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Seekersinternational – LoversDedicationStation

Data di Uscita: 01/07/2016

SEEKERSINTERNATIONAL – LOVERSDEDICATIONSTATION

L’afa era piombata sulla città all’improvviso, ampiamente sottovalutata nelle previsioni meteorologiche, come se Londra per sua natura potesse rimanerne immune. E invece ecco l’asfalto sbuffare nelle ore del pranzo, lo smog farsi rovente, i ventilatori andare a ruba nelle botteghe dei pakistani. Boccheggiavamo nella penombra delle nostre camere da letto, stesi inermi sui materassi ascoltando qualche nuovo mixtape e chattando per noia, uscire di casa costava troppa fatica e troppo coraggio; soltanto dopo le sei ci si beccava al negozio di dischi, che aveva programmato aperture serali in via eccezionale. Qualche birra a rinfrancare corpi esausti, una leggera brezza tiepida ci asciugava schiene e fronti sudate mentre ci passavamo di mano in mano vinili usciti da poco. Un’atmosfera frizzante regnava durante quei giorni, malgrado il torpore generalizzato dei sensi a causa della morsa del caldo. Lleroy arrivava più tardi, dopo il lavoro in falegnameria, portando kebab per tutti e i racconti di vita comune raccolti per strada nel tragitto; la gente si fidava di lui, gli si accostava e iniziava a favellare senza bisogno di imbeccate, sicché lui conservava segreti e storie sparse appartenenti a chiunque. Brendan lo attendeva a ridosso dello stipite di ingresso, fumava in un fare automatico più che per autentica voglia, e Marla lo rimproverava, anche questo automaticamente, a meno che non fossero intervenute prima Janis e Lona a coinvolgerla tra dischi e cassette nel negozio. Una felice alchimia fungeva da amalgama.
L’idea di cercare un canale libero per una nostra radio era solo un azzardo come tanti, ma più passavano i giorni più il discorso tornava fuori, tra una chiacchierata e l’altra; mettere d’accordo le troppe campane non era cosa da poco, ma il dub che suonava morbido tra gli scaffali mise a tacere ogni divergenza e rappresentò il massimo comune denominatore non soltanto per il nostro gruppetto, ma per l’intero quartiere.

Lovers Dedication Station

Come quando eravamo ragazzini, chiusi dietro alle porte delle nostre camerette, persi nei sogni regalati dalla manopola della radio che ci stupiva ad ogni minima rotazione con storie sempre nuove, flussi sonori, parole cangianti di malinconie altrui e speranze condivise, sintonizzarci nelle frequenze di Londra, strada dopo strada, tra le delusioni e i desideri di tanti come noi, non era tanto distante da una dichiarazione d’amore.
Ogni quadretto urbano rappresentava una declinazione sentimentale, una conversazione intima dietro le tende di una cucina in un qualsiasi caseggiato in mattoni nell’Est della città, un braccio intorno al collo e le uova strapazzate che sfriggevano in padella. Una coppia che si incrociava ad un angolo, tra i tavolini all’aperto di un pub, e si scambiava la prima occhiata furtiva. Tintinnii di forchette sulle ceramiche dei piatti e turisti stranieri capitati qui per sentirsi stupidamente parte di una forma di multiculturalità già di sé definita e radicata, tra le antiche fabbriche di birra riconvertite in meta obbligata di più o meno reali amanti di arte e cultura indie. Bolle di sapone tra i movimenti luminosi di un tramonto riflesso da vetrate a tutt’altezza, le risate, qualche approccio balbettato col timore di andare a schiantarsi in un rifiuto senza appello, e il sollievo davanti a un lieto finale. Il clacson, il traffico di taxi pullman e ambulanze, il chiacchiericcio spensierato e festoso di bimbi appesi alle altalene tra gli alberi, fingendo per un attimo che gli spiazzi di verde potessero rassomigliare vagamente ad Hyde Park.
Il dub era il fil rouge, sinuoso come un felino elegante ma fidato come il miglior cane da compagnia; fluiva caldo e carezzevole, tra dilatazioni spazio-temporali, sfilacciati delay, una pesante rete di nostalgia vagamente 80s-90s, sfumature acide, e riverberi.
Musica e spaccati di vita vera e onestamente narrata, in un’estate torrida di una metropoli come un’altra eppure singolare, tra il giorno e la sera, fissata in confessioni profuse da una stazione radio.

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