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Toro y moi – Boo Boo

Data di Uscita: 07/07/2017

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La spio attraverso lo specchietto retrovisore: dorme sdraiata sui sedili posteriori della mia Eldorado, ed è bellissima; sulla sua pelle bruna ci sono perle di sudore che riflettono il sole cocente d’agosto; i suoi piedi nudi fuoriescono composti dal finestrino.

Non so dove stiamo andando ma ci andiamo lo stesso. Mi mantengo al centro della carreggiata perché non si vede nessuno all’orizzonte di questa strada lunghissima, che si muove dritta come un flipper per miglia e miglia: noi siamo la pallina argentata lanciata a tutta velocità verso le stelle.

Faceva l’autostop, seduta sul ciglio di una statale, con un vestitino verde che si confondeva con la distesa di cactus alle sua spalle. Mi sono fermato ed è bastato uno sguardo per capire che entrambi non avevamo una meta. Così abbiamo imboccato questa strada ed eccoci qui.

Mi lascio alle spalle il nulla, o quasi: un appartamento minuscolo e sporco per il quale pago l’affitto in nero; un lavoretto come addetto alla lavanderia di quartiere; qualche pezzo di merda che non sentirà la mia mancanza.

Lei è una tipa di poche parole: mi ha chiesto con un inglese un po’ sgangherato se guidassi bene e quando ho annuito ha detto che si fidava e che si sarebbe riposata per qualche ora. Sto cercando di capire chi sia da ciò che si porta dietro: una borsetta di marca Gucci, originale – so riconoscere quelle tarocche perché in passato le vendevo io stesso a ricche signore attempate – un paio d’orecchini dal pendente dorato, a riporto con un bracciale pesante, e delle scarpe col tacco dentro una busta di tela, sono verdi come il suo vestito. Ha i capelli in ordine ma sporchi, si vede che è fuori casa da un po’, eppure ha un buon odore, che sa di sale marino. Forse è scappata dai suoi genitori, o dal suo ragazzo, oppure è semplicemente una turista in cerca di avventura.

Il caldo mi fa venire certi pensieri… rimetto gli occhi sull’asfalto, che è uno specchio che ci corre davanti imperterrito. Apro con una mano il cruscotto e prendo una bottiglia d’acqua per dissetarmi. Dannazione è bollente; mentre bevo mi accorgo che si è svegliata: è  seduta a centro sedile e mi guarda sorridente. Vorrei chiederle perlomeno da dove viene, o forse no… non mi frega un cazzo del suo passato, ciò che conta è questa macchina lanciata sulla strada verso la felicità.

 

Maurizio Narciso

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