco fa e malgrado i miei quarant’anni non sembrerò mai un uomo che ha perso il treno della vita.
Federica Giaccani
Alyosha’s Dream – Dream Sequence
Un breve ascolto, durante la lettura
Da quando M. è partito, A. conta le crepe sul muro, le lacrime sul pavimento.
Ogni lacrima è un pensiero galleggiante, una stilla di amore salato in cui affogare.
Da quando M. è partito, A. ha cancellato la parola «restare» da tutti i vocabolari e ha fatto un tuffo nella follia, uno di quei tuffi belli, eleganti.
Resta lì, in balia delle onde, si lascia trascinare.
Presto, però, si calma e torna a galla, me l’ha promesso.
Da quando M. è partito, A. alterna vorticosamente sogni e incubi. Ogni tanto sorride con un pensiero dolce in testa: adesso sa che in giro per il mondo esistono due mani fatte per stringere le sue e combaciare perfettamente.
Deve solo aspettare che tornino a casa.
Annachiara Casimo
Ghemon – Qualcosa è cambiato
Un breve ascolto, durante la lettura
Arrivati a quel punto potevamo anche fermarci, salutare la vita, chiudere gli occhi, sfamare gli incubi.
Com’erano allegri i fantasmi.
Avevo i polmoni pieni di respiri assecondati, ossigeno sporco.
Poi ho deciso di guardarti ancora, di non lasciare andare le parole e di disegnare con le speranze grandi quadri. Ricominciare è un’operazione a cuore aperto in cui doni sangue, midollo, tempo, illusioni . Bisogna azzerare il contatore degli errori, dei sogni, delle ipotesi fatte durante i viaggi disorientati dalla nebbia. Ero finalmente disposto a zittire la mente, annullare la dicotomia spicciola che mi rendeva zoppo di certezze.
Mi sono svegliato con una luce fortissima che proveniva dall’altra parte del vetro, oltre il palazzo. I periodi bui potevano anche essere bellissimi, ma non distinguevo più i colori.
Il mio Tyler Durden è morto, i pensieri sono randagi ora, gli amici dispersi, gli occhi gonfi e rossi, ma so che non sarei mai se cosí non fossi.
Questa vita però, non è la mia, per andare al mare, devo mettermi in malattia.
Cerco un piano di lavoro perfetto, ancora.
Qualcosa è cambiato, qualcosa cambierà.
Ilaria Pastoressa
Black Twig – Paper Trees
Un breve ascolto, durante la lettura
The sky turns into red
di Andrea Russo
Di colpo, il cielo è diventato rosso.
Nevicherà di nuovo
su alberi di carta.
Flowers or Razorwire – These Waters
Un breve ascolto, durante la lettura
Luglio ti abbraccia sempre con una delicatezza fuori dal comune, “i pomeriggi di luglio sono eterni” – sospiri, mentre mi sembri bella più che mai.
Ti si sono arrossate le ginocchia, il sole le ha sfiorate, accarezzate e dipinte intonandole ai tuoi lunghi capelli rossi che brillano sotto l’ampio cappello di paglia.
Stendi i piedi in acqua e, attorno alle gambe, ti si formano microscopiche danze di cerchi concentrici in cui mi perdo, proprio come nei piccoli caleidoscopi delle tue iridi azzurre.
Fiori o lame: se è vero che luglio è eterno, dimmi, cosa sono questi brividi?
Annachiara Casimo
Holy Other – With U
Un breve ascolto, durante la lettura
Ti tuffi in acqua sul finir dell’estate e nuoti, tentando di inseguire le ombre delle nuvole che veloci scorrono sulla superficie lievemente increspata. Le hai sempre volute raggiungere, eppure sono più veloci di te, malgrado i tuoi sforzi motivati e le tue bracciate vigorose e infaticabili.
Poi riemergi e ti sdrai accanto a me, sul far della sera le goccioline sulle tue spalle sono più scure del reale. Le nostre parole sincopate risuonano liquide come le vibrazioni del mare. Ci avvinghiamo sotto gli asciugamani lisi ad ascoltare i nostri respiri, il mio che riappacifica il tuo mentre mi stringi e giuri che domani le prenderai, quelle ombre fuggitive.
Federica Giaccani
Caso – Tutti dicono guardiamo avanti
Un breve ascolto, durante la lettura
Prendeva fuoco il mio laboratorio di coraggio, nitroglicerina e in un istante scoppia tutto.
Avrei dovuto accendere passioni, senza demolire ambienti di sentimenti e camere di emozioni.
Ma soluzioni estreme mai, comincio tutto e lascio a metà.
