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Nick Cave & The Bad Seeds live @ Kioene Arena (Padova 4-11-2017)

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      Ah wanna tell ya ‘bout a cop

      L’agente scelto Finizio è sempre contento quando sta in giro, anche se dopo i casini del Bataclàn e di Manchester uno non è che può stare rilassato al cento per cento a vedersi i concerti. Lui, comunque, lì al palasport, deve fondamentalmente farsi vedere ed essere pronto a sparare, alle brutte. Che poi è pieno di altri agenti in borghese, e anche se fosse in Italia non ne faranno mai di attentati. Bisogna stare attenti al massimo agli squilibrati, ai drogati e agli ubriachi che appiccano le risse, come quella volta a Noci, stava ancora al sud, quando al concerto dei Litfiba, un testarasata fatto di MD se ne andava in giro a mulinare i pugni contro gente a caso.
      Vuoi per la sua voglia di catalogare compulsiva, vuoi perchè i Vigili Del Fuoco appoggiati alla colonna sono tutti salentini, vuoi perché fuori è freddo, l’agente Finizio decide di guardare il concerto. Mentre le canzoni passano sente di non essere capace di esprimere un giudizio, ma la sua noia atavica è sotto i livelli di guardia. Una canzone, che scoprirà poi chiamarsi Jubilee Street, lo sconvolge in un cambio di ritmo in cui tutto il palasport sembra uscire fuori di capoccia, l’agente Finizio si scopre a fare su e giù con il pugno destro seguendo con gli occhi quello scheletro pazzo coi capelli neri che sbraita e sputacchia sulle prime file. Poi c’è una canzone lenta, solo piano, in cui per tutto il tempo si accarezza il pizzetto caprino provando a capirne il testo. Into My Arms, con il poco inglese che ha studiato, gli sembra che parli di Dio e degli angeli.
      Immagini della spiaggia di Brighton, una figura femminile di spalle cammina lenta verso il West Pier. Alla fine di Girl In Amber l’agente speciale Finizio scoppia a piangere e corre giù a cercare un bagno. Troppa tristezza tutta insieme è insostenibile, troppa tristezza all’improvviso e di una verità paurosa, forte come quando è morta sua madre. Nessuno lo ha visto.
      Quando esce dal cesso, e dopo essersi sciacquato ben bene la faccia, l’agente Finizio raggiunge i vigili del fuoco che stanno facendo i provoloni con le ragazze del bar.

 

      Angela è alla seconda birra, ha preso a Loris un bicchiere di rum che non è forte e fa davvero schifo, ma giù al bar da quelle venete gatte morte e ladrone non c’è troppa scelta. Hanno addirittura il Brandy Stock 84. Loris odia quelli che passeggiano durante i concerti e pensa che Angela sia andata a prendere da bere perché si stava annoiando, ed è diventata una di loro, gli erranti ai concerti dei palazzetti.
      Ma chi l’ha detto che in coppia bisogna fare le stesse cose? Angela è venuta al concerto per stare con lui, perché è una cosa che piace a lui, mica a lei frega qualcosa di Nick Cave. Le piace solo The Ship Song, per qualche strano motivo.
      E’ come un pegno, di quei pegni infiniti che paga chi ama. E pensare che c’è chi si lamenta perché non è amato, riflette Loris, e essere amato allora? E’ una cambiale, prima o poi la paghi. Una cambiale a scadenza indeterminata, ma incombe ogni momento.
      Ma con Alba non era così. L’amava in modo disperato, come sempre, quello che cambiava era sentirsi come un amante. Non gli era più successo, non come allora, tanto che Loris crede di esserselo sognato tutto quel periodo della sua vita.
      Andavano insieme ai concerti e provavano le stesse indefinibili emozioni, si lasciavano stupire, e rallegrare, e rattristare ogni volta, e facevano la spesa per la cena, Alba vestita con un lungo abito rosso, si giravano tutti a guardarla. Non si dicevano ti amo, si dicevano ho bisogno di te. Il resto non importava.
      Skeleton Tree è la foto che Loris voleva pubblicare su Instagram poco dopo ch’era uscito l’album, in cui si vedeva la baia di scogli, il mare brumoso incorniciato da un albero quasi secco. Dietro alla spiaggia si apriva una landa di dune sabbiose tra cui erano incastonati cespugli bassi di chissà che pianta. Una domenica di fine agosto era lì con Alba, ad un certo punto erano stati colti da quella voglia di fare sesso. Loris aveva srotolato un asciugamano ancora umido sulla sabbia e lì, tra cartacce coloratissime, nascosti da quei cespugli bassi, Alba aveva gridato conficcandogli le unghie nella schiena. Scopami, Loris.
      Angela torna a sedersi che il concerto è finito, ma le luci sono ancora spente.
      Oh. Ma usciranno di nuovo?
      Si, mancano i bis, risponde Loris alzando la voce tra la gente che strepita. Ultimamente sono sempre gli stessi. The Weeping Song, Stagger Lee, Push The Sky Away. Stagger Lee è quella di quando lui fa yeyeyeyee, ti ricordi?

 

Gabriele Battista

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