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Verdena – Endkadenz Vol.2

Data di Uscita: 28/08/2015

 Verdena - Endkadenz Vol.2

Endkadenz – effetto scenico teatrale: per la sua realizzazione Kagel prescrive “colpisci con tutta la forza possibile sulla membrana di carta del VI timpano, e nel frattempo, nella lacerazione prodotta, infilatici dentro tutto il tronco. Quindi resta immobile!”

Carlo Alberto dopo la drammatica intervista fece alzare il classico polverone mediatico, per non parlare delle reazioni sui social network. In quegli spazi infernali la gente, coloro che spesso non hanno nulla d’altro da fare durante la giornata, sfoga la sua fortunata inadeguatezza. Ci si ritrova ad aspettare un commento e si fa gruppo, nulla di nuovo per il genere umano anche se in tale caso ogni situazione viene amplificata.
Lui ne era a conoscenza grazie (o per colpa) ai quattro compari che raccontavano le vicende delle fazioni in gioco.
Carlo Alberto non capiva e mentre li ascoltava si mise a scrivere due righe, il testo recitava più o meno così: “Non sai neanche più chi sei | E nemmeno s’alza più la marea controbilanciami | E togli gli occhi da me | Comunque arrivi tu | Destino di lacrime” Waltz Del Bounty.
Doveva essere un rapido commiato, si trasformò in qualcosa di ben più complesso.
“Dillo, stacci senza ali se puoi | Che non puoi più viverci in noi | Già nel mondo rischi, eh si | Come se tu non fossi qui”. A chi si rivolgeva? Lo guardavano tra il divertito e lo spaventato, finiva sempre così e l’apparente chiusura si tramutava in un calibrato girovagare per l’Italia. Portare in giro la collaudata imperfezione, come sempre con Troppe Scuse.
“Stacci ancora qui | Sperpera i tuoi sì | Spegni così | La tua ragione”. E tutti tornavano sempre ad ascoltarlo perché è giusto così ed il rito non poteva essere interrotto, la fiamma era come quella degli antenati abilissimi a sopravvivere con il nulla. Il tratto varia, ma l’amore persiste. Identikit.
“Mi ami o no più? | Tu mi ami o no più”. La risposta insomma é sempre quella, pronti a superare limiti di spazio, di tempo e di coerenza con una vita necessariamente diversa.

Carlo Alberto ed il suo doppio ritorno, tra bizzarrie, sguardi entusiasti e critiche, ha garantito il carico come da novanta, o forse non proprio. Il resto tuttavia non conta, rimarranno i suoni da abbinare alle parole prima di far ritorno al silenzio. Strisce di frasi in libertà. Dymo.
Le chitarre imperterrite chissà che mira hanno, la malinconia a chiudere e la sporcizia che comunque viene trascinata su strade più pop. L’originalità è lì spruzzata dappertutto, dipende dall’ascoltatore o forse no; di certo si suda e serve tempo per asciugare il tutto, serve molto più tempo per capire e carpire tutto.

Alessandro Ferri

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