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STORM{O} – Ere

Data di Uscita: 2/02/2018

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      Svegliarsi abbracciato ad un’altra persona era una situazione del tutto inusuale, almeno in quel momento della sua vita. Non ci aveva neanche minimamente pensato che in un contesto del genere si potesse venire a creare una cosa del genere. Certo non era il primo rapporto sessuale da quando si era unito al “popolo del deserto”, questo il nome che gli davano gli abitanti delle conurbazioni, questo però era diverso: non era solo istinti primordiali, dovuti principalmente allo stato di euforia collettiva o all’uso di sostanze. Sembrava quasi che fossero stati i loro cervelli a volerlo e non solo i loro organi genitali.
      Capitava poche volte vedere una coppia abbracciata al mattino, non era neanche visto di buon occhio. Si pensava fosse un tentativo di ricreare la società da cui tutti loro erano scappati, anche se ovviamente era tollerato. Fu scosso da un brivido di paura: questo loro comportamento poteva allontanarli dalla comunità. Non aveva mai pensato alla possibilità di essere allontanato per “regressione allo stato innaturale”, come il suo clan definiva il comportamento simile a quello di chi viveva in città tenuto da certi membri. Lui era scappato proprio per non sentirsi più un ingranaggio di quel mondo, ma la notte precendente aveva cambiato il suo modo di pensare. La sabbia era andata a coprire parzialmente uno dei lembi del sacco a pelo in cui si erano addormentati. Accanto a loro ancora non si vedeva movimento, solo il rumore dei macchinari posti all’interno delle roulotte. Ripensò alla notte prima, era da poco che Lei era entrata a far parte della Famiglia, l’aveva vista si e no tre volte. Quella sera però gli era stato affidato un turno di sorveglianza insieme, anche se ovviamente era ben noto che era un modo per far sì che ci fossero rapporti sessuali tra i nuovi membri così da abituarli alla loro nuova vita.
      Si avviarono verso una piccola ruolotte distante qualche centinaio di metri, fornita di letto e anche di un binocolo nell’eventualità che qualcuno avesse veramente voglia di fare la guardia. Appena entrati lui cominciò ad armeggiare con il binocolo per smorzare la tensione e lo puntò verso est.
      “Ehi, non dobbiamo per forza farlo, non devi fingere di fare la guardia se non sei interessato” disse lei rompendo il silenzio che da una decina di minuti era caudto su di loro.
      “Ma che dici? Non mi pare vero. Sempre che tu sia interessata..” rispose lui seguendo il modus operandi che aveva già adottato diverse volte in situazioni analoghe.
      “Per me va bene, solo che non ti vedo a tuo agio, perché non usciamo un attimo?”
      Senza dire altro lui si voltò ed uscì dalla porta della roulotte aspettando che lei fosse uscita. Camminarono quache minuto in silenzio, lei ad un tratto si fermò e gli disse: “Perche sei qui? Da cosa scappi?”
      Stava violando un’altra regola implicita della comunità: mai chiedere del passato. Lui però rimase colpito e cominciò a parlare ininterrottamente, a lui sembrò che fossero passate ore, si girò la guardò e gli chiese “e tu?” Anche lei, che nel frattempo aveva ascoltato con trasporto le vicende dell’uomo, cominciò a raccontargli della sua vita passata e di tutti i casini da cui era scappata.
      “Beh potremmo funzionare come coppia, fossimo ancora nel Loro mondo” concluse lui appena lei finì il suo racconto. “Ti sbagli non serve essere nel Loro mondo. Qui siamo liberi di fare quello che vogliamo anche di comportarci non come animali.”
      AL ricordo di questa frase riaprì gli occhi e vide che anche lei lo stava guardando. Senza dire una parola presero le cose che avevano sparpagliato per il campo e si avviarono verso la moto di lui. Prima di montare in sella la fermò e le disse: “Puoi tranquillamente rimanere qui, se è quello che vuoi. Puoi dare la colpa a me, dire loro che ero solo io quello che aveva avuto un principio di regressione.”
      Lei montò dietro di lui senza dire niente, dette lui un piccolo colpo sulla nuca e disse “Forse non te ne sei reso conto ma oramai non abbiamo più niente da dire a nessuno, siamo soli reietti tra i reietti”.
      Finite queste parole, lui mise in moto in direzione del lago salato, convinto in cuor suo che oramai avevano intrapreso un viaggio da poter compiere solo in due da cui sarebbero potuti tornare in soli due modi: o morti o capaci di vivere in quasliasi posto.

Giulio Pieroni

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