Il quadro, il libro, la palestra, l’università.
Ti amo, a sentirtelo dire, che felicità!
In questa danza delle possibilità tutti dicono: “guardiamo avanti”, ma non riesco a concludere la coreografia.
Nessun passo nemmeno verso te.
Le mattonelle blu, non ci sei più.
Forse siamo troppo fermi e quando apro la finestra sei triste e mi dici che vorresti andare al mare.
E ti ci porto, al mare.
Proviamo a spingerci oltre i palazzi: è una vita che aspettiamo un cambiamento.
Quell’appartamento proprio non ti piaceva.
Quest’inverno non ci sarà la neve a nasconder le cose.
Ho composto una canzone. Cantala con me.
Ilaria Pastoressa
Bianco – Nostalgina
Un breve ascolto, durante la lettura
Vedo dove vuoi arrivare anche stasera.
Il vinile gira ancora, non è una vecchia cantilena.
La candela muore, gli accordi si infittiscono, l’orgasmo non è unico.
Mi piace il temporale, la tempesta; fuori piove.
Come stavamo, prima?
Di cosa parlavamo quando parlavamo d’amore!?
Sono io il poeta senza poesia, il musicista e il paroliere che dei suoi testi non fa tesoro.
Ma sarebbe un sogno mantenere un figlio con il rock. Avere una famiglia sana ed uno stereo. Vivere in un mondo magico, con Marco Carta benzinaio e in classifica Josh Homme.
Presente, son presente io, da sempre.
Assente sei assente.
Ilaria Pastoressa
Brunori Sas – Vol. 2, Poveri Cristi
Un breve ascolto, durante la lettura
Ti ricordi quel giorno Luisa? Cosa ti ho detto quel pomeriggio quando sono entrato in cucina, nonostante il lavoro che va male e la fatica di andare avanti. Eravamo lontano da tutto e lo siamo anche ora, in mezzo a questi campi. Da decenni sempre a denti stretti, sotto il sole cocente, guai a farlo vedere. L’automobile è sempre quella da quindici anni, finché funziona. Stretti nei nostri colori, nel nostro paesaggio, con le nostre cicatrici sulle mani, con queste pupille che non hanno bisogno di parlare. Fotografie con le vesti degli antenati attorno al fuoco a bere il vino, e chissà le canzoni che cantavano. Stasera, credimi, ti regalerei la luna e poi ti porterò a ballare. E ascolta la fanfara che suona nella piazza, parla di tutti noi, e infatti canto …
Filippo Redaelli
Sandro Perri – Impossible Spaces
Un breve ascolto, durante la lettura
Nuoto nel nulla cosmico nel quale affoga il nostro amore.
Spazi impossibili ci circondano, impressionati su pellicola lucida.
Restano ricordi, angoli illuminati, sorrisi e pulviscolo.
Tienimi la mano, le gambe non reggono.
Annachiara Casimo
Dustin O’Halloran – Lumiere
Un breve ascolto, durante la lettura
Era una stanza specchiata e lei saltellava sulla punta dei piedi, poi s’arrestò assumendo la plastica posa di un fenicottero e attese statuaria un segnale negli specchi – la silenziosa perfezione del gesto – e sciogliendo quella posizione si concesse al pavimento col busto eretto, dosando i movimenti delle braccia e inchinando il capo ora a destra, ora a sinistra. E fu in uno di quegli inchini che incrociò lo sguardo timido di un ragazzo che non osava superare la sottile linea della soglia.
E fuori la neve, poi la pioggia, e la luce.
Gianfranco Costantiello
Timber Timbre – Creep On Creepin’ On
D.d.U. 05/04/2011
Un breve ascolto, durante la lettura
Heartbreak Hotel
di Giulia Delli Santi
There’s a hair on the bed and The clock has stopped ticking.
“Quando sono solo, i ricordi mi tornano alla mente, come le bollicine in un bicchiere di acqua gassata.”
Nel nostro giardino non cresceva più nulla e la ragione non era da cercare solo nel difetto di luce. Ma il tuo fantasma mi tormenta ogni notte perché ho dimenticato di dar da bere alle piante.
No incantation now will save us, now that we’re too old to die young.
Mi chiedo perché, seppure libero dal malessere, il mio cuore è ancora infelice.
E quando non troverò che la tua assenza, mi rivolgerò al barista in cambio di uno Scotch and Coke.
For all of those who couldn’t be here.
Esperanza – Esperanza
Un breve ascolto, durante la lettura
Il viaggio parte dall’Italia con il tiepido sole basso di dicembre, e assume contorni onirici, epici. Proiezioni del passato, i viaggi di Marco Polo de Le mille e una notte secano i percorsi di Jules Verne intorno al globo; le tappe sono intense e vivide, la memoria non può sfumare né dissolversi, piuttosto si carica di vibrazioni.
