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Eels – The Deconstruction

Data di Uscita: 6/04/2018

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      A Lisa, a David, a Dave

      Mr Schirring ha una fissa.

      Il suo frigorifero dev’essere pieno di lattine e bottiglie, divise per dimensione e tipologia, meticolosamente, ordinato, per avere quella sensazione di appagamento fisico ogniqualvolta decide di farsi un croccantissimo tè alla pesca, quasi ghiacciato, o un sorso di energy drink alla taurina dalla prima bottiglia formato famiglia della fila, o un Crodino, che beve solo perchè la pubblicità la fa Owen Wilson.

      Due volte al giorno, mattina e sera, Mr Schirring fa i carichi: controlla le scadenze, butta via le bottiglie iniziate a metà – il più delle volte proprio ai tre quarti – e ripone ogni lattina, ogni bottiglia sul tavolino nero quadrato Ikea che ha comprato proprio, solo e solamente, per questo proposito; poi va nello stanzino, controlla le due righe di appunti da un blocchettino e prende le casse di bibite per il ricambio. Le bevande sul tavolino sono fresche, quindi andranno avanti, bottiglie e lattine nuove, calde, vanno in ultima fila ad aspettare lentamente il loro turno.

      Quando finisce di fare i carichi e tutto è in ordine, Mr Schirring è felice e rilassato ed esce a fare le sue cose. Perchè la sua è una fissa, ma non di quelle che non ti fanno vivere bene. E’ l’equilibrio della sua salute mentale che senza quei quaranta minuti di precisione e meticolosità collasserebbe su sé stesso malconcio e zocco come un castello di carte napoletane.

      L’unica persona che si avvicina al frigo è Betta, la figlia dei Draper, che da Mr Schirring prende ripetizioni di matematica e fisica.
      Specialmente quell’estate, dopo un inverno tutto sommato breve e indolore, la ragazzina non vede l’ora di finire la lezione per la sua lattina premio. La sua lattina premio è un incentivo a capire quelle formule assurde e le astrusità delle leggi sul moto, il piano inclinato eccetera. Zuccheri premio per sopravvivere una volta alla settimana nell’ultimo posto in cui Betta vorrebbe trovarsi, anche se Mr Schirring è un uomo davvero gentile e paziente, però di un taciturno un po’ strano a volte.

      Nonostante abbia preso il debito sia in matematica che in fisica, la mamma e il papà di Betta le permettono di portarsi la sua cagnetta Lisa a casa di Mr Schirring. Mr Schirring non ha nulla in contrario. Lisa è un cane davvero particolare, è piccola e ha il pelo lungo come un setter, le gambe mozze come un bassotto e le orecchie che ricordano l’apertura alare di un pipistrello. Il pelo è morbido, bianco a chiazze grandi marroni. Ma la cosa che sorprende di Lisa, da subito, è il modo in cui ti guarda: è l’occhiata di una persona con cui parli da due minuti e ti sembra sbarcato da una navicella spaziale, una di quelle persone che sanno di più, vedono di più e ti vedono di più. Lisa è un cane.

      Quel pomeriggio è l’ultima lezione prima dell’esame di riparazione e dell’inizio della scuola. Nonostante sia già inizio settembre l’afa è rimasta quella di inizio agosto, Schirring e Betta sono in veranda, il tavolo è ingombro di fogli scisciacchiati, goniometri, squadrette, lattine e bottigliette vuote. Non c’è lattina premio quel pomeriggio, Mr Schirring sopporta stoicamente il pensiero di buchi vuoti nel suo frigorifero per compiacere la ragazzina, e per evitare che le venga un calo di zuccheri.

      “Dì un po’, hai mai pensato di farle fare Pet Therapy? Ci guadagneresti bei soldi.”, chiede Schirring in una pausa, mentre guardano tutti e due Lisa che si è messa a dormire in un angolo del pavimento proprio affianco la porta-finestra ed il battiscopa di marmo nero intarsiato e lucido, il posto della casa in cui il calore l’avrebbe attanagliata meno.
      “Non saprei. Il pensiero di tutta quella gente che abbraccia Lisa non mi entusiasma…bambini lebbrosi, vecchi col cimurro, la mia Lisetta è una principessa.”. Lisa muove impercettibilmente le orecchie deltaplanate, come a capire che si parla di lei.
      “Eppure dovresti, la gente ha bisogno di stare bene. Il mondo è molto vecchio, e in fondo Lisa ha in sé qualcosa che viene da livelli altri. Un po’ come i gatti. E poi pensa a quattrocentocinquanta euro a botta.”.
      “Vado a prendere dell’altra acqua tonica.”, Schirring si ridesta dai suoi pensieri sulla Pet Therapy. “Ti prendo qualcos’altro, Betta? E a Lisa cosa porto?”

Gabriele Battista

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