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Dr. Dre – Compton

Data di Uscita: 07/08/2015

Un breve ascolto, durante la lettura

Dr. Dre - Compton

Game Over

Non so da quanto sono in fuga, ho perso completamente la cognizione del tempo e dietro di me ancora si agitano le luci di quei quattro figli di puttana che non si stancano di corrermi appresso.

E’ un incubo, quelli avranno pure le palle piene di fare infiniti turni di notte attorno a treni fantasma, ma io non sono un writer e se vogliono davvero dare una lezione a quelli che gironzolano con le bombolette spray in stazioni deserte non è a me che devono dare la caccia. Io sono solo uno a cui piace stare da solo in mezzo alla ferraglia ad ascoltare la sua musica del cazzo!

Non riesco a distanziarli più di tanto, allora cerco di tornare indietro, per seminarli tra i convogli in sosta dove mi hanno beccato, mi gioco l’ultima carta disperata. Sento i loro passi dappertutto, si saranno divisi… non vedo più le loro torce, le avranno spente per saltarmi addosso da un momento all’altro? Con la coda dell’occhio vedo un treno merci con la porta semiaperta, lo raggiungo e mi ci infilo di soppiatto.

Rimango immobile, senza muovere nemmeno un muscolo, l’odore acre di metallo mi entra nei polmoni. Continuo ad udire il rumore dei loro passi nel selciato, tra un binario e l’altro. Forse ho fatto una cazzata ad entrare in questo treno, non c’è una via di fuga alternativa all’entrata. I battiti del mio cuore rimbombano nel vagone buio, illuminato appena da una sottile luce arancione proveniente da un lampione poco distante.

Per tranquillizzarmi il gesto è automatico, infilo la mano nello zaino ed estraggo il walkman. Lo guardo e la tentazione di mettermi le cuffiette nelle orecchie è più forte che mai. Il tamburo che ho nel petto suona come un conto alla rovescia, devo correre questo rischio, devo schiacciare il tasto play! Lo faccio: un “click” sordo mi fa trasalire. Chiudo gli occhi e mi concentro solo sulla musica.

Tutto il resto scompare, gli sbirri, il vagone, la mia stessa identità. Il lato A finisce e rigiro la cassetta, in un attimo conclude la sua corsa anche la facciata B, allora ricomincio da capo, perdo il conto delle volte che lo faccio. E’ mattino e l’indicatore di carica delle battere segna rosso. Esco dal vagone e realizzo di avercela fatta anche questa volta.

Game Over (per loro)

Maurizio Narciso

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