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Forest Swords – Compassion

Data di Uscita: 05/05/2017

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    Che spettacolo straordinario
    sta sorgendo da sopra il palazzo verde polveroso, un sole molto umido, coperto

già da una sciarpa di canicola, imbellettato di mosche e zanzare, e cicale.

    Delle colombelle hanno costruito il nido sopra gli spilloni da lumaca che la mia

vicina ha sistemato per tenere lontani i piccioni

    Il nido è accanto ai resti di un piccione morto, mi preoccupo un po’ perché i

pulcini di colombella cresceranno in mezzo alla violenza, mi son detta subito.

    Non conoscevo le notevoli doti da fachiro delle colombelle
    dalla poltrona su cui rimango seduta tutto il giorno
    le sento che tubano, talvolta le campane della chiesa accompagnano una musica

che pare venire dal basso della Terra.

    Mi sono alzata in fretta dalla poltrona, perché ho sentito come un tonfo, che

veniva dal nido delle colombelle, e allora ho detto, mi son detta, sarà stata una

colombella che cadeva, non mi sono mica detta subito guarda stella che le colombelle

volano. e allora son caduta io, credo di aver fatto un sacco di rumori di tonfi,

    sono caduta all’altezza del tavolo di mogano, rovinosamente urtandolo appena

prima di sentire il rumore del pavimento

    contro lo zigomo e mi sono detta, che mi sembrava proprio un tonfo simile a

quello della colombella. Solo che io non sapevo volare, quel giorno lì.

    E dovevo proprio fare uno spettacolo straordinario,
    lì stesa sulle mattonelle di marmo che avevo scelto quel giorno là, quel giorno

che pioveva a vento, ti ricordi tu? Io mi ricordo, mi ero detta. Dovevo fare uno

spettacolo straordinario a pancia sotto, mentre sentivo già il freddo verde delle

mattonelle di gres porcellanato, mentre sentivo che tutti i pori della mia pelle, e le

terminazioni degli arti, tutte le fughe delle mie rughe molli, si riempivano dolcemente

del sangue della mia testa, un sangue che doveva essere denso dei ricordi del

piastrellaio che mi aveva detto, guardi le dico, il gres piastrellato sarà bello ma lei è più

bella, e mi chiedevo, mi ero detta quella volta lì, che il sangue aveva fatto diventare

fughe anche le mie ciglia di sotto e le unghie, mi domandavo se il piastrellaio dei ricordi

che gocciavano dalla mia testa aperta, avrebbe detto se quella mattina ero più bella io, o

il gres piastrellato rivestito del mio corpo morto. E avevo pensato allo spettacolo

mortale delle colombelle che clima di violenza, avrebbero detto, due cadaveri nel giro

    di appena qualche battito d’ala.

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