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Sleep – The sciences

Data di Uscita: 20/04/2018

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      Si svegliò di soprassalto, spalancò gli occhi e cercò di capire dove si trovasse, dopo qualche secondo di spaesamento si rese conto di essere sulla stazione orbitante. “E dove potevo essere? Non ci ho ancora fatto l’abitudine”. Si rigirò in cerca della sveglia, mancavano ancora due ore all’inizio del suo turno, conoscendosi neanche provò a riaddomentarsi ma uscì dal suo letto, andò in bagno e cercò di guardarsi. Tutto lo stress che stava subendo in quel periodo stava cominciando ad affiorare anche sul suo volto. Spuntavano i primi capelli bianchi, le guance erano più scavate di quando aveva lasciato la terra tre mesi prima. “Se solo riuscissi a trovare il modo di rilassarmi come ai bei vecchi tempi” pensò “ora capisco perché questo lavoro sia così retribuito, poi a che servono i soldi in questo momento, neanche li puoi spendere”. Dopo essersi lavato uscì dal suo appartamento e cominciò a camminare senza meta per la stazione orbitante. I corridoi avevano ancora l’illuminazione settata a notte e gli oblò che davano all’esterno erano ancora oscurati. Dopo un quarto d’ora passò dalla sezione manutenzione esterna e notò, con sorpresa, che la porta che dava alle camere per l’uscita dalla stazione non erano chiuse. Si guardò intorno e notò che in quella zona della stazione doveva esserci stato un calo di corrente tale da non tenere chiusa una delle porte che davano a quei locali. Entrò e si rese conto che solo la porta esterna era disattivata, tutto il resto funzionava, non c’erano stati problemi di pressurizzazione. “Sembra proprio un sabotaggio” pensò entrando. A quell’ora nessuno era in servizio, la sicurezza era demandata ai custodi che monitoravano tutto dalle telecamere di sicurezza, anch’esse spente però. Sul terminale accanto alle tute spaziali apparve una scritta “Signor Williamson vuole vedere come è fuori lo spazio? Non le resta che provare” con una freccia che indicava la tuta spaziale più vicina. Appena realizzò di avere la possibilità di scappare da quella situazione si infilò la tuta e si diresse verso lo porta che dava verso la stanza di compensazione. Finalmente si aprì il varco verso l’esterno e Williamson senza neanche guardarsi indietro si lanciò fuori pensando “vediamo un po’ cosa succede”.

Giulio Pieroni

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