monthlymusic.it

Oliver Coates – Shelley’s on Zenn – La

Data di Uscita: 7/09/2018

7021091

      La mia amica Paula ha i capelli molto voluminosi, lunghi fino alle anche, che partono castani e poi diventano pian piano qualcosa che assomiglia al colore della pasta fresca, penosi direi. Mette sempre un rossetto rosso che le fa gli zigomi ancora più pronunciati, e ha un solco tra le tette che è così bianco da sembrare un’incisione nel burro fatta con un coltello non troppo affilato, ha tutto anche le braccia molto bianche, come i manici di un’anfora, ai piedi mette sempre uno smalto color muschio, tanto che sembra che le sue unghie abbiano fatto la muffa, quando cammina le guardo le gambe magre senza curve, senza la forma delle gambe che di solito hanno le gambe, porta appoggiata nell’incavo della spalla destra una borsa a forma di gattino, certe volte ne mette una a forma di chitarra, di asse da stiro, di phon, di pianta da vaso. Credo siano vuote queste borsette dalle forme poco performanti, perché le sbattono inermi contro il fianco destro senza mostrare di essere riempite con qualcos’altro che non siano i fogli di carta marrone.

      La mia amica Paula ride buttando appena i capelli indietro, assieme alla testa, e sotto il malizioso sorriso della sua bocca rossa, si vedono un paio di incisivi spezzati e giallini che subito lei, svelta svelta, copre con la mano piena degli anelli regolabili che si trovano nei giornali, o sulle bancarelle, quelli pieni di pietruzze che cambiano colore in base all’umore di chi li porta, perché Paula comunque sa di avere dei bruttissimi denti, ma così come per i suoi bruttissimi capelli non ha mai cercato di fare qualcosa per migliorare la situazione, e questa è da sempre una cosa che non perdono, alla gente in generale e a Paula in particolare, perché mi sembra una vigliaccata da mentecatti non riconoscere che ci sono dei problemi nel proprio aspetto, penso sempre a come sarebbe bella Paula se avesse delle perle tra i denti, invece di quelle quattro ossa di pesce sfortunato e mangiato dai gatti.

      La mia amica Paula, sempre lei chiaramente, indossa dei sandali che la fanno somigliare a un penitente che abbia preso i voti, ma ha dei piedi molto fini e delicati, quindi stranamente risulta elegante come quando le ballerine camminano coi piedi che guardano due diverse direzioni e nonostante questo la loro grazia le fa somigliare a bellissimi animali eleganti, Paula comunque mette sempre su delle gonne corte con trame diverse, alcune se le guardi con attenzione riportano la mappa di qualche paese del sud Italia, credo che Paula lo faccia per farsi guardare le gambe, e infatti funziona bene, a parte il fatto che ti accorgi quasi subito che Paula ha delle brutte gambe e un bel seno, quindi distogli lo sguardo e però ti imbrigliano gli occhi di Paula, che sono come un amo che ti ghermisce l’ombelico e ti porta a fare un giro tra la luce dei brillantini sulle palpebre e le sue ciglia lunghe e folte, con le punte leggermente più chiare, bruciate dal sole e da un accendino che, troppo zelante, non le aveva acceso solo la sigaretta.

      Un giorno Paula è venuta da me e mi ha detto di amarmi, mi ha preso per mano e poi ho sentito sotto le sue dita il suo seno di latticini, poi la sua mano ha raggiunto il mio seno cinese, piccolo e acerbo e senza sentimento, e mentre lei mi diceva che mi avrebbe amato sempre, anche tra cent’anni, io le ho detto guarda Paula francamente nemmeno so se domani vorrò svegliarmi, e il sole sorgerà e noi saremo ancora sotto questa forma umana, nemmeno so se mi piacerà ancora come mi stanno queste scarpe che ho comprato ieri, o la crosta del pane senza mollica, e poi tu Paula hai veramente dei brutti denti, e questo fatto che parli l’inglese all’americana, e io alla fine non lo capisco per niente, mi fa credere che tu volessi solo controllare se sto seno qua che ho, è davvero così piccolo, o che so, siccome sono cinese, magari me lo fascio come faceva Mulan.

      Giorgia Melillo

Comments are closed.