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Kanye West – Ye

Data di Uscita: 01/06/2018

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      Sui gradini di quello che un tempo era il famoso bar Hungaria dormivano due barboni e mi sembrava di non averli mai visti. Quando un tram numero 3 diretto a Valle Giulia fece la curva stridendo, quelli alzarono un occhio automaticamente, del resto i barboni sonnecchiano, non dormono, sempre all’erta, abituati come si suppone siano alla vita di strada e ai suoi mille imprevisti. Uno dei due barboni era una donna e aveva un paio di Dr.Martens verdi, degli stivali davvero belli per cui molte ragazzine del quartiere farebbero carte false, per non dire le bocche. Poi un paio d’anni fa un servizio di non ricordo che programma ha dimostrato che le bocche le fanno anche per meno, quelle ragazzine, quelle a cui mi riferisco, con i padri dirigenti di Trenitalia, Altamedica, Poste Italiane, le madri di plastica, i cagnoni tristi e incattiviti su balconi due metri per due che affacciano su Villa Ada o Villa Borghese.
      Non avevo nulla da fare mentre aspettavo il mio tram 3, che andava nella direzione opposta, Trastevere. Nè libro nè musica, il mio cervello si posò sulle Dr.Martens magnetiche della barbona bionda che si era riaddormentata affianco al suo compagno. Non sembravano troppo sporchi da lontano, eppure dormivano su cartoni e avevano tutta l’attrezzatura classica al seguito, buste, carrelli, sacchi a pelo, i loro indizi di nomadismo forzato o no, la disperazione che si portavano appresso, le loro storie di fallimento e uscita dalla società così come la si vive, chi più chi meno. Dove le avesse prese quelle Dr.Martens potevo arrivarci, le aveva rubate, di certo non le aveva comprate perchè una barbona non spende un centone per un paio di scarpe, per quanto il ragionamento non è poi così assurdo: se a mangiare e dormire ci vai alla Caritas, magari non ti droghi e per assurdo non sei neanche un’alcolizzata, i soldi che racimoli facendo l’elemosina come li spendi? Un paio di Dr.Martens sudate nei rigidi inverni e nelle estati di ricotta sotto le ascelle daranno più soddisfazione dei cartoni di Tavernello e vino della Pam in offerta a un euro e venti. E magari perchè non una bella felpetta Carhartt di quelle impermeabili, dei Levi’s 501 a sigaretta? Vagabondare sì, ma con stile e sotto le stelle!
      Immaginai la barbona bionda con una faccia simpatica e analizzatrice della sozzura dell’animo umano, un’espressione cicatrizzata di chissà che delusione atroce poteva aver subito, stuprata dal padre a otto anni, lasciata sull’altare, ex-tossica eccetera. Non potevo vederle la faccia di tre quarti, semi-nascosta dal cappello calato sui riccioli sicuramente un pò grigi. La vidi come figura di sfondo tra gli avvocati ingiuppinati e incravattati che le scorrazzavano intorno, ghignando delle loro stronzate, anime più nere della sua giacca, che sniffano coca sui culi dei trans, la vidi passare giornate intere muta, sotto il sole, a mangiare tramezzini scaduti, a non fare assolutamente nulla se non guardarsi orgogliosa i Dr.Martens verdi, sui gradini di quel bar decaduto, decadutissimo, tanto che poco prima che fallisse ci avevano trovato le blatte nel cibo.
      Mi chiesi come potessi aiutare quella barbona e mi risposi che non potevo, su questo ci avrei messo una mano sul fuoco, ma un giorno o l’altro le offrirò un tramezzino del bar Rossini, bello pieno e debordante.

      Gabriele Battista

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