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Emma Ruth Rundle – On Dark Horses

Data di uscita: 14/09/2018

      Da quella volta non sei più uscita dai miei pensieri.
      Ero scesa in strada in pigiama per comprare il latte e le sigarette quando ci scontrammo all’angolo, io avevo in mano la busta del minimarket, tu il tuo telefono e la chitarra in spalla. Il crepuscolo viola incendiava il cielo oltre il marrone dei mattoncini delle case, s’intuiva la curva della collina alle loro spalle. Ci scontrammo e non capii più nulla, e non era colpa del latte che formava dei ruscelli dolciastri tra i nostri corpi intrecciati né del dolore al ginocchio che si irradiò con la caduta; non capii più nulla perché mi persi tra le tue treccine, il tuo odore, quegli occhi chiarissimi che si inghiottivano tutto il mondo.
      Facemmo l’amore quella notte dopo la prima birra offerta da te in segno di scusa, la seconda offerta da me perché credevo che la colpa fosse mia, la terza offerta dal barman perché “suonami una canzone”, la quarta offerta dalla ragazza al biliardo perché “sembrate uscite da un film tragicomico da quanto siete belle”.
      Facemmo l’amore altre volte e divampava nella pelle quel medesimo crepuscolo infocato, e il tuo profumo ha impregnato oramai qualsiasi oggetto che mi ritrovo a vedere, a toccare, a spostare in questo appartamento.
      Domattina cambio casa, ho caricato la macchina con troppi scatoloni pieni della mia confusione e della mia indomabile ribellione che tanto ti piaceva, avrei voluto abbandonare in questa città tutto quello che mi fa piangere ancora ma sto fallendo di nuovo. Il disco gira nel piatto, è sempre quello da quando te ne sei andata in Europa, graffia e ammalia come facevi tu; un ultimo giro prima di andare a dormire.
      Ti aspetto ancora, ovunque.

      Federica Giaccani

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