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Constantine – Hades

Data di Uscita: 13/02/2017

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Il Tempo è Denaro, migliora la tua attitudine lavorativa.

Recitava così uno dei cartelli presenti nell’aula dell’ennesimo corso di formazione, dove le voci dei docenti sono tutte uguali, monocorde. Per non parlare delle barbe da finanziere, un filo sulle guance e qualche inguardabile righina sul mento, sempre presenti in gran numero. Se il tempo è davvero Denaro, noi stavano smarrendo dollari su dollari, impegnati a riprodurre fedelmente con la matita i pizzetti mostruosi; riflettendoci sopra la divagazione mentale è così innocua che non tutti riescono a permettersela.

Mentre il tizio con la pelle sottile parlava siamo partiti diretti tra Calimno e Lesbo. Scandiva le parole, e sotto lo strato cutaneo le ossa sporgevano in maniera sconsiderata; oggettivamente doveva avere una grossa attitudine – o come si dice sicurezza in sé stesso – per governare e tenere in pugno un’intera schiera di persone più o meno interessate, comunque paganti. Un totalizzante modus operandi, incentrato sui movimenti di mani, braccia, sopracciglia e mento, schioccando la lingua per tenere alta l’attenzione. Le dita scheletriche puntavano le statistiche sulla lavagna luminosa, ma ogni dialogo non aveva senso, le informazioni filtrate dalla mente si trasformavano in nebbiose istantanee delle due isole greche. Diffidate sempre di chi vuole spiegarvi come funziona il pensiero umano: finire nell’Acropoli di Embola, a Calimno, non era di certo previsto.

Toccavamo con mano il muro di cinta tutt’intorno, mentre un vento lontano spirava consegnando in fondo al mare nubi minacciose e cariche di pioggia. Neanche un attimo e subito le gocce scendevano copiose, l’umidità e gli animali in fuga alla ricerca di un riparo riproducevano suono esaltati dal silenzio circostante.

L’arrivo di Erebus ha poi scosso quella che poteva apparire come una semplice gita parallela. L’unione di Caos e Tenebre, portando in dote Fato, l’Aria, la Vecchiaia, la Morte, l’Assassinio, il Sonno, i Sogni, la Discordia, la Miseria, la Pietà, l’Amicizia, la Nemesi, Caronte e le tre Moire.

Atropo, dormiva e ci siamo immediatamente raccomandati di non svegliarla. Colei che recide il filo della vita, Lachesi la misuratrice era d’accordo, perché rovinarsi subito il pomeriggio?

Dove correte? Un ronzio infernale, scatti d’Ira ad innescare battaglie tra cani che si morsicavano imperterriti sullo sfondo di una pioggia continua, senza soluzione di sosta. Il ghigno di Erebus riscaldato da una colata di miele, portato dai paesani per tenerlo buono, in un turbinio di gonne bianche alzate dal vento.

Caronte faceva cenno di salire con lui, ci avrebbe accompagnati a Lesbo, per un concerto, così disse urlando nell’orecchio di Atropo, irrimediabilmente svegliata dalla voce tonante dello psicopompo. L’assoluta virilità greca di Caronte teneva a freno le forbici pronte a tagliare il sottile filo della vita, mentre l’assurdità di tale visione insinuava il dubbio della follia, e la volontà di tornare saldi sulla realtà. La consistenza delle immagini, tra mitologia e umidità, spazzava via ogni turbamento, o forse lo moltiplicava. Chi si è deciso a seguire Caronte, pagando l’obolo per il concerto, ha potuto gustare uno spettacolo di inusuale bellezza. Di natura ferrosa alcuni suoni, mentre altri parevano provenire direttamente dalle cavità delle grotte circostanti, dove la registrazione non garantiva la massima resa in termini di nitidezza. La fusione e l’amalgama del lento fluire, tra piano, orchestre immaginarie e corde di pelle umana, ci ha cullato per momenti infiniti: il concerto sarà durato circa due anni.

Coloro che non hanno pagato l’obolo a Caronte si sono consegnati all’eternità dei corsi di formazione sulla Leadership, un prezzo carissimo.

Alessandro Ferri

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