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I Cani – Aurora

Data di Uscita: 29/01/2016

I Cani - Aurora

Giorgio Della Vedova giaceva a terra, gli occhi aperti ancora increduli di chi nemmeno se ne è accorto, probabilmente non si era nemmeno spaventato, nemmeno aveva avuto il tempo di realizzare che non era il corriere con le Sneakers omaggio che qualche brand gli aveva inviato subito dopo la fashion week.
Il sette e sessantacinque era stato un lampo, un flash entrato dalla fronte durato il tempo di spegnere un interruttore e uscire dalla nuca. Carlo Balzani vedeva il pavimento di cotto macchiarsi di un sangue che no, non era sciroppo e no, non era salsa al pomodoro e per quanto di un pregevole rosso, non aveva nulla di fashion o a la mode. Il braccio era abbassato sempre teso ma abbassato. Giulia Gregucci guardava fisso quel corpo morto non ancora bianco ma sicuramente morto e pensava che qualunque fosse il motivo, e il loro era un ottimo motivo, un morto era sempre un morto e non era assolutamente vero che un colpo di pistola è come un petardo.
Sarebbe stato un omicidio politico, un sicuro evidente e chiaro omicidio politico. Si sarebbero dichiarati prigionieri politici, si sarebbero difesi creando panico rifiutando difese d’ufficio, rivendicando un preciso progetto di destabilizzazione.
Un nuovo movimento fatto di cani sciolti senza ambizioni politiche né di destra né di sinistra ma fatto solo di nobili pensieri. Un movimento lontano dalle sale sudicie di fumo e rum dei sinistroidi e avverso antagonista e nemico di questi fascistelli in Rayban, Stan Smith bianche e liberi pensieri.
Giulia Gregucci e Carlo Balzani avevano appena tirato un colpo in testa a Giorgio Della Vedova la cui unica colpa era quella di avere un blog in cui parlava di cappotti color cammello jeans stretti e qualche brand parigine da 309 euro a felpa.
Giulia Gregucci e Carlo Balzani avevano sdraiato il povero Giorgio per affermare il diritto alla cultura, all’amore nato dentro una Feltrinelli, alle birre da 2 euro a bottiglia, alle notti su una panchina in zona Appio latino a parlare di Benni e Banana Yoshimoto a difendere i dischi che comprano in dieci e la loro critica musicale. Era un evidente e chiarissimo omicidio politico, contro la dissolvenza della società moderna, contro la pochezza dei blog di moda e Instagram, le foto dei gattini in mezzo alla critica su Saviano e i Je suis Charlie.
Le sirene ululavano in tonalità fissa Giulia e Carlo si inginocchiarono buttarono la pistola a qualche metro e con mani sulla nuca si guardarono negli occhi ripetendosi non finirà un ultima volta prima della violenza delle manette dell’isolamento del raggio che li avrebbe accolti e separati. Attesero con sguardo fisso a pattuglia Torino 1 che trafelata ed armi in pugno arrivò sul pianerottolo, nessuno disse nulla o almeno loro non lo sentirono.
Google stava per ricevere i nomi di Giulia e Carlo pronto a consegnarli alla storia 2.0 fatta di ricerche a notte fonda foto rubate e curiosità dai social per quello che assolutamente era e rimaneva un omicidio politico.

Mirko Perozzi

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