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Archive for novembre, 2016

Piers Faccini – I Dreamed an Island

Piers Faccini - I Dreamed an IslandD.d.U. 21/10/2016

Varcare ogni colore, ogni muro, ogni roccia, ogni mare, per arrivare a quell’isola lontana, oltre ogni parola, oltre le immagini. Giungere al convulso e inquieto cuore del sogno, penetrare nell’Ovest attraverso l’Est, giungere a Sud tramite il Nord, disintegrarsi per riattaccarsi agli atomi onirici che non riusciamo a vedere in questa vita desta.

Marco Di Memmo

Jonathan Finlayson & Sicilian Defense – Moving Still

Jonathan Finlayson & Sicilian Defense - Moving StillD.d.U. 14/10/2016

Lecca delicatamente il ritmo sincopato, dispari, dall’armonia scostante, del mio naufrago cuore. Abbi il coraggio di essere profondo, profonda, e sprofonda e trova la forza di risalire. Entra nel meccanismo della sintassi e cambia gli ingranaggi, sovverti le regole di questo gioco divino. Dissipati nella bellezza e ricomponiti nel silenzio. Questa è la mia strada verso la musica, questa la mia via per la bellezza.

Marco Di Memmo

The Gutbuckets – Gasfire Rag (Top Ten 2016)

Data di uscita: 15/11/2016

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Sui calli di questa mano c’è tutta la mia storia, tutta la mia bellezza, tutta la mia disperazione. Le ustioni, i tagli, le escoriazioni e questi santi calli, da lavoro e da chitarra, tutti questi segni mi fanno cantare e la mia voce arriva ormai fino alla luna e oltre, laddove non c’è dolore, non c’è sradicamento, non c’è violenza.
Su queste sei corde poso le mie dure mani e sciolgo il nodo della mia voce: qui si compie il miracolo, perché dalla grezza pietra di queste dita sorge una danza di gemme e cristalli, mentre la mia voce di mastino si trasforma in vento fluviale che soffia via tutta questa pena oltre il Delta, fino a disperderlo nel potente oceano.
Su un bicchiere di whiskey poso le mie nere labbra e il pensiero si fa più leggero, fino a rendere più lieve tutta la mia vita, che vola attorno al corpo morbido e peloso della mia venere creola, della mia felice disperazione, analogica, non calcolabile, fatta di nervi che sobbalzano al ritmo dei miei baci, di sangue che si scalda di fronte alla pentatonica della mia lingua.

Non mi ha fermato la forza degli altri, tantomeno la loro arroganza, le loro leggi, le loro convenzioni; non mi hanno fermato lavori massacranti, giornate in galera per una rissa o per false accuse; non mi hanno fermato questi soldi che non ho mai, questo dollaro maiale; non mi ferma la morte, né le altre idee oscure della mia vita: la mia bocca pesante troverà sempre la forza di alzare in alto i suoi due angoli; le mie dita troveranno sempre la forza di far cantare una chitarra; la mia voce si alzerà sempre verso il cielo, per ciò che è sacro e per ciò che non lo è, per ciò che mi fa dannare e per ciò che mi fa sperare, per una tasca bucata, per una cucina vuota, per un sogno insensato, per un delirio, per un pezzo di pane, per due gambe sode, per un ballo folle, per secoli di sofferenza e canti che ne oscuravano la voce, per un goccio di moonshine gratis, per un’occhiata ambigua, per un veleno, per una coltellata da evitare, per una bellezza che non si potrà mai scordare, per me, per te.

Marco Di Memmo

Lorenzo Senni – Persona (Top Ten 2016)

lorse  Data di Uscita: 11/11/2016

  

Spio con un occhio dalla fessura di una porta che l’esercito malvagio
non si prenda più gioco di me.
Una busta due tre quattro e due di là.
Una busta due tre quattro e due di là.

Lo spioncino si faceva più lungo, stretto e lungo: visione angolare al massimo 40° di visuale,
l’iride si era ridotto a uno spillo sottilissimo. Attentissimo, un cazzo di sistema di sorveglianza laser una occhio-sorveglianza a raggi infrarossi collegato allo spioncino della porta non sarebbe entrato nessuno… forse.