E il Giappone, il Medio Oriente e Berlino sono contigui e li tocchi e li vivi, se chiudi gli occhi.
E le fisarmoniche, la disco-house e il pop nostalgico si intrecciano e si fondono, se chiudi gli occhi.
Nasce di inverno ma lascia intendere un prosieguo indefinito lungo tutte le stagioni questo sogno itinerante, è un viaggio animato dai bagliori del desiderio.
(E)speranza.
Federica Giaccani
Tyler, The Creator – Goblin
Un breve ascolto, durante la lettura
“If Tegan and Sara need some hard dick, hit me up!”
Era francamente ora che esplodesse con rara potenza mediatica un collettivo del genere, lui è il boss, spaccone, offensivo più per spettacolo che per altro. Piano e synth debordanti, immagine da ragazzotto violento. Ghetto, sesso e violenza più una inaspettata dose di introspezione= boom.
Era francamente ora. Speriamo che quando se ne parlerà pure qui, arriviamo sempre irrimediabilmente dopo, nessun pseudo rapper italiano faccia un tentativo di inutile emulazione.
Non abbiamo nessuna Los Angeles.
Alessandro Ferri
The Twerps – The Twerps
Un breve ascolto, durante la lettura
Rinchiudici pure dentro a questo scantinato umido e malsano.
I nostri sogni troveranno lo stesso uno spazio, tra le ragnatele.
Solo delle grate ci permettono un contatto con il mondo, ci basta.
Quale mondo poi? Ci sono gli oceani tra noi e le vostre feste alla moda.
E ci faremo sentire lo stesso, non vi preoccupate, ce la faremo.
A costo di bruciarci le mani e perdere la voce continuando a rincorrere note fuori dalla nostra portata.
Fa freddo ora, invecchieremo così, sempre coltivando speranze senza un senso.
Niente di nuovo sotto questo soffitto, la nostra sincerità non ci abbandonerà mai.
Vi lasciamo anche questa foto insieme alle nostre voci infrante.
Adesso possiamo anche rilassarci e bere qualcosa di caldo davanti a un camino.
Non stiamo così male, in fondo.
Filippo Redaelli
Salem – I’m Still in the Night
Un breve ascolto, durante la lettura
È ancora notte insomma. È ancora un misticismo oscuro, molto più dilatato e più morbido però, a tratti sognante. Una visione dove tutte le immagini restano sfocate. Krawl con il cantato, marchio di fabbrica, e le sue stratificazioni è un intermezzo utile a restare volentieri nella notte. La difficoltà di percepire i confini non è un problema, il mondo è tutto così.
Ancora nella notte si sta molto bene, e poi c’è sua Divinità Massima Gisele Bündchen con noi.
Alessandro Ferri
Nils Frahm – Felt
Un breve ascolto, durante la lettura
Questo caos metodico, stormo di pettirossi.
Volgiti dentro di me e troverai la tempesta, battaglioni di violini che sbalzano dal pianissimo al forte.
Si chiama disordine ortogonale, confusione geometrica.
Ottobre – novembre, tempo di migrazioni; questa mia anima accidiosa deve volare verso posti caldi:
Io voglio il freddo pungente
che calmi il mio fuoco interiore
voglio le pagine dei libri
come suoni di gioia
che distolgano l’apatico
dall’amorosa morte.
Abbiamo sbagliato a rincorrerci in questa maniera, pensando che l’Antartide fosse un luogo per soli bambini, abbiamo fatto bene a mischiare i nostri corpi nelle notti d’estate, anche quando l’estate non sembrava ancora finita.
I figli del Sole non possono morire nel buio
i figli dell’ombra non possono perire in un abbaglio
Bernstein e Gould non poterono più suonare insieme.
Marco di Memmo
Oupa – Forget
Un breve ascolto, durante la lettura
Viso segnato e capelli di cenere, una donna mi ha preso la mano stamattina.
Era convinta di poterne fare una finestra sul mio mondo, di leggervi attraverso.
Ci sono brandelli d’amore a impedirti di stringere i pugni, m’ha sussurrato.
Ora con la punta della biro seguo le linee sul palmo.
Ci vedo il tuo profilo. Ci leggo il tuo nome.
Ti dimenticherai di me, un giorno. Succederà.
Annachiara Casimo
Lava Lava Love – A Bunch of Love Songs and Zombies
Un breve ascolto, durante la lettura
Accarezzare sentimenti come il capo d’un gatto adagiato sul tuo cuore che è pieno come il mio. Morbida l’erba.
