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Black Rebel Motorcycle Club – Wrong Creatures

Data di Uscita: 12/01/2018

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      Sicuramente l’aveva detto per spaventarmi ancora di più, come se non fossi già abbastanza bianco e cencio, la maglietta incollata alla schiena. La stronza.
      La tarantola marrone africana è il ragno più velenoso al mondo, lo sapevi?
      Io lì, a fissare quel Tupperware sul tavolo tondo, lanugine in cui si distingueva qualcosa di grande e arrovellato, a riposo, in attesa. La teneva in un Tupperware. Io lì, nella stessa stanza, sotto lo stesso tetto, con una tarantola marrone africana.
      Mi sarei lanciato dalla finestra, l’ansia mi usciva dalle orecchie e mi faceva sentire la necessità di togliermi la pelle di dosso. Il cielo plumbeo minacciava le poche persone e le poche macchine per strada, tra quegli infissi scadenti passavano spifferi che mi arrivavano dritto al collo. Sudavo freddo quindi avrei potuto prendermi un malanno, tanto più che ero sensibile di mio a torcicollo e cervicale. Pensai di andare a sedermi sul divano, quasi meccanicamente, sentivo Jessica cantare sotto la doccia. Non osavo distogliere lo sguardo, come se quella cosa avesse potuto prendermi al mio minimo movimento.
      Poi sedie all’aria, corsi alla finestra.
      Un tipo barbuto e bardato in tuta waterproof sfrecciò in bicicletta superando un bus che aspettava una vecchina alla fermata. Era Gianluca, lo riconobbi, uno dei pochi italiani che frequentavo, un tipo in gamba che faceva il contabile per una scuola di lingue di fronte l’università. Un tipo apposto Gianluca, una persona con la testa sulle spalle, la fissa per le biciclette ed un sorriso sincero velato di rassegnazione misteriosa.
      Mi lanciai giù per le scale a quattro a quattro. Scale di moquette, sempre moquette in qualsiasi casa. Maledetta Inghilterra, paese di zozzoni.
      Dabbasso presi a fumare una sigaretta dopo l’altra. Gianluca era già lontano, peccato, mi avrebbe fatto piacere una chiacchiera con lui. Non trovandomi in casa, Jessica l’avrebbe capito che mi era preso un coccolone, io del resto glie l’avevo detto ma lei no, devi vincere le tue paure, sta chiusa lì, che mica l’apriamo, è pericolosissimo, ma ti pare.
      Ogni quanto le dai da mangiare? E cosa le dai da mangiare?
      Topi congelati. Mah, una volta ogni tanto. Adesso non mangia che sarà un mese.
      Jessica, sei totalmente pazza.
      Era questo: i sorci nel freezer, una tarantola marrone africana affamata chiusa in un Tupperware con i buchini per respirare, più tutte le tue cazzate sui mondi paralleli, la meditazione, l’amore libero, gli allucinogeni. Che donna meravigliosa, folle e contraddittoria come nessuna mai. Pericolosa come quella sua tarantola marrone. Jessica.
      Tornai su e mi costrinsi a guardare col cuore che mi sgomitava nel collo. Dovevo guardare. Dall’altra stanza sentivo l’asciugacapelli e quella sua voce da Siouxie. Aveva il culo separato dal resto del corpo da una vitina stretta (la tarantola), devo dire che me l’aspettavo più compatta, più tocha, tipo carrarmato peloso, e invece sembrava quasi una formica enorme e pelosa, più lunga, più affusolata.
      La mia amazzone pallida dagli occhi verdi e la treccia nera sul petto entrò in sala pronta e profumata, mi abbracciò da dietro facendomi sobbalzare. Mi sorprese che guardavo il ragno a questa distanza dal contenitore di plastica, totalmente ipnotizzato e in qualche modo incastrato in quella cosa piena di zampe, di occhi, di peli, che si muoveva appena a meno che non sfiorassi ancora con un po’ di inevitabile terrore residuo le sue pareti invisibili e solidissime.
      Quando scendemmo in strada, nel freddo e nel vento molesto, ero decisamente più tranquillo. Casa mia era più calda, una volta arrivati non ci sarebbero stati spifferi, nella camera che avevo in affitto il letto king-size occupava i tre quarti dello spazio ma lì, abbracciati sotto le coperte, l’unico animale che avrebbe potuto darci fastidio era Daisy, il barboncino della padrona di casa, che ogni tanto apriva la porta con il muso, salutava e tornava in salotto a farsi i fatti suoi.
      Tra l’altro non è vero che la tarantola africana è il ragno più velenoso al mondo, anzi, pare che lo sia davvero molto poco.

Gabriele Battista

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