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Vince Staples – Big Fish Theory

Data di Uscita: 23/06/2017

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Put him on a cross so we put him on a chain

Il ristorante sul mare aveva quella straordinaria patina di mondanità, dall’ingresso sul pontile alle posate assolutamente luccicanti. Coppie in ferie, comitive di ragazzi pronti ad una serata, e noi due: strafatti e rilassati come non mai in tenuta Dickies d’ordinanza.
Abbiamo ordinato i piatti di pesce migliori, lasciando una poderosa mancia (e il numero di telefono e di stanza d’albergo) alla cameriera bionda, quella con il perizoma che spuntava dal pantalone nero. Eppure qualcosa non filava per il verso giusto.

How I’m supposed to have a good time / When death and destruction’s all I see? / Out of sight, I’m out of my mind

Eravamo in attesa dell’autista e delle valigie da Los Angeles, quelle con gli strumenti necessari al live della sera successiva. Un feroce vento si è alzato all’improvviso increspando il mare, e ci siamo rintanati nel locale ordinando altri whisky & sour. Abbiamo pronta una cosa bellissima, un disco della madonna con feat importanti; eppure il vento ci preoccupava più del dovuto, come se nell’aria non ci fosse abbastanza profumo di erba per sopravvivere.

No green grass, no porch / I just want sea shores

Ho piazzato anche qualche citazione colta, perché sarò un negro, ma è possibile essere acculturati pure venendo dal Ghetto; sconfinando da Trump ai sbrodolatori seriali che ci vogliono nello stesso omogenizzato per anime buone. Finito il Whisky siamo usciti e pioveva a dirotto, mentre in fondo al lungomare nessuna macchina stava arrivando nella direzione corretta. Probabilmente l’autista era andato a puttane, caricandone troppe per fare in fretta, e spendendo altri fottuti soldi con la sola speranza di ricevere un altro aumento.

Know they hate to see me make cash, got the space dash / In the foreign with the GPS addessed to you mama house

Fortunatamente qui non mi riconosce nessuno e posso anche pisciare nel mare, sporgendomi con l’uccello oltre le colonne pacchiane a indicare la fine del pontile. Quando pisci tra le onde e dal cielo piovono litri di acqua ti dovresti sentire liberissimo, e invece quell’ansia totale non ci ha mai abbandonato.
Avevi detto che con un pizzico di techno, e i bassi, i synth luminosi ecc. ecc. ci saremmo liberati un attimo dalle paranoie, andando incontro ad un pubblico più ampio e capace di cullarci. Quando ci riascolto in cuffia sono più nervoso di prima, l’oscurità è presente dappertutto e forse dovremmo semplicemente conviverci.
Ci siamo imposti di riflettere a lungo, perché il successo va costruito senza sputtanarsi in giro. Il divertimento è legato a tutto quel circo esploso con Senorità? Probabilmente sì, facciamocene una ragione e torniamo a bere whisky in attesa che l’autista finisca la sua stupida scopata.

Where the fuck is my VMA? Where the fuck is my Grammy?

 

Alessandro Ferri

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