Giocare ad indovinare se fuori pioverà o ci sarà il sereno annusando l’aria. guardarci; ti cerco a pochi metri e qualcosa in più.
Ti offro parole che capirai e con delicatezza troverai “belline”, come i film che guardi tu nelle sere della tranquilla solitudine, di cui son gelosa, e in cui anch’io mi rifugio.
Andiamo a raccogliere fiori da metter in un vaso senz’acqua, tanto non sfioriranno mai tra le pagine dei libri, quelli che mi regalerai, quelle che poi mi leggerai.
Niente di speciale amore, dentro me: l’inverno, circolazione sanguigna bloccata;
fuori (di) me: primavera, con te.
Poeticherìe.
-Che fai?-
-Un’altra canzone allegra per il tuo umore-
-Spegni la radio, dai.-
-Ti ricordi quando m’hai detto che saresti morto per me?
Bhe, un po’ di coerenza, allora.-
Promesse ridicole per diventare immortali.
Ilaria Pastoressa
Accarezzare sentimenti come il capo d’un gatto adagiato sul tuo cuore che è pieno come il mio. Morbida l’erba.
Giocare ad indovinare se fuori pioverà o ci sarà il sereno annusando l’aria. guardarci; ti cerco a pochi metri e qualcosa in più.
Ti offro parole che capirai e con delicatezza troverai “belline”, come i film che guardi tu nelle sere della tranquilla solitudine, di cui son gelosa, e in cui anch’io mi rifugio.
Andiamo a raccogliere fiori da metter in un vaso senz’acqua, tanto non sfioriranno mai tra le pagine dei libri, quelli che mi regalerai, quelle che poi mi leggerai.
Niente di speciale amore, dentro me: l’inverno, circolazione sanguigna bloccata;
fuori (di) me: primavera, con te.
Poeticherìe.
-Che fai?-
-Un’altra canzone allegra per il tuo umore-
-Spegni la radio, dai.-
-Ti ricordi quando m’hai detto che saresti morto per me?
Bhe, un po’ di coerenza, allora.-
Promesse ridicole per diventare immortali.
Ayshay – WARN-U
Un breve ascolto, durante la lettura
“ E leva tra gli uomini voce d’invito al pellegrinaggio, sì che vengano a te a piedi, e su cammelli slanciati, che vengano a te da ogni valico tra i monti…” Corano XXII-27.
Passato e futuro, Islam, la Preghiera, la Zakāt, gli spettri del postmoderno che riescono a fondersi con la tradizione. Connubio trito e ritrito che qui assume forme degne, spettrali e cariche di potenza evocatrice. Corriamo attorno ed incontro a Fatima, facciamolo davvero senza badare a sedute spiritiche regalo con una lampada o a sacchetti di sale magico venduto da venditrice televisive urlanti.
Meglio di qualsiasi primavera araba mai sognata.
Alessandro Ferri
The Church of Synth – The Church of Synth
Un breve ascolto, durante la lettura
Uno scheletro di sintetizzatori fastidiosi mutuati dal passato, techno distorta e sotterranea, luci nella penombra di Berlino. Non siamo al Berghain, ma al KingKongKlub, monolitici assalti sonori. Speriamo siano abbastanza potenti da scavalcare le alpi, e a penetrare le nebbie padane. Noi seguiremo il tragitto senza dubbio alcuno. C’è anche il signor Burial Hex, marchio di qualità.
Alessandro Ferri
Luomo – Plus
Un breve ascolto, durante la lettura
Le ore a cavallo dell’alba riportano a casa corpi sfatti su tacchi a spillo e impermeabili al vento.
Hanna è vestita in beige, rincasa coi capelli arruffati e a stento infila la chiave nella toppa; sorride febbrile mentre si specchia nel vetro del portone e si sistema la frangetta. Entra, un attimo dopo è già in doccia.
Chiude gli occhi, si morde il labbro inferiore.
Il ronzio post club permane nelle orecchie, è più forte del rumore dell’acqua che le lava via di dosso quel misto di odori e sudori rimastole come pegno. Tutto le scorre in testa: i colori glaciali, la techno-house calda e sensuale, il profumo aspro di lui mischiato a quello del tabacco, la vodka liscia al bancone del bar, la fuga e quel letto sconosciuto.
Brividi.
Gli ha lasciato il numero scritto su vecchio scontrino che aveva in tasca.
Sa già che non la richiamerà mai, la notte si è dileguata.
Federica Giaccani






















