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Carter Tutti Void – f (x)

Data di Uscita: 11/09/2015

Carter Tutti Void - f (x)

Ho il vomito.

Paris, Texas oppure è una via di L.A. non ricordo, la merda qui ha il colore dell’oro. Il rumore che ho nella testa è soave, mi fa vedere tutto più chiaro, se non fosse per questo sole accecante che mi disorienta.

“Chateau Marmont Hotel” c’è scritto su un pezzo di carta stropicciato che ho in tasca! Los Angeles quindi… ma allora perché ho in mente il Texas? Forse sto confondendo la mia vita con quella del protagonista di un film.

Devo solo ritrovare il mio albergo, ma non è facile da scalzi. Un taxi mi farebbe comodo ma lo voglio nero e non giallo, e neppure bianco. La gente mi fissa, persone invisibili e tutte uguali posano lo sguardo su di me, non ricordo se io sia una donna oppure un uomo, cosa avranno mai da indagare con quei loro spregevoli occhi caritatevoli? Io rispondo solo all’arte.

Eccolo, il castello della Normandia edificato su 8221 Sunset Blvd; i miei piedi sono rossi ma sono arrivata a casa. All’ingresso c’è odore di incenso ed è un vero sollievo camminare sulla moquette verso la stanza che condivido con Chris e Nik. Non li vedo da due giorni, oppure solo da ieri. Busso e mi aprono. Sprofondo in una poltrona e chiedo che ore sono, mi rispondono che non lo sanno. Aggiungono che mentre non c’ero hanno improvvisato un brano chitarra ed effetti. Dico loro che vorrei ascoltarlo.

Iniziano a battere a ritmo i loro piedi a terra, riproducendo i singoli suoni degli strumenti con qualunque arnese che hanno a portata di mano, persino certi loop elettronici sono simulati sfregando oggetti l’uno sugli altri. Inizio anche io a produrre suoni, con la voce e con quello che trovo in giro: è un mantra e proseguiamo così, per ore, non udendo i reali effetti generati dai nostri movimenti ma direttamente quelli dei sintetizzatori e dei filtri per chitarra. Quando la nostra danza primitiva si conclude sappiamo di aver composto un nuovo brano, oppure addirittura un nuovo album.

Mi piacerebbe chiamarlo f(x), scrivere i nostri cognomi in bianco su di uno sfondo bianco.

Maurizio Narciso

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