Maledette, maledetti: il problema non era tanto dato dall’esterno, l’esterno lo sorvegliava l’occhio e da quella porta non sarebbe entrato nessuno, che fosse polizia, carabinieri, esercito, battaglione San Marco, caschi blu dell’Onu nessuno, non sarebbe entrato nessuno.
Il problema era dentro -pensó- un’ unica stanza, serrande serrate, il tavolo era compagno di giochi: un piatto, un bicchiere, accendino, sigarette, vecchia carta di credito, accendino, sigarette, vecchia carta di credito.
Cinque euro arrotolate, l’estremità tra muco e sangue, ma lo sguardo era sicuro aveva sconfitto la prima ondata di cimici carnivore fucsia, ci aveva rimesso solo un po’ di pelle. Mordevano le maledette e iniettavano il veleno del prurito.

Apri un altra busta morso al sacchetto e sputare la plastica in terra 5 buste 5 sputi la speed gialla color stabilo boss si espanse nel piatto.
5 euro, muco, sangue e strisce gialle, 5 euro, muco, sangue e strisce gialle.
Energia vitale stamina + 50, ultima busta power up stamina +100, partì in testa una musica di un vecchio videogame. Stava tornando l’ esercito fucsia pronto a mordere e a iniettare dappertutto.
Abbattere la prima legione, il divano finì a pezzi ma un uomo solo non può nulla con un esercito che vola, che si muove veloce così veloce. Doveva arretrare, schiacciarsi contro la porta e attivare la sua occhio-sorveglianza per difendere il suo corpo: ormai erano addosso, strisciavano sulle braccia e sotto pelle. Prese un coltello seghettato e grattó, doveva togliere quanto più veleno possibile e non importava del sangue, doveva estirpare eliminare uccidere.
Come arrivò a tagliarsi l’ultimo dito del piede destro fu questione di un attimo, un sega, ossa cazzo era pronto ad entrare nuovamente in battaglia. Medicazione da guerra con fogli di gazzetta rosa, fucsia, mimetizzazione attiva ma ormai aveva paura.
Guardò il crocefisso appeso nella stanza, era rimasto Dio: “Dio ascolta, ascolta chi ti prega, chi ti parla, il tuo nobile soldato, crociato salvatore dell’umanità”.
Si sarebbe fatto delle stigmate in segno di devozione, sì signore cercò un coltello e un martello, una cosa che nemmeno Michelangelo: arte per devozione su carne viva. “Per te, o Signore” e spinse il coltello nei palmi delle mani. Nessun dolore, nessun rimpianto e dal tavolo si alzò Dio di riflesso.
Energia pura.
“Signore dei signori ti prego -mai più!- aiutami a vincere, ti prego -mai più!-“
Preghiere e devozione: “se vinco, mai più”.
I pompieri elusero facilmente l’occhio-sorveglianza, cadde.
Uno schiavo di Dio ma vincitore
Medaglia d’oro al valor civile della droga ma vincitore.

Mirko Carera

 

Ólafur Arnalds – Island Songs

Ólafur Arnalds  - Island Songs
D.d.U. 28/10/2016

Comprendere la musica vuol dire innanzitutto comprendere la voce, dunque le voci, dunque la Voce.
Viddir, voci che si innalzano in armonia, intrecciate coi fili tesi degli archi, delle vibrazioni risonanti nel legno, nella fredda e sobria meraviglia della bellezza nel più alto Nord.

Marco Di Memmo

Nathan Bowles – Whole & Cloven

Nathan Bowles - Whole & Cloven
D.d.U. 02/09/2016

Oggi cerca l’etimologia di due parole: armonia e interferenza. Pensa a cosa è armonico e a cosa non lo è – ogni cosa ha una sua armonia o disarmonia –, pensa a cosa è frutto dell’interferenza – cioè tutto – e cosa non lo è – cioè ciò che si sottrae al tutto –. Comprendi e poi vieni a mangiare la torta ai mirtilli.

Marco Di Memmo