monthlymusic.it

Jonathan Wilson – Rare Birds

Data di Uscita: 2/03/2018

6774666

      Quando era così bello nuotare in quell’acqua limpida e cristallina che sembrava di stare in piscina. Lo è ancora, se becchi il giorno giusto, quell’acqua non è così tutti i giorni, ci sono volte che con il vento di Scirocco la corrente porta fino a riva immondizie varie, è successo anche pannolini, assorbenti e stronzi belli grossi e non è proprio un bel ricordo, questo.
      Non è che per qualche motivo le cose erano più belle quando tu nuotavi in quell’acqua certi giorni splendente gioia per gli occhi, un sogno, e certi giorni ammasso di schifo giallo e caldo; se poi anche ricordare te che chiacchieri sul materassino, le gambe a mollo fino al sottopancia, con schifezze che ti gallegiano a fianco, se anche questo ti mette nostalgia e ti fa venire gli occhi all’aria allora, per favore, curati.
      C’erano un sacco di stronzi in quel periodo, e non dico solo in acqua, dico proprio in giro. I peggio libertini con il prosciutto sotto gli occhi, i fanatici di Rieduchèscional Ciannel, gente che aveva il mondo che gli puzzava di fianco, ma a fare ancora quelli del confronto, loro, la bandiera della pace sul balcone, i girotondi e tutte queste belle puttanate quà. O peggio, gli ignavi. Ce l’avevano scritto in faccia, ce l’hanno sempre scritto in faccia, le merde, i paesani, quelli con la panza pelosa sul costumino mignon.
      (Quelli che stronzi ci sono nati, e quelli non ci puoi fare niente ci saranno sempre, alcuni sono figli di buona donna, altri ancora, pochi, però, sono buoni figli di buona donna.)
      Insomma, vabbè, ora è proprio diverso. Ora, sai, se pensi al mare caldo di Scirocco con la merda dentro, penso che sia colpa di ora. Non mi piacciono gli stronzi che ci sono in giro, non li si può neanche chiamare stronzi perchè loro, stronzi, si sentono giusti pur recidivi di stronzaggine retroattiva, nonchè d’inutilità e miseria. Meno male che non sono a mano armata.
      Quindi, nel senso, non che ti stia giustificando, però, per dio, smetti di pensarci, per piacere, per piacere. Smetti di pensare a quando ti ustionavi la pelle alle due il due agosto e una volta una che ti mettevi la crema, smetti di pensare a quegli stronzi nel mare, gli stronzi, i pannolini, gli assorbenti, i bicchieri di plastica slabbrati.
      O i giri sul fondale quando l’acqua era, porca miseria, un sogno, a prendere i ricci per fare gli spaghetti alle nove a cena in veranda, che faceva caldo sì, ma era una di quelle serate tipo perfette con appena un pizzico di vento, quello che basta per non sudare per niente. Bè, quello era un periodo di stronzi, e guardali ora tutti.
      Puoi fare questo: ora puoi andare in un sacco di posti lontanissimi, puoi prenotare un volo la sera prima e altro che posti di mare, vai in paradisi naturali. Tipo Maldive del Salento. Vedi lì, Tramontana, Scirocco, Ponente, il mare è sempre una tavola. Vai a Fuerte Ventura, a Cipro (!), all’Isola del Giglio…è sempre una tavola il mare.

Gabriele Battista

Comments are closed.