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Wolf Alice – My Love Is Cool

Data di Uscita: 22/06/2015

Un breve ascolto, durante la lettura

Wolf Alice - My Love Is Cool

La solita strada non era più la stessa strada di sempre. Qui da queste parti d’inverno il cielo è bassissimo, grigio lana, ricoperto di fumo. Qui ad queste parti senti spesso parlare di giovani, dicono tutti molte stronzate. C’è un detto che è nato qui tra queste vie, tra questi incroci, tra queste case che guardano altre case. Il detto dice che se non scegli la chitarra ti ritroverai con una bottiglia in mano. Il giorno in cui ho conosciuto Ellie non ricordo se il cielo fosse particolarmente opaco, però mi ricordo che non pioveva, questo sì. Non sapevamo ancora che fare delle nostre vite, sfogliavamo le nostre passioni per non lasciarci travolgere dalle giornate. Stava per finire la scuola. Era quasi primavera. Guardammo uscire i bambini della Junior School dall’altro lato della strada. Dal nostro marciapiede due erano i posti che avevi a portata di mano. A destra un pub, a sinistra un negozio di dischi. E’ la nostra casa, la nostra realtà. Da qui Ellie guardò su, verso le finestre della scuola e immaginò alcuni dei suoi testi per le nostre prime canzoni. E’ una gioia indescrivibile essere riusciti a portarne alcune fino alla tracklist del nostro primo album. Tra poco arrivano anche gli altri del gruppo, l’uscita dell’album è una questione di una manciata di ore. Ellie sorride di gusto mostrando il suo dente canino, poi si fa più riflessiva e sembra un angioletto di quattordici anni che un po’ si vergogna ancora di parlare di ciò che la rende felice. Poco fa una ragazza le ha chiesto se poteva abbracciarla e farsi firmare il diario, poteva essere una vent’enne come noi o poco più giovane. Stiamo per entrare a prendere qualcosa al pub, c’è una parte all’esterno ma coperta piena di verde e con dei tavoli e delle panchine in legno antico che sono uno spettacolo. Che cosa ci facciamo qui oggi? Avete ragione, è giusto che voi lo sappiate. Oggi pomeriggio suoniamo alcune canzoni per il pubblico per accompagnare l’uscita del disco, stamattina ci siamo ritrovati a due passi da qui, a suonare e ad ascoltare le nostre canzoni, tutto ciò che la nostra testardaggine un po’ romantica e un po’ calcolata ci ha permesso, la possibilità di scrivere la nostra musica.

La solita strada in realtà era sempre sé stessa, sempre così. Movimentata dal suono di una chitarra elettrica tutto però partecipava un po’ di più della stessa atmosfera. Era una giornata qualunque che per qualche ora si è guardata allo specchio e riconosciuta con la sua giacca e il suo sorriso migliore, ho visto anche un vecchio professore della scuola affacciato alla finestra a guardare giù, battendo con le mani a tempo sul davanzale. Un’occhiata al manifesto con la copertina dell’album fuori dal negozio di dischi, un sorriso per l’abbraccio tra componenti del gruppo, Ellie al centro, e poi ecco le chitarre, loro che fanno ciao con la mano e si può incominciare. La sensazione da un anno a questa parte è che mancasse un gruppo del genere. Quanto ne avevamo bisogno, si sente dire tra il pubblico. Figuriamoci qui da queste parti. Di adolescenza, amicizia, sentimenti, paure, pagine di libri da incorniciare, sogni e testate contro alla parete però ne possono capire giovani e meno giovani di tutto il mondo. Oggi è il tempo di chi riesce a cantare di tutto quello che la realtà che ti circonda non ha e di quello che vorresti e di come tra tutto ci sia un equilibrio da cercare e ti si riempie il cuore se hai davanti a te una ragazza acqua e sapone che sente le stesse cose e che riesce a scrivere insieme al suo gruppo canzoni memorabili. Qualche gabbiano starà volando a bassa quota sul Tamigi, qualche chilometro più in là. Ellie si scosta i capelli dal viso con una mano mentre con l’altra accorda un attimo la chitarra. Accenna un sorriso. E’ quasi sera, è quell’ora di passaggio, non più giorno ma non ancora notte. I tavoli al pub saranno apparecchiati, leggermente si riesce a scorgere anche la luce del sole che tramonta.  La maggior parte di noi non abita qui, viene da poco lontano. Siamo a Londra ma per noi ogni giorno Londra è anche una conquista. Lo sguardo in su, di professori ora ce ne sono uno, due, tre in più, anche Mrs. Crown è arrivata ed ha aperto la finestra del suo studio.

