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Glassjaw – Material Control

Data di Uscita: 1/12/2017

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      Estratto dal documento 9415 del Governo Islandese sulla propagazione di Nuove Religione Sincretiche tramite la Rete:
      La situazione è oramai al collasso, negli ultimi 15 anni si è registrato un aumento dell’800% di spazi virtuali dedicati a nuovi credi religiosi, ed anche alcune confessioni preesistenti hanno affiancato l’usuale funzione con cerimonie svolte su internet. Sono state riscontrate 27 nuove forme di Idolatria della Rete in quanto tale, si passa dai culti più standard, La setta della rinascista virtuale, a culti totalmente nuovi, le due esemplificazioni più lampanti sono le due sette, a quanto pare nate dallo stesso “Santone”, “ GOD is the web” e “GOD is in the web”. I singoli culti verranno spiegati e studiati in un secondo momento. Lo scopo di questo documento è cercare una connessione tra il messaggio e il medium. Nella maggioranza dei casi i luoghi virtuali sono a pagamento per i fedeli che possono rimanere collegati tutto il tempo che vogliono ad assistere e partecipare alle funzioni. Altra categoria sono i culti che permettono al fedele di entrare gratuitamente; il nostro servizio informatico ha però riscontrato che il 82% di questi utilizzino degli script per usare le capacitita di calcolo delle macchine dei fedeli per i loro scopi, che sono tra i più vari. Questa particolare categoria fa molto poco uso di immagini in alta definizione così da non sprecare troppa capacità di calcolo e normalmente vengono classificate nella macrocategoria delle Religioni Psicovirtuali, in certi casi usano immagini e audio per dare sensazioni estatiche come succede con le droghe psichedeliche. I Culti più strutturati non usano nessuna delle due opzioni precendemente descritte ma usano il metodo dell’utente premium e degli acquisti durante la funzione o comprare servizi, confessioni o indulgenze. Per concludere questa parte introduttiva va sottolineato l’aspetto meramente economico: parliamo di utili non quantificabili in maniera chiara ma che si aggirano intorno alle centinaia di miliardi di dollari; inoltre il 74% dei culti sono marchi registrati di cui il 64% da singoli individui, il 15% da culti preesistenti e con sedi anche fisici. Il restante 21% può essere ricondotto alle grandi company che, per differenziare la loro offerta commerciale, hanno cominciato ad assumere esperti del settore, teologi studioso di marketing, antropologi e così via, così da poter da un lato creare dei culti specificatamente usati per aumentare la fedeltà nei propri dipendenti o per convincere dipendenti di altre aziende a unirsi a loro.

Giulio Pieroni

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