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Schmieds Puls – I Care a Little Less About Everything Now

Data di Uscita: 16/10/2015

Schmieds Puls - I Care a Little Less About Everything Now

Mi hanno invitata ad entrare. Sono scivolata sulla soglia, uno scivolio inaspettato, credevo che il piede fosse ben saldo a terra, e invece. Si sono avvicinate a me alcune persone, ne sentivo le voci, distanti e confuse, ma continuavo a tenere gli occhi chiusi. C’è un timore quando chiudi gli occhi che prima di riaprirli ti porta in una stanza abbandonata, buia, con poche e piccole finestre da cui entrano spifferi d’aria, foglie secche, linee di luce, una luce stanca, autunnale. I wanna run away. Un corpo supino a terra, distante da tutto, eppure con un desiderio di correre altrove. Nell’impossibilità si è nascosta una presenza. I wanna run away. Il corpo giace. Mi hanno invitata ad entrare, ma sono scivolata sulla soglia.

Tre parole, tra un sussurro e un battito: piccoli passi possibili.

Sento qualcuno che afferra la mia mano, e così ricomincio a camminare. Il profumo di un’aria fresca, nuova, lo scricchiolìo delle foglie secche sotto ai piedi, e così il tuo pensiero come un seme che cresce, si innalza, irrobustisce il proprio tronco, e i rami, sempre più lunghi, e le foglie, i fiori, il profumo, primavera, estate, autunno, inverno.

I don’t feel anything anymore.

Accadde un’altra volta, ma con un invito a camminare. Una stanza sotto il cielo, senza porta, né pavimento. Una stanza senza una casa che la sorregga, una stanza esposta al pericolo, una stanza che protegge dal pericolo. Per proteggersi bisogna esporsi. Forse qualcuno l’ha già detto in passato, magari qualcuno che era stato in quella stanza.

Mi piacerebbe incontrarlo, vorrei che ci sedessimo a terra in quella stanza senza pavimento, vorrei che parlassimo, vorrei che mi raccontasse cosa ha provato quando è arrivato lì per la prima volta, se era solo, se c’era qualcuno con lui, se era stato invitato, accompagnato, o era arrivato lì casualmente.

You can go now.

Allora io gli racconterei che ero stata dapprima invitata ad entrare: entrai, ma il piede scivolò sulla soglia. Ho passato un periodo fuori dal tempo, un periodo in cui i giorni erano distanti tanto quanto le voci delle persone che mi erano attorno. Gli racconterei del vento, dello scricchiolìo delle foglie secche sotto ai piedi che mi permettevano di contare i passi e i giorni. Gli racconterei del buio della stanza, del seme-pensiero e della mano che afferra la mia e m’invita di nuovo a camminare.

- Dove vai?
– Vengo con te.

“Un giorno mi sono accorto che non mi importava più di nulla, e che tutto mi feriva a morte.”
– Baricco

Valentina Loreto

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