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Mariam the Believer – Love Everything

Data di Uscita: 20/10/2017

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      Alle 13 in punto del 23 dicembre, la campanella sancì l’inizio delle vacanze scolastiche. In breve, fu il caos. Tra zaini volanti, urla e spintoni, Zelda mise nello zaino le due letterine di auguri e si infilò il giubbotto. Poi, rimase immobile, concentrandosi sul suo respiro. Si mosse solo quando il silenzio le assicurò che tutti gli altri fossero usciti.
      Faceva tutto così lentamente quel giorno.
      Di solito, percorreva il tragitto classe-cancello correndo, soprattutto quando sapeva che ad attenderla fuori c’era lui. Era scritto sulle carte, date, orari ma c’era sempre da aspettarsi che le carte fossero state ignorate. Ogni volta che lo scorgeva nel cortile, non poteva fare a meno di sorridere e non lo faceva solo con la bocca, era una smorfia bellissima che coinvolgeva tutta la sua faccia.
      Quel mercoledì, però, c’era qualcosa di diverso nell’aria. Fu un bidello impaziente a spingerla verso l’uscita. Il cortile era già vuoto.
      Vederlo in lontananza la rallegrò come sempre, ma stavolta la smorfia non comparve. La bocca sorrideva, gli occhi raccontavano un’altra storia. E lui che, pur vedendola poco, la conosceva a memoria, notò subito l’incongruenza.
      – Cosa c’è che non va? – le chiese ancor prima di salutarla.
      Lei non aveva ancora imparato a mentirgli.
      – Mi hanno detto una cosa a scuola.
      – Una cosa brutta?
      – Una cosa triste.
      – Vuoi raccontarmela?
      Figuriamoci se non voleva.
      – Mi hanno detto che Babbo Natale non esiste. È vero papà?
      Le avevano detto che è stupido credere in una cosa che non puoi né vedere né toccare, che non c’era niente di magico in quell’unico momento in cui sentiva di avere esattamente ciò che desiderava e che la paura di non chiedere la cosa giusta che la portava a pianificare la sua letterina mesi prima non aveva senso, perché tanto quella letterina non avrebbe mai lasciato le mani in cui la consegnava. Le avevano detto che i sogni sono solo sogni e la realtà con i sogni non c’entra un bel niente. Glielo avevano detto dei bambini di otto anni, bambini come lei e si sa che i bambini non sanno mentire.
      – Ascolta… ti hanno detto così, va bene. Ma che importa quello che dicono gli altri? Secondo te esiste?
      – Non lo so.
      – Pensaci un po’.
      In effetti i regali non mancavano mai e riceveva quasi sempre ciò che voleva. E poi c’era tanta allegria in quei giorni. Le lunghe tavolate, i parenti riuniti e tutta la compagnia che desiderava. Lei mica queste cose le scriveva nella lettera, come era possibile che accadessero lo stesso? Un po’ di magia doveva esserci per forza.
      – Sì. Secondo me sì. Ma…
      – Tu vuoi che esista?
      – Sì, certo che voglio.
      – E allora esiste.

      E Zelda ci crede ancora.

Aurora Martina Meneo

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