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Dasher – Sodium

Data di Uscita: 14/07/2017

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I vetri dei caseggiati intorno vibravano all’unisono in reazione ai volumi eccessivamente alti a cui erano sottoposti. Succedeva almeno tre volte al giorno. Il passaggio del treno che portava a Boston sollecitava le strutture attorno. Quel giorno però stava succedendo un po’ troppo di frequente. Era il terzo treno superveloce che passava da lì, per giunta questo succedeva in piena notte. Molti abitanti non lo avevano mai sentito, visto che i treni superveloci passavano quando la maggior parte di loro erano fuori casa, quasi tutti al lavoro nella vicina sede della Hiamatsu. Robert aveva rinunciato a dormire ed era alla finestra a guardare i treni che passavano. Aveva notato anche che due elicotteri della company accompagnavano ogni convoglio, rendendo ancora più caotica quella notte apparentemente tranquilla.
“Ne manca uno soltanto e tutto questo casino sarà finito” pensò mentre osservava le luci delle abitazioni limitrofe che si accendevano mettendo in evidenza quanta gente fosse infastidita da quel fuori programma.
“In ufficio domattina ci sarà un gran parlare di questo carico”. Si accese una sigaretta per aspettare l’ultimo treno.
“Tra sei ore sarà arrivato tutto a destinazione”.
Anche l’utlimo treno, con il suo codazzo di velivoli, passò all’orario prestabilito. A quel punto Robert cominciò a prepararsi per dormire, anche per poche ore. Appena entrato a letto controllò il segnale GPS dei container. Non era un suo compito ma gli eccessi di zelo facevano oramai parte del suo carattere. Sembrava tutto a posto, d’altronde se così non fosse stato Albert gliel’avrebbe sicuramente comunicato. Finalmente si rilassò, mancavano due ore e mezzo all’arrivo dell’ultimo carico a destinazione. A quel punto cominciò la sua routine pre-sonno: controllò le notizie locali. Si rese subito conto che qualcosa non andava. Il sito del giornale locale aveva un’impaginazione completamente diversa dal giorno prima. Corse subito al computer ed attivò il programma per il cambio di IP. Successivamente aprì il sito del Tribune e si rese conto della situazione. Il primo treno era coinvolto in un non meglio specificato incidente. Ricontrollò il GPS ma non dava segnali anomali, anzi secondo il tracking era già arrivato a destinazione. Non fece in tempo ad alzare il telefono per chiamare Albert, che sentì la suoneria che lo avvertiva dell’arrivo di una mail da un indirizzo sconosciuto. Il testo recitava:

“Grazie mille dottor Sprackler, i suoi nuovi condensatori ci saranno molto utili. Non provate neanche a utilizzarli sulla stazione orbitale, per quando li avrete portati su avremo già gli schemi costruttivi.

Cordiali Saluti
LOKIS COLLECTIVE”

Disperato Robert chiamò il centro logisitco e venne a sapere che c’era stato un attacco ai mezzi di comunicazione del centro abitativo della company e contemporaneamente il primo convoglio era stato fermato da uno strano posto di blocco ed il macchinista, per evitare beghe e per non rischiare che arrivasse il secondo treno da dietro, aveva acconsentito che gli agenti salissero a bordo a controllare.

Chiuse la chiamata, prese la sua testa tra le mani: “Non ci credo è successo di nuovo”.

 

Giulio Pieroni

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