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Anderson .Paak – Malibu

Data di Uscita: 15/01/2016

Anderson .Paak - Malibu

Vivo in una città che la mattina si sveglia senza colori e senza ricordi. La mia casa è dall’altra parte del golfo e, quando esco sul terrazzo con nelle mani una tazza di caffè bollente e un vibratore finito non so come dentro l’acquario, vedo il sole riflettersi sullo specchio d’acqua che bagna Malibù, accecando chiunque provi a delineare con lo sguardo i contorni del suo corpo, e spargendo una tinta color nero su quelle anime costruite con acciaio, cemento e vetro.

The idle mind is a dangerous place to be left in
crazy, exotic and love all wrapped in one.

Sono questi gli unici momenti della giornata in cui vengo lasciato solo, al riparo da domande indiscrete sul mio futuro come artista e come uomo. Mi massaggio i polsi per riattivare la circolazione, interrotta per l’uso prolungato delle manette che mi hai fatto indossare la scorsa notte.
Non posso dire di essere in grado di elaborare pensieri complessi.
Non dopo averti vissuta in quel modo.
La prima volta che abbiamo fatto l’amore ti contorcevi come una strega sulla pira, avvolgendomi con ogni centimetro della tua pelle. Mi respiravi addosso tutta la tua voglia, occludendo ogni mio poro con un denso vapore uscito da turbine impazzite comandate da un marchese ripudiato.
Il giorno dopo ho scritto la prima canzone del mio album. Un pensiero cristallizzato per renderlo esplicito, a te e a chiunque abbia vissuto questa irresistibile rivoluzione percettiva.

Strawberry season

Ti ho vista all’inizio della stagione delle fragole, quando gli armadi si riempono di ricordi invernali e la storia delle spiagge è una pagina bianca che attende solo di essere scritta da più mani. Conosco tutte le stagioni di semina e coltivazione, una passione che mia madre mi aveva tramandato.
Non è vero.
È una bugia che mi raccontavo quando ero un ragazzino, mi riempivo la testa con mia madre è una contadina per nascondere la verità.
Le voglio ancora bene. Le passo dei soldi, di tanto in tanto. Se lei riesce a vincere al casinò allora mi dà metà delle vincite, anche se non ne ho bisogno. Penso lo faccia perché le ricorda il periodo in cui mi infilava qualche dollaro nel taschino della camicia, vatti a divertire… e poi fila dal reverendo a confessarti.
Sei arrivata su una longboard viola indossando un cappellino con la visiera all’indietro, un costume da bagno, un paio di shorts, l’ultimo iPhone. Ti sei fermata davanti al Disco 54, rifugio di pelle abbronzata, mojito, e riflessi sensuali.
Serviva altro?

Volume one was too heavy for you frail niggas
So I got leaned like codeine and pills

Verrò dopo a scoprire se il tuo nome suona bene pronunciato accanto al mio. Prima devo finire di scrivere questa strofa.
La dedico ai nigga come quelli che stanno giocando a basket davanti a me, attirati da gioielli luccicanti, macchine modificate, vibrazioni.
Io?
Io sono come loro.
E quando la canzone che state ascoltando sarà finita, avrò conquistato una fetta dei vostri sogni.

Don’t stop now, keep dreaming

Filippo Righetto

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