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Angel Olsen – MY WOMAN (Top Ten 2016)

Data di Uscita: 02/09/2016

ang fede my wom

Angela oramai tornava di rado a casa dei suoi genitori, soltanto per le feste. Stavolta aveva deliberatamente accorciato la permanenza in quella villetta troppo americana nel Missouri, e aveva accettato un invito a suonare nel vecchio continente una manciata di concerti a ridosso del Capodanno. La mamma se ne sarebbe risentita, avrebbe tentato di dissuaderla dal ripartire così presto giocandosi la sempre valida carta dei sensi di colpa, ma chiunque sapeva che avrebbe fallito. Angela camminava con le sue gambe e aveva scelto la sua strada da anni, fiera e determinata. Una donna.
Davanti allo specchio inquadrato da una cornice in ciliegio interrogava la sua immagine riflessa dopo essersi intrappolata in un vortice di vecchi vestiti da indossare e sfoggiare e togliere, eredità barattata dalle donne di famiglia al posto dei convenzionali pizzi e merletti da biancheria. Le gonne si aprivano a campana volteggiando frivole, o fasciavano cosce e ginocchia in una stretta suadente, lei si divertiva e respirava aria dall’odore di sabbia e palme, a bordo di una decappottabile diretta verso mare, o verso il deserto. La chitarra, divenuta con gli anni un’appendice alla sua persona, osservava la scena dallo spigolo, illuminata dai raggi del sole attraverso l’abbaino. Pareva ridersela sotto i baffi dorati, simmetrici, che una giovane Angela aveva disegnato col pennarello ai lati del ponte; le sue corde, avvezze alle carezze gentili e ai tocchi dolci del folk, si erano addomesticate ai nuovi graffi e alle impennate che la consapevolezza aveva aggiunto di recente alle armi di una ragazza ora donna. Si divertivano assieme, complici, amiche inseparabili, sorelle.
La imbracciò d’istinto gettando uno sguardo all’auto che l’aspettava nel vialetto di casa, e che di lì a poco l’avrebbe di nuovo sospinta lontano dal recinto, verso la strada.

I want to go where nobody knows fear
I want to follow my heart down that wild road

Le canzoni si rincorrevano nella sua testa come sul disco, suonate nel caldo torrido dei festival estivi o nella penombra di qualche intimo locale di città, personali e selvagge, raccontavano una maturazione leggera, un equilibrio adulto ma sempre sognante.

I dare you to understand what makes me a woman.

Federica Giaccani

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