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Grift – Arvet

Data di Uscita: 8/09/2017

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      Il villaggio era dietro la collina, il sentiero da lei battuto centinaia di volte era l’unico modo per riuscire a tornare a casa. Le stelle in quella notte coperta non potevano esserle d’aiuto. Il passo era incerto perché aggravato dal peso della sua attrezzatura. Sul suo volto apparve un sorriso: stava ripensando all’azione del giorno ormai finito, era andato tutto bene, il compito che le era stato affidato non era certamente difficile né fondamentale per la sopravvivenza della sua piccola comunità, ma poteva dirsi comunque contenta. La soddisfazione derivava dall’aver portato a termine le calibrazioni di routine degli allacciamenti clandestini al più vicino pilone della corrente. I test effettuati non avevano segnalato anomalie né tracciamenti dello switcher. Fermandosi un attimo per bere, si rese conto di rumori provenienti oltre le sue spalle: accese subito il sensore di calore che aveva incorporato nei suoi occhiali e si accorse di avere compagnia.
      Le immagini che riceveva erano di figure umane distanti da lei non più di 100 metri. L’addestramento fornitole dalla Comunità la spinse a cambiare strada. Svoltò sulla sinistra e si nascose dietro a dei massi nella speranza, poco realizzabile, che i suoi inseguitori non disponessero della sua stessa tecnologia. Non fu una scelta fortunata: le tre figure si stavano dirigendo verso di lei, controllò una seconda volta nelle vicinanze non trovò nessun altro segnale termico. A questo punto non le rimaneva che cercare di seminarli. Guardò velocemente la carica residua delle batterie applicate alla sua giacca a vento. Avrebbe potuto utilizzare la schermatura solo per 5 minuti, ma non sarebbero stati sufficienti per permetterle di arrivare protetta alla base e se anche fossero stati sufficienti, non sarebbe stata comunque una buona idea; il rischio di lasciare tracce era troppo alto, avrebbe condotto i suoi inseguitori al villaggio.
      Cominciò a correre verso il torrente che sapeva snodarsi ad ovest, non lontano da lei. I sensori indicavano che anche i suoi inseguitori avevano aumentato il passo, perciò la distanza tra loro non aumentava. Gettò l’esca a calore sopra un albero, accese la schermatura e si buttò nelle acque gelide. Si mise a nuotare in direzione opposta al villaggio avendo un’idea ben precisa di dove potesse uscire dal fiume. Spense la schermatura ed osservò cosa succedeva intorno all’esca. I militari, ripresi dalla telecamera piazzata sull’esca, si erano fermati nei pressi della fonte di calore. Dopo essersi resi conto di essere caduti in trappola, avevano cominciato a cercare nei dintorni. Il filmato si concludeva lì.
      Uscita dall’acqua nascose il suo zaino sotto a una delle finte rocce disseminate nella foresta, accese un fuoco ed entrò dentro il vecchio capanno della guardia forestale, aprì la botola e si avviò nel cunicolo che l’avrebbe condotta verso una zona sicura.

Giulio Pieroni

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