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RP Boo – Fingers, Bank Pads & Shoe Prints (Top Ten 2015)

Data di Uscita: 29/06/2015

RP Boo - Fingers, Bank Pads & Shoe Prints

“Cosa vuoi innovare in un mondo dove tutto è già stato innovato? Che speranze ha una società fondata sulla velocità, puntando sul rapido fagocitare la novità che diventa antica senza neppur aver fatto il suo corso?”

Fece una piccola pausa prima di ripartire con il suo discorso noioso. Nessuno ascoltava più, il gruppo pensava a ben altro. La direzione dei pensieri era opposta alle parole dell’oratore.

“Noi siamo neri, non c’è posto per noi ai vertici. I bianchi ci hanno reso schiavi, siamo ancora schiavi delle loro squallide tecnologie”.

Sì le tecnologie, pensavano anche a quello quindi forse un punto di contatto rimaneva. Il ritornello, la velocità, il loop e il frame del video rivisto mille volte; quel ballo frenetico richiedeva una discreta forma fisica. Avevano partecipato come spettatori alla dancebattle nel locale in fondo alla strada, l’energia ed i sorrisi occupavano la mente conquistando spazio rispetto alle fosche visioni del padre spirituale della comunità.

“Beat me” scandita tra sample femminili e drum machine: questo era il nuovo ritmo delle giornate. Imbevuto di vecchia teologia della repressione il vecchio non si accorse che le sue lezioni erano totalmente disertate, fatta eccezione per Mary, anziana vedova costantemente presente, per abitudine e non sicuramente per il messaggio.

“Rallentate il vostro ritmo giornaliero, satana vi vuole sempre più rapidi e voi dovete fare l’inverso”

Non funzionò nulla negli anni passati visti i risultati e la totale assenza di riflessione una volta scoperto questo footwork. Come mai altri neri riuscivano a trasporre la creatività e loro no? Nessuno si chiese nulla, neppure se fosse giusto gettarsi nell’accelerazione violenta.

La comunità simil religiosa del vecchio era poi carente di un altro ingrediente apprezzato: l’erba, così presente dall’altra parte. Le infinite raccomandazioni di allontanarsi dalla droga svanite in poche settimane.
La competenza nel ballo cresceva giorno dopo giorno, arrivarono a formarsi alcuni producer e tutti seguivano un altro guru.

Rp Boo garantiva tute Adidas, potenza di fuoco tra beat e parti vocale capaci di emozionare anche un ghiacciaio, ovviamente in via di scioglimento per la devastazione del mondo intero sotto l’effetto del global warming. La ghetto house rivisitata non è uno scherzo di qualche folle, stiamo parlando di evoluzione seria. La concezione del muoversi a ritmo prende le vie più disparate, tutte misurabili e debordanti nei loro effetti collaterali di gioia e sudore. Dalle parate di piazza, alle battaglie nel parco, dal fumare negli scantinati allo scopare nel vicolo cieco. La totale libertà si raggiunge esclusivamente in precisi schemi, la composizione apparentemente fastidiosa imprime un marchio inconfondibile.

Tutto ciò di cui avevamo bisogno, mentre il vecchio divenne cieco a seguito di una caduta dovuta all’animosità del suo ultimo discorso. Si era accorto che non c’era più nessuno.

Alessandro Ferri

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