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VRCVS – VRCVS

Data di Uscita: 22/04/2017

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“Guarda come è bello, io sto fuori”

Ricordo così bene i racconti del mio bisnonno, perché parlava di un presente che non esiste più o forse solo perché diceva sempre le stesse cose: “la terra non era solo verde e blu, c’era il grigio”; “non si viveva guardando il cielo ma l’orologio”; “c’era la noia e il contatto con la natura era minimo”.

Quando morì, pensai che avrei dimenticato le sue parole, quanto mi sbagliavo! Probabilmente crescendo si rimpiange ciò che da piccoli si detesta. Mi infastidivo quando attaccava con quei discorsi su come viveva lui e sul fatto che c’era “la globalizzazione”, che “ciascuno aveva la sua casa” e poi nel mezzo del discorso c’erano tutti quei termini strani: “accendigas”; “termosifone”; fantomatiche “prese elettriche”. Una pazzia! La terra è il mio mondo, gli dicevo, non siamo più confinati in piccoli spazi ad uso personale come facevi tu, gli ripetevo. Da sempre vivo seguendo il caldo, migrando con il mio gruppo: la mia nuova famiglia.

“Nelle strade vuote sento ridere, 
sento forze che mi spingono”

Oggi, all’improvviso, ho ricordato il viso di mio nonno. Aveva perso i suoi contorni e nella mia testa era null’altro che una voce. L’ho visualizzato accanto a me, che mi guardava ammiccante mentre mi imbattevo in una di quelle abitazioni familiari di cui mi parlava sempre, sì mi sembra che le chiamasse proprio così, “abitazioni familiari”. Tutt’attorno c’è una vegetazione fittissima che ha creato come un guscio protettivo: un segreto celato agli occhi e ai sensi di noi camminatori. Avrei fatto bene ad avvertire gli altri e invece sono entrato da solo, mentre ero in perlustrazione e raccolta come ogni giorno. Ma non ho trovato frutta o animali da braccare, questa volta. Una risata mi ha attirato dentro, sapevo di non essere solo, eppure…

“Tu mi uccidi come se non fosse niente”

Mi ha assalito alle spalle e mentre ero svenuto mi ha bloccato su una seduta strana, l’ha chiamata “sgabello”. Ogni giorno mi anestetizza con infusi verdognoli e mi toglie pezzi di pelle per nutrirsi. Sono dentro a questo ambiente mai visto, che ha dei colori e delle forme a cui non so dare un nome. Non so nemmeno se è il dolore a farmi vivere questa esperienza oppure se si tratta della realtà. Il mio carnefice ha una corporatura robusta, è adulto e sembra districarsi così bene in mezzo ad oggetti variopinti ed assurdi. Ha familiarità con un mondo che non è mai stato il mio. Che vi siano nascoste altre persone come lui? Altri individui che conoscono gli antefatti del passato? Impossibile!

“Io non sono niente”

Sto scomparendo, giorno dopo giorno, in un luogo senza cielo.

 

Maurizio Narciso

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