monthlymusic.it

The Jesus & Mary Chain @ Ferrara sotto le stelle, Ferrara (19/07/2015)

Cosa succede quando ti aspetti di finire contro un muro e poi ti ritrovi semplicemente a tastare la parete addosso alla quale saresti dovuto andare a sbattere?

Di certo, ad un primo impatto, il mix di sensazioni è una fusione strana tra adrenalina repressa e sollievo. Il frontale avrebbe fatto molto male, ma prima del dolore sarebbe arrivato un infinito attimo di estasi, situazioni ben spiegate dal maestro J.G. Ballard. 

Tra un calore violento e un feedback solo a volte scatenato la superficie del totem nero si tocca finalmente con mano. L’attesa, il passare degli anni e quella sensazione di “venerato maestro” che ritorna portando il consueto bagaglio di contraddizioni tra impossibili ritorni al passato e la constatazione che una qualità del genere è difficilmente riscontrabile ora, era del suono distorto con la tecnologia.

Lo strafottente modo di rapportarsi sul palco non esiste più come è normale che sia, ma resterebbe una voglia di correre, perdendo tanto sangue, verso il rumore.

La strada è tracciata, i saliscendi tra melodia e abrasione sono segnati sul percorso iniziale dato ad ogni partecipante. Dopo un inizio libero il copione viene eseguito, portato avanti è concluso da “It’s So Hard”. Grida annegate nella distorsione per un cerchio che si chiude, tra ballate e apatia mai definitivamente concentrata come un tempo.

E allora questi riferimenti al caldo ferrarese che crescevano nei giorni precedenti al concerto, si sono rivelati spaventosamente fondati e i fratelli Reid, sebbene abituati a ben altre temperature, si dimostrano perfettamente collocati nel contesto: ogni pezzo eseguito cola via come burro lasciato al sole d’un mezzogiorno di metà luglio. Malgrado questo parere d’inconsistenza, mi rendo conto che tutt’intorno l’entusiasmo è alto; in effetti, dopo ventitré anni d’assenza sul suolo italiano, le aspettative non possono che essere alte, e spesso è difficile rinunciare al trasporto bramato in mesi d’attesa per quel che si prospetta un viaggio in un tempo malinconico sostenuto da feedback e distorsioni. Di questo si è trattato, dopo una prima parte di concerto che incede a cascata tra proposte di repertorio condite da foschia nostalgica e volumi decisamente equilibrati, come previsto, i nostri dell’East Kilbride ripropongono il loro lavoro più fortunato, Psychocandy, ed è impossibile non trattenere il respiro in quei primi secondi di marcia percussiva subito affiancata dai semplici accordi alterati di William Raid che hanno l’incredibile potere di evocare ancora quelle manifestazioni spettrali e bambole di plastica che trent’anni prima hanno portato al successo i Jesus and Mary Chain.

The Jesus & Mary Chain @ Ferrara sotto le stelle, Ferrara (19-07-2015)Foto: Carlo Pellegrini

Giulia Delli Santi & Alessandro Ferri

Comments are closed.