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Ben Frost – The Centre Cannot Hold

Data di Uscita: 29/09/2017

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      Entra nella caverna e trova il tuo animale guida.
      E’ freddo.

      Concentrati!
      Ok.

      Trova il tuo animale guida. Fatto?
      E’ un lupo bianco.

      Osservalo meglio.
      Sono io, ma le fattezze sono quelle di un lupo bianco. A malapena mi distinguo all’interno di una grotta di ghiaccio.

      Cosa stai facendo?
      Azzanno un altro animale, lo tengo per la gola.

      Vedi solo questo?
      No. C’è sangue dappertutto. Sotto le mie zampe, sul mio muso, fuoriesce dalla carcassa morente dell’altro animale.

      Cosa c’è che non va?
      Il sangue non è rosso. E’ blu.

      Non è questo il punto.
      Tutto quel blu sul bianco, mi disorienta.

      Non è questo il punto.
      Il rumore.

      Ci sei quasi.
      Il mio respiro produce un micro-rumore, che si incastra ritmicamente in modo perfetto a quello del sangue che mi goccia dalla bocca e cade terra. Anche il tremolio della carcassa che sorreggo è accordato al tutto.

      Non è “rumore”.
      Ogni termine linguistico particolare prende il proprio significato non dalle sue proprie qualità positive ma dalla sua differenza da altri termini.

      Non è “rumore”, ascolta meglio.
      E’ il mio disco, ciò che sto producendo in questi mesi.

      Ha senso per te?
      Sì.

      Lo sai che questo non è un sogno?
      Sì. Sono in terapia. Lascio emergere ciò che solitamente nascondo.

      Vuoi risalire?
      Questo tempo è scardinato.

      Stai davvero citando l’Amleto?
      Riguarda ciò che mi tormenta. La carcassa dell’animale che uccido è la mia ansia di tradurre il tempo presente in suono.

      E’ questo che volevi comprendere?
      Credo di sì. C’è un motivo per cui il sangue è blu?

      Trova la risposta dentro di te.
      Non riesco ad indagarlo da qui. Devo farlo suonando.

      Allora puoi risalire.
      Ancora un attimo.

      A cosa stai pensando?
      Sono affascinato dalla proprietà del suono, il suo potenziale nel trascendere la sua stessa natura e condizionare la psiche umana.

      Questo me l’hai già detto settimana scorsa.
      Sì, ma adesso ho compreso che attraverso il mio nuovo disco dovrò indagare il blu che è in me. Un po’ come hanno fatto i musicisti americani lungo il delta del Mississippi.

      Un blues elettronico?
      Più semplicemente, il rumore della mia testa.

 

Maurizio Narciso

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