monthlymusic.it

L I M – Higher Living

Data di Uscita: 01/01/2018

cover

      Nell’aria una canzone: “You should know”.

      Vivo nel mondo in cui si possono vedere i pensieri degli altri.

      Il passato mi risulta incomprensibile: come si faceva, prima, a far capire alla commessa di un grande magazzino quale vestito si desiderasse; oppure, come si spiegava al negoziante di ceramiche quale esatta sfumatura cromatica si gradisse per le piastrelle del proprio bagno?

      La Higher Living S.p.a. rivoluzionò l’essenza stessa del vivere sociale; non più filtri mentali, non più indecisioni, non più confusione. Un ologramma dei nostri pensieri viene costantemente proiettato sulle nostre facce, in modo da essere visibile a noi stessi e agli altri. Lo so, sembra strano, una traduzione sintetica dei nostri pensieri che è più lucida del pensiero stesso; ma per questo genere di cose sono una frana, andrebbe chiesto all’azienda come fa ad azzeccare sempre ciò che abbiamo nella testa.

      Non ho mai avuto dubbi, io. Su nulla.

      Iniziarono i nostri politici, utilizzando lo slogan “trasparenza di pensiero”, o almeno è ciò che mi raccontavano sempre i nonni. A macchia d’olio, la sincerità dilagò. Higher Living divenne in poco tempo l’app più scaricata della generazione precedente alla mia; oltre il virale, fu l’invenzione più importante su scala globale dai tempi della ruota. Mia madre e mio padre nacquero senza, ma fecero l’impianto in giovane età, qualche mese prima del secondo censimento globale dei “limpidi di pensiero”. Oggi rappresentiamo il 99.99999999% della popolazione terrestre e io faccio parte della seconda generazione di nativi digitali.

      Però, non capisco come sono finita in questa situazione, perché il dubbio ce l’ho proprio ora? Theodore mi ama, i suoi pensieri mi fanno commuovere; le sue premure sono così dolci. Non voglio fargli del male. Eppure sono qui, incapace di dirgli di sì. Sul suo viso è apparsa l’immagine di noi due felici, mano nella mano, uniti da un bacio d’amore. Io, invece, non riesco a pensare ad altro che a questa vespa che mi ronza attorno da un po’.

      Nell’aria una canzone: “You should know”.

Maurizio Narciso

Comments are closed.