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Daughter – Not To Disappear

Data di Uscita: 15/01/2016

Daughter - Not To Disappear

È vero che guardando la città dall’alto non si distinguono la musica e il mare. Attraversando i sentieri con la luna ad illuminare la notte dal suo reame arrivo d’un tratto nei pressi della scogliera. Negli occhi riflesse immagini di nebbie e sfide con forza affrontate, città divorate dal fumo e una carezza che può più di un temporale. Una ragazza scrive sullo spartito e nell’acqua qualche nota e mi mostra il suo profilo migliore che proprio così abita lo spazio tra le costellazioni e le barche dei pescatori che escono al largo. La mezzanotte è passata da una manciata di ore. Una chitarra apre una via tra le stelle e i vapori dell’acqua salmastra, mi pare di scorgere un attimo di luce solare nonostante la sera, un ritmo seducente e prezioso che mi chiama, che va. Né un fuoco né una luce artificiale, ma una canzone lanciata come una scintilla svela un sorriso nell’aria, sul volto della ragazza. È un viaggio nella memoria, un saliscendi tra arbusti e sguardi appassionati, mete da raggiungere e porti in cui siamo già approdati. Mentre tutto intorno gira, la canzone si confonde con i ricordi degli istanti in cui è stata ascoltata. Lo leggo sul viso della ragazza, anche se, tra luccichii e vento, di lei scorgo appena un brano di schiena. La memoria.. Il movimento del mare è l’orchestra, la parola che stavamo cercando poco fa, il gesto che stavamo aspettando. Un harmonium inizia a risuonare da lontano, un tamburo lo segue, un taglio di luna sospeso su un palazzo invisibile guarda giù ed è come il progressivo popolarsi tutt’intorno di lumi, e tutto danza al ritmo della meraviglia e della consapevolezza di poter approdare. Non servono mutamenti sconnessi o rapidi per fare un passo in avanti, per raggiungere un tesoro in più. Vedrai che noi da qui, gli stessi, vedrai che con uno sguardo che scruta l’orizzonte proseguiremo, con qualche granello di sabbia per volta di una nuova tonalità ad aggiungersi tra le righe del pentagramma. Ci riusciremo, che ne dici? Ti va? Come ogni onda nuova rinnova e fa parte del mare. È un dolce appartenersi, e appartenere. Per costruire la memoria. Per conservare ciò che siamo. Adesso sì che te lo leggo negli occhi. Non ho detto della tua voce di seta, che fa..

Filippo Redaelli

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