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Falaise – My Endless Immensity

Data di Uscita: 02/08/2017

falaise

      Il chiarore notturno derivato dalle luci della città era ormai scomparso dietro di loro. Dopo ore di viaggio cominciavano a dipanarsi davanti a loro le prime propaggini della grande foresta. Fermarono l’auto accanto ad un vecchio punto informazioni oramai deserto da anni.
      “Che diavolo è sta roba?” domandò lei.
      “Era un posto dove potevano organizzare visite guidate dentro il bosco o cose del genere, prima era molto più frequentata dagli esterni”.

      Iniziarono a prendere l’attrezzatura necessaria dalla macchina. In realtà avevano uno zaino a testa e una valigia con roba di tutti e due che lui si offrì di portare.
      “Ehi ormai siamo slegati dalle logiche del mondo fuori, non lo devi fare solo perché è consuetudine, non ti sentire obbligato”.
      “Non cominciamo per favore” rispose lui prendendo la valigia con la mano destra mentre con la sinistra stava chiudendo il portellone posteriore della vettura.
      “Bene, mi pare che ora si possa procedere”.

      Lasciarono il piccolo parcheggio, si stavano per inoltrare quando lei lo prese per un braccio facendolo fermare:
      “Fermati un secondo per piacere, guarda che meraviglia!”
      Si girò nella sua direzione e si accorse che Anne stava contemplando il pezzo di cielo sgombro da nuvole da cui facevano capolino le stelle.
      Si soffermò sul suo volto preso da quella visione.

      “Ti rendi conto adesso che il cielo è pieno di stelle?”.
      “Certo che lo sapevo ma non mi era mai capitato di vederle ad occhio nudo così”.
      “Facci l’abitudine: all’insediamento interno la luce scarseggia sempre e ti ci abituerai a questo spettacolo”.
      Nel mentre che stava dicendo questo appoggiò la valigia per terra e le si mise a fianco cingendola per la vita.
      “In questo momento stai vivendo due vantaggi notevoli dell’aver lasciato il Conglomerato: poter vedere le stelle e avere il tempo per guardarti intorno”.
      Voltandosi verso di lui ricambiò l’abbraccio. Rimasero abbracciati per un tempo indefinibile. Sciogliendosi dal suo abbraccio Anne lo prese per mano e intrapresero il cammino.
      “Sei sicura di quello che stai facendo?” le chiese dopo qualche minuto di marcia con le lampade da speleologi che avevano in fronte.
      “Figurati, stai tranquillo, non sono mai stata una persona impulsiva. Te l’ho già ripetuto diverse volte: non ce la facevo più ad essere un ingranaggio di quel sistema e questa sistemazione mi va più che bene”

Giulio Pieroni

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