monthlymusic.it

Cosmo Sheldrake – The Much Much How How and I

Data di Uscita: 6/04/2018

6940974

      Michail e Vladimir, ubriachi persi nella desolante immensità del Pacifico, giocavano a scacchi per dissimulare la loro ubriachezza e per non affondare nella metallica, depressurizzata, sovietica noia del sottomarino.

      Fuori dal sottomarino due pesci luminosi vorticavano e amoreggiavano chiedendosi chi fossero quei due lunghi e tristi volti pallidi, quelle due teste bionde che muovevano pezzi di legno intagliati e bevevano in continuazioni bicchierini di liquido trasparente.

      In quel momento il sole continuava a bruciare e a rendere possibile la vita sulla terra, oltre a orientare gli astri e tutti i corpi del sistema che prende il suo nome.

      Quando il sottomarino sbarcò di nuovo in Unione Sovietica a Vladimir torno quel vecchio nodo alla gola che avevano tanti musicisti russi. Aveva composto una sinfonia nella quale i legni dovevano simulare la vita dei pesci ma sapeva che una tale opera non era in linea con l’ottuso orrore del realismo socialista. Ad aggravare la sua infelicità vi era stata la scoperta, tramite l’aiuto di altri ribelli nascosti, della musica funk e di James Brown. Era disperato. Quel ritmo che sarebbe stato alla base del rap era diventato ormai il suo ritmo interiore e voleva trasporlo nella sua sinfonia sulla vita dei pesci. Voleva anche campionare dei suoi, con il nastro magnetico, e riprodurli nel cuore della sua opera, con un effetto che all’epoca sarebbe stato sbalorditivo se unito al ritmo funk e proiettato nella follia di Leningrado.

      Un guizzo, come quello dei pesci luminosi che avevano nuotato attorno al sottomarino, lo aveva portato a sposarsi con Alma, una donna che disegnava illustrazioni per libri scientifici, soprattutto di pesci o comunque inerenti alla biologia marina.

      La vita era molto triste, per quanto i due si amassero e condividessero molto spesso e con molta profondità i loro corpi e le loro menti. Avevano scoperto che due agenti segreti orbitavano attorno alla loro abitazione e al ristorante nel quale si riunivano con i loro amici.

      Poi un giorno avvenne il disastro: Alma fu accusata di essere l’autrice di vignette satiriche che ritraevano Stalin e Brèžnev in forma di tricheco. Per quanto la cosa potesse sembrare buffa e parecchio ridicola, per loro due poteva voler dire due cose: processo mediatico o Siberia – o entrambe le cose –.

      Decisero di scappare in tutta fretta e si diressero verso il mare di corsa.

      Appena entrati in acqua, nella gelida e crudele acqua delle zone estreme, i loro corpi iniziarono a fremere e a sentire il cambiamento incombente: in pochi secondi si trasformarono in pesci luminosi.

      Pochi mesi dopo, tra guizzi d’amore e sinfonie genetiche, si ritrovarono a danzare attorno a un tetro sottomarino sovietico, nel quale, di fronte a una scacchiera, Michail giocava con un troppo scarso novizio ed era ancora più ubriaco di quanto volesse, ma in fondo era contento perché sapeva che ora Vladimir poteva vivere nella musica che più desiderava.

Marco Di Memmo

Comments are closed.