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Secret Boyfriend – Memory Care Unit

Data di Uscita: 22/01/2016

Secret Boyfriend - Memory Care Unit

“Potremmo continuare solo a scopare”

I diritti dei secret boyfriend non stanno a cuore, anche se stiamo per entrare in una nuova era di certezze assolute unite a strutture mobili, fluide ed in continua destrutturazione.
La stagnazione delle opinioni accolta a braccia aperte, la trasformazione in automi ad un passo.
Tutto ciò non risolverà ogni situazione: la segretezza di certi amori non ha risposta, nessuna via d’uscita se non la momentanea soddisfazione dell’incontro. I fantastici garanti della felicità sono in fin dei conti personaggi ipocriti, con i loro gesti non fanno altro che dimostrare l’impossibilità della rivoluzione.

“Sarebbe bello, ma sono confusa”

Depurare l’amore di tutte le connotazioni sentimentali per ridurre il tutto all’atto sessuale e meccanico ridurrebbe le difficoltà, la robotica come risoluzione dei problemi, l’annullamento delle confusioni e dei pensieri. Guardava le strade del mondo e cercava di immaginare la nuova intelligenza artificiale, capace di costruire rotonde finalmente utili per deviare la colpa.
Lasciando la carne viva al lavoro tra svariati orgasmi, vetri appannati e tempo che scorre senza nessuna preoccupazione.

“Starò per sempre lontano dalle donne confuse”

Eppure il destino è questo: continuare a navigare nella confusione degli incontri ambigui, delle mezze parole e dei suoni manipolati giunti da quella cassettina trovata lì per caso. Le vene di due esseri umani che seguono traiettorie distorte pur mantenendo una certa naturalità nell’unione tramite un punto del volto.

“E cosa ci fai qui allora?”

Una lenta caduta tra cuscini di droni che in loop riportano all’annullamento, come in una lezione seguita anche dai grandi maestri. La chitarra ed i sintetizzatori accompagnano in un amplesso il più asettico possibile; la drum machine è stanca, segue il movimento della mano che accarezza lenta i capelli di lei durante il sesso orale. Le parole sussurrate e la lussuria che si riavvicina, gli sforzi di placarsi sono vani e si ricade negli stessi errori. Insieme a loro c’è quel passato di synth pop che ormai è anch’esso inglobato nella patina grigia della ricerca di equilibrio, impossibile da raggiungere.

Perché alla fine si ritorna a quel “ti amo” che riavvolge il nastro al punto di partenza, continuare solo a scopare non è possibile.

Alessandro Ferri

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