monthlymusic.it

Fismoll – Box of Feathers

Data di uscita: 15/06/2015


image

D’estate la città ha un respiro lento. Cammino lungo un viale incorniciato da alberi alti, maestosi, e mi sento protetto dalla luce che lasciano filtrare tra i loro rami.
D’estate il mare ha un respiro lento. Passeggio lungo la sua riva ornata da conchiglie colorate, e mi sento protetto dalla luce che riflette sull’acqua che oscilla e ondeggia.

Through the sea I would swim
In the eyes I would drown
Mountain high I would climb
For a heart I would fall

Mi sento un po’ così, un po’ come questa città, un po’ come quest’acqua. Un po’ come questo mare, un po’ come questa montagna. Non riesco a definire o ad afferrare queste note che volteggiano nell’aria come fossero rondini a primavera, ma affondo e rinasco, e ricomincio.

I’m a feather and I’m a stone
I’m an eager boy and I’m grown
There’s a symmetry divine
In the fragile and the strong

Le giornate stanno conquistando una loro forma, ma io sono ancora troppo lontano dalla terra per poter essere parte di questa conquista. Sono ancora troppo lontano da tutto ciò che si muove velocemente. E mi appoggio a questo cielo, a questa terra, a questo mare. Con il rischio di scivolare su ciò che il mare bagna e di rimanere incastrato in ciò che la terra asciuga.

No coincidence in how
We are purified on the track
That’s the meaning of the vow
That I carry on my back

Mi piace pensare che le cose oscure esistano solo perché esiste la luce. Così come il buio, l’ombra, il nero, non sono altro che la presenza non visibile di qualcosa di più grande. “Sei la mia luce, esisto come ombra sul fondo della tua luce che mi dà forma e sostanza”.

Though I speak in tongues of men
And have a heart of angels’ gold
I’m sounding brass without love
My strength fails me when I rove

All’assenza bisogna dare un nome. E bisogna farlo di continuo, a intervalli del tutto irregolari, così che la presenza sia sorpresa esasperata, attesa, nuova. Sia necessaria, invincibile, vitale. Questa lingua che provo a parlare, questo cuore che batte, questo suono che nasce, questa musica.

There’s a symmetry divine
In the fragile and the strong.
La risposta è sorprendente, sì, ma la domanda può esserlo di più.

Valentina Loreto

Comments are closed.