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Lorenzo Senni – Persona (Top Ten 2016)

lorse  Data di Uscita: 11/11/2016

  

Spio con un occhio dalla fessura di una porta che l’esercito malvagio
non si prenda più gioco di me.
Una busta due tre quattro e due di là.
Una busta due tre quattro e due di là.

Lo spioncino si faceva più lungo, stretto e lungo: visione angolare al massimo 40° di visuale,
l’iride si era ridotto a uno spillo sottilissimo. Attentissimo, un cazzo di sistema di sorveglianza laser una occhio-sorveglianza a raggi infrarossi collegato allo spioncino della porta non sarebbe entrato nessuno… forse.

Maledette, maledetti: il problema non era tanto dato dall’esterno, l’esterno lo sorvegliava l’occhio e da quella porta non sarebbe entrato nessuno, che fosse polizia, carabinieri, esercito, battaglione San Marco, caschi blu dell’Onu nessuno, non sarebbe entrato nessuno.
Il problema era dentro -pensó- un’ unica stanza, serrande serrate, il tavolo era compagno di giochi: un piatto, un bicchiere, accendino, sigarette, vecchia carta di credito, accendino, sigarette, vecchia carta di credito.
Cinque euro arrotolate, l’estremità tra muco e sangue, ma lo sguardo era sicuro aveva sconfitto la prima ondata di cimici carnivore fucsia, ci aveva rimesso solo un po’ di pelle. Mordevano le maledette e iniettavano il veleno del prurito.

Apri un altra busta morso al sacchetto e sputare la plastica in terra 5 buste 5 sputi la speed gialla color stabilo boss si espanse nel piatto.
5 euro, muco, sangue e strisce gialle, 5 euro, muco, sangue e strisce gialle.
Energia vitale stamina + 50, ultima busta power up stamina +100, partì in testa una musica di un vecchio videogame. Stava tornando l’ esercito fucsia pronto a mordere e a iniettare dappertutto.
Abbattere la prima legione, il divano finì a pezzi ma un uomo solo non può nulla con un esercito che vola, che si muove veloce così veloce. Doveva arretrare, schiacciarsi contro la porta e attivare la sua occhio-sorveglianza per difendere il suo corpo: ormai erano addosso, strisciavano sulle braccia e sotto pelle. Prese un coltello seghettato e grattó, doveva togliere quanto più veleno possibile e non importava del sangue, doveva estirpare eliminare uccidere.
Come arrivò a tagliarsi l’ultimo dito del piede destro fu questione di un attimo, un sega, ossa cazzo era pronto ad entrare nuovamente in battaglia. Medicazione da guerra con fogli di gazzetta rosa, fucsia, mimetizzazione attiva ma ormai aveva paura.
Guardò il crocefisso appeso nella stanza, era rimasto Dio: “Dio ascolta, ascolta chi ti prega, chi ti parla, il tuo nobile soldato, crociato salvatore dell’umanità”.
Si sarebbe fatto delle stigmate in segno di devozione, sì signore cercò un coltello e un martello, una cosa che nemmeno Michelangelo: arte per devozione su carne viva. “Per te, o Signore” e spinse il coltello nei palmi delle mani. Nessun dolore, nessun rimpianto e dal tavolo si alzò Dio di riflesso.
Energia pura.
“Signore dei signori ti prego -mai più!- aiutami a vincere, ti prego -mai più!-“
Preghiere e devozione: “se vinco, mai più”.
I pompieri elusero facilmente l’occhio-sorveglianza, cadde.
Uno schiavo di Dio ma vincitore
Medaglia d’oro al valor civile della droga ma vincitore.

Mirko Carera

 

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