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Flying Saucer Attack – Instrumentals 2015

Data di Uscita: 17/07/2015

Flying Saucer Attack - Instrumentals 2015

Il nuovo presidente degli Stati Uniti d’America era nel Regno Unito per una serie di incontri istituzionali, con la volontà di formare una coalizione per distruggere una volta per tutte lo Stato Islamico.
Billy se ne stava nella sua casa di Bristol a bere whisky mentre dalla cucina risaliva un forte odore di dolce, Anne – la moglie – stava preparando dei cookies stracolmi di burro e gocce di cioccolato finissimo. La televisione accesa consegnava ai suoi occhi l’immagine apocalittica e sformata di Donald Trump, super eccitato tra battute, scenografie da circo e flatulenze atte a gettare ulteriore benzina sul fuoco.
Billy guardava quel suo ciuffo biondo muoversi come onde impazzite scosse da un vento violento, come quando era andato in Cornovaglia. Nel salone londinese però l’allestimento british non doveva sicuramente prevedere dei ventilatori giganti, pensò che quella chioma aveva vita propria.
Il viso liftato e bruciato dal sole di Venice Beach seguiva le telecamere e rapace proponeva il suo vaudeville infernale e becero, come aveva potuto convincere la maggioranza a votarlo?
Anne entrò in salotto con i biscotti ancora caldi e dopo aver fatto una smorfia disgustata alla vista di Trump prese il telecomando spingendo con forza il tasto “mute”. Con un rapido susseguirsi di azioni posò la teglia con i dolci e fece partire la musica, l’ultimo vinile arrivato in casa dai loro amici della strada accanto.
Dopo un silenzio assordante e lungo anni il ritorno mise in chiaro alcune cose, David andava spesso a casa loro per bere le riserve di gin di Billy e gliene aveva parlato. Si era rotto il cazzo, spiegava carico di sussulti, di tutti questi ragazzini che parlavano di shoegaze. Cosa diamine era diventato nel corso degli anni? Li sentiva nei pressi di inqualificabili ristoranti biologici, con i loro baffi ridicoli, le camicie più brutte del mondo e quei terribili mocassini. Avrebbe tanto voluto far roteare i suoi pugni in aria prima di partire all’attacco, ma stava invecchiando e fare a botte con dei giovani non pareva l’idea migliore.
E allora vai con l’austerità, un fervente socialista britannico tutto intento a tessere le lodi di un vivere privo di sussidi infami, che annacquano le menti dei figli di papà, non si era mai visto.
Via le voci, il feedback giusto qualche sprazzo e ok con le melodie ripetute che girano attorno a droni piuttosto folk, per tracciare con la mano le immense distese verdi della sua adolescenza. Anne impazziva sempre nel sentirlo parlare di politica, quel suo rinnegare le origini era per lei troppo. Billy invece era solito ridere, ed entrambi trovarono nel disco esattamente ciò che si aspettavano dopo le ore passate a discutere.
Con il faccione muto di Donald Trump sullo sfondo “Instrumental 2015″ aprì subito uno spazio di riflessione, un sibilo cosmico conduceva nel primo momento di mistico raccoglimento. I suoni parevano arrivare da qualche chiesa medievale sperduta nelle valli inglesi, la tensione della chitarra acquistava più forza con “Instrumental 3″ e sembrava di vedere sullo sfondo un abate intento a flagellarsi nel buio della propria camera. Le immagini di penitenza nella mente di Billy si affastellavano scomposte mentre pensava alla giornata trascorsa: aveva guardato il seno di quella ragazza che si piegava per raccogliere il cellulare caduto, era passato a scommettere ancora una volta ed era stato a bere da solo un gin alle due di pomeriggio flirtando con la cameriera.
“Instrumental 5″ e “Instrumental 6″ scossero Anne, le tornarono alla mente gli studi di arte medievale e gli affreschi raffiguranti le terribili bestie mezze capre e mezzi elefanti, pesci con le corna e le ali, piume e muso di cane intenti ad uccidere i santi mentre tutto attorno un noise violento faceva vibrare i cookies.
Arrivati alla fine con “Instrumental 15″ Billy e Anne avevano perso le coordinate temporali, il disco sembrava lungo cent’anni ma gli occhi spiritati di Trump bucavano ancora lo schermo e non poteva essere passato così tanto tempo.
David era stato di parola proponendo una sottrazione intelligente, permettendo a chi ascolta di aggiungere i propri ingredienti senza una traccia predefinita alle spalle. Il fluire, tra il frugale ed il moderato, lasciava aprire porte personalissime.
Billy e Anne finirono i biscotti ed il whisky, girarono il vinile e l’ascolto ripartì. Si spogliarono e scoparono in silenzio, almeno fino a quando alla stretta di mano tra David Cameron e Donald Trump Anne urlò un “oh shit”, non si sa se per il piacere o per il disgusto.

Alessandro Ferri

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