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Ghostface Killah & Adrian Younge – Twelve Reasons to Die II

Data di Uscita: 14/07/2015

Ghostface Killah & Adrian Younge - Twelve Reasons to Die II

“Il caldo uccide”.

Sono queste le uniche parole che ha pronunciato quando i tre agenti con le pistole spiegate gli hanno intimato di alzare le mani lentamente e di metterle dietro alla nuca. Lo hanno fatto inginocchiare per potergli infilare le manette, un fottuto gigante squilibrato!

Io sono quello che deve tenerlo d’occhio per 14 ore filate, badando che non faccia scherzi, poi mi danno il cambio e ho il tempo di dimenticarmi di quella faccia di merda, di quel sorriso ebete che mi fissa senza proferire parola. Durante i miei turni ho fatto entrare due volte nella cella i colleghi con i manganelli, per fargli capire come funziona qui, per strappargli via quell’espressione dalla faccia, ma niente, quello incassa impassibile e poi si rimette seduto, immobile a fissarmi. Non sbatte nemmeno le palpebre, mi scruta in silenzio, con quel sorrisetto!

Ha massacrato una coppia di mezza età: prima ha aggredito il marito nel parcheggio, in pieno giorno, mentre il poveruomo usciva dall’auto il gigante gli ha chiuso e riaperto la portiera addosso, per almeno una cinquantina di volte, riducendolo in una poltiglia di ossa e sangue. Poi è entrato in casa e non ho voluto farmi raccontare cosa cazzo ha combinato alla donna. Fosse per me, gli avrei sparato un colpo in mezzo agli occhi subito, in quella stessa casa.

Da allora non ha più proferito parola, non ha preteso alcuna difesa né dato alcuna spiegazione sui fatti, semmai ce ne potesse essere una. Domani sarà condannato a morte, per fortuna che in questo Stato benedetto dal Signore c’è ancora l’impiccagione!

La stanzetta di osservazione era piena zeppa di colleghi, pronti a vederlo vacillare di qua e di là con la lingua di fuori. Quello, un attimo prima dello scatto della botola che lo avrebbe fatto precipitare davanti ai nostri occhi ha parlato, cazzo se l’ha fatto, ma nessuno ha capito cosa avesse voluto dire: ha singhiozzato che i due carnefici finalmente avevano avuto la lezione che meritavano. Poi il tanto atteso rumore secco della passerella e il suo volo a pendolo che ci ha fatto esplodere in un applauso! Giustizia è fatta.

Sul penitenziario bruciava un sole enorme: il caldo uccide.

Maurizio Narciso

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