Quel tempo si rivelò insieme di suoni, parole, soprattutto parole, immagini evocate, sorrisi, ah si soprattutto sorrisi, delusioni sospese, dibattiti inutili accantonati, discussioni taciute, sguardi d’intesa o d’amore ispirati. Da qualche parte e nello stesso istante qua.. il sole stava tramontando riflettendosi tra le lancette del Big Ben mentre Ellie sussurrava in un arpeggio di tenere i tuoi occhi luminosi su di lei, prima che non si disfi come la polvere, come la paura stessa, profonda sporca vasta come il peggior fondo marino, tieni i tuoi occhi come fari su di me, diceva, danzerò spazzando via il tempo marcio tra gli astri quando la luce fenderà la tenebra, come le luci dei lampioni nella notte e nella nebbia, percorrerò sentieri seguendo il dolce battito del cuore, ad altri lieve volterò le spalle, una scrollata di spalle, canterò.. Qualcuno starà guardando il sole scendere dando da mangiare agli scoiattoli di Hyde Park, Ellie e i  suoi cantano di amicizia, capelli spettinati e genuino divertimento, spensieratezza, vicinanza. Are you wild like me? Giusto qualche passo più in là sempre il Tamigi, il London Bridge, un altro tramonto che si fa accogliente sera, il ricordo del suo bacio più bello, il ricordo del pomeriggio in cui da irraggiungibile lei con una giravolta si era messa a passeggiare accanto a me, ogni gesto che si intreccia a comporre un mosaico che anche se disperso ora non fa più così strano. I could be your perfect girl, she sings.

And when we grow older
We’ll still be friends
We’ll still be lovers
We won’t fear the end

Poco più in là, dalle parti di Nottingh Hill, dove una volta usciti da una sala prove mangiammo per pranzo una crepes alla nocciola, la storia si ripete e un ragazzino imbraccia la sua chitarra elettrica e ricomincia la storia..One! Two! Three! Four! Five! Six! Seven! Gli piace quella ragazza ma non sa ancora dirle quanto è un sogno a parole, lei sorride perché crede che lui sia cool. Seduci la paura, falla indietreggiare, canta della tristezza, ridi, vedi quant’è misera, è come una piccola buia tetra città davanti ai tuoi occhi, senza orizzonti, l’incubo dell’impossibilità di giocarti la partita della vita con le tue carte..d’un tratto ti ricordi dove sta la tua meraviglia, i capelli raccolti in una coda di quella ragazza nella folla ti fanno sussultare di nuovo, ritrovi la via per la piazza centrale che credevi d’avere perso, ti ritornano in mente le parole di quella tua canzone. Go find something to eradicate this thoughts e sull’ansia che ti cancella le prospettive sul futuro e rende tutto spaesato ora ci scrivi un’altra canzone. Le chitarre, l’amore, l’amicizia, la musica. Le valigie sono ancora pronte, Americhe, Mondo, tutta l’Inghilterra, cieli cieli e cieli da accarezzare con la punta di un dito.

Su Londra Nord ora scende la notte, si accendono i lampioni, gli ultimi sorrisi, gli ultimi abbracci, le ultime fotografie si susseguono. I professori tornano a casa lieti e sorpresi della bella manciata di ore trascorsa, il disco viaggia per tutta la città verso altri negozi di dischi, verso gli aeroporti, le stazioni, i giardini, le camerette, i pub e le università. Le luci rimangono ancora un po’ accese, mentre i Wolf Alice mangiano e bevono qualcosa a due passi da dove hanno suonato, proprio lì alla destra del pub. La serata è scintillante, rilassata, lì tra il verde delle piante dell’esterno, sorrisi e scaramucce d’affetto e alcune piccole lanterne sopra ad una specie di pergolato, e la voce di Ellie che strimpella alla chitarra..

So teach me, teach me, teach me rock ‘n’ roll
My love bends rules
My love is cool
My love
la la la la
la la la la la

 

Filippo Redaelli

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