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Slow Meadow – Slow Meadow

Data di Uscita: 21/08/2015

 Slow Meadow - Slow Meadow

Esiste il giusto inchiostro per ogni lettera, sapete?
Raccogliamo questa luccicante varietà cromatica in un taschino appoggiato sul nostro cuore, dimenticandoci spesso della sua esistenza. Ed allo stesso modo in cui ci ricordiamo di avere in tasca la chiave di un mistero solamente dopo aver sfiorato i freddi contorni del metallo con le dita, prendiamo coscienza di quelle penne colorate ogni volta che uno sguardo risveglia il sentimento che prima dormiva nel nostro petto.

Estraiamo dalla tasca della giacca il pastello dal colore blu cobalto, ogni volta che vogliamo parlare di un momento infinito.

Io, quando penso al blu, penso a quando ero bambino e alla salopette di quel colore con i bottoni gialli di plastica, che forse mio padre, o mio fratello, avevano indossato prima di me. Penso a quelle volte in cui venivo in bicicletta a casa tua, la mattina, prima che ti svegliassi. Per lasciarti un fiore azzurro sul davanzale. Perchè sapevo che avresti sorriso, anche se io non sarei stato lì per vederti. E mi bastava.

Giochiamo, tenendola tra le dita, con una penna ambrata dal colore giallo scuro, per intingerla nella carta bianca quando vogliamo scrivere di un momento passato. Per descrivere un ricordo dolce, da tenere in un cassetto.

Quell’anello con un cuore di resina che ti avevo regalato prima di partire, la stessa che ci cadeva addosso come pioggia in quel bosco di pini, e che io avevo conservato. Non c’erano insetti all’interno, o fiori, ma l’aria e la polvere ed il sole di quel giorno. E ti bastava.

Prendiamo in mano un pennarello grigio, quando vogliamo raccontare di un momento trasformato.

Quella volta che abbiamo aperto le finestre la mattina presto per poi essere cacciati indietro da un banco di nuvole grigie. Passammo ore e ore nel letto, immaginando una ninnananna che poteva fare tutto, tranne addormentare i nostri occhi.

Stringiamo tra i polpastrelli quell’unico, semplice, pennello dal manico bianco, quando vogliamo credere nella speranza, perché ci consente di scrivere su una pagina di colore nero.

Io, al colore bianco, preferisco l’inchiostro trasparente. Perchè mi consente di comunicare senza lasciare traccia, lasciando parlare solo le mie azioni, i miei gesti. Mi permette di scrivere nel modo più genuino possibile, senza preoccuparmi delle parole appena scritte. Per lasciare un segno intangibile delle cose che non posso scrivere. Di quelle di cui mi vergogno. Di quelle che non voglio ammettere. Di quelle così belle e felici che non esistono lettere che possano spiegarle.
Ci bastava.

Filippo Righetto

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