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William D Drake – Revere Reach

Data di Uscita: 15/06/2015

William D Drake – Revere Reach

Vi sussurrerò un segreto. Chiudete gli occhi. Se il sonno passerà lieve tra i vostri capelli, come una brezza venuta da lontano, non resistetegli. Esso porta con sé sogni di cui non avete mai sentito parlare. Vedrete paesaggi che ancora non sono stati contaminati da ricordi di qualsivoglia specie. Timide creature che si affacciano sul sentiero e che vi osservano curiose saranno la conferma che siete sulla strada giusta. Pollini luminescenti guideranno il vostro passo. Sì che non avrete timore di inciampare o cadere in un crepaccio. E potrete camminare col naso rivolto all’insù, per ammirare una mappa astronomica disorientante. Io, che ci sono stato, vi assicuro non c’è cosa più genuina. Le montagne vi racconteranno di come siano nate da un pensiero intrigante che la terra, aggrottando la fronte, non è riuscita a contenere. Le paludi vi intratterranno narrandovi della solitudine che hanno scelto come compagna. La brughiera, invece, vi starà ad ascoltare e serberà tra i suoi pendii le vostre storie, accanto a quelle di tutti i viandanti che vi si sono confidati e hanno trovato riparo tra le radici dell’erica e del ginepro.
Chiudete gli occhi. Vi sussurrerò un segreto. Queste sono storie di un naufrago per scelta. Incapace di trovare sollievo in alcun porto ho affondato la mia nave una sera di bonaccia. Ho consegnato le mie membra alla marea, che ne facesse quel che voleva!, e mi sono risvegliato su una macchia d’inchiostro su una carta nautica. Ho lasciato che il tempo facesse il suo corso sul mio fisico bruciato dal sole e dalla salsedine. Passavo le giornate ad annotare le testimonianze delle sirene e a ridere con loro di quegli sciagurati che si facevano ammaliare dalla bellezza del loro cantare. Ma se devo essere sincero, la mia fortuna fu quella di non avere un’altra nave a mia disposizione, che, non vi nascondo, avrei condotto senza esitazioni verso di loro diventando pure io occasione per un’impietosa risata. Nelle notti di tempesta le sentivo cantare malinconiche, arroccate su scogli aguzzi, per una terraferma a loro negata. Io, divorato dai sensi di colpa per la sabbia tra le mie dita, cercavo di consolarle. Dicevo loro che la terraferma è un’illusione, una bugia. Io, naufrago per scelta, lo sapevo bene. Di come tutto si sgretola. Si sfalda. Scivola via.
Chiudete gli occhi. Lasciate che il sonno vi porti lontano. Lasciatelo scivolare dolcemente tra le vostre parole. Lasciate che docile si adagi sui vostri occhi. Queste sono battute di un attore lontano dai riflettori. Ho preferito ingaggiare la strada. Quella mattina soffiava un vento sostenuto che faceva turbinare locandine mai affisse. Ho calpestato il selciato in una luce che sfilava rasoterra e ho raccolto i racconti biascicati di coloro che si lasciavano alle spalle l’ennesima notte insonne. Ogni tanto riproponevo quelle storie, facendole mie. Il mio copione non era nient’altro che una confessione. Regalavo un momento di serenità a chi dedicava un minuto alle mie rime. Che io fossi funambolo, mangiatore di fuoco o ciarlatano non aveva allora alcuna importanza. La mia mancanza di giudizio faceva breccia tra chi, come me, non ricordava più quali fossero le convenzioni sociali in tali circostanze. Ci sedevamo quindi in cerchio tutti assieme a condividere poesie assieme al pane. E il vento allora ci portava le rose per annunciarci l’arrivo dell’alba.
Lasciate che vi sussurri un segreto. Io, il cantastorie che vi ha donato l’occasione di una conversazione con la persona amata, non sono altro che un impostore. Non fatevi impressionare dal mio inchino. Non è niente di più di un artificio per rischiarare una conclusione che sapevate sarebbe giunta. Ho parlato con le montagne e mi sono denudato di fronte alla brughiera. Ho imparato la lezione delle sirene ed ora non naufrago più senza avere con me un pianoforte. Ho incantato sconosciuti passanti con le loro stesse visioni. Io, che ho visitato quei posti che si possono raggiungere solo sognando, ho disegnato per voi una mappa.

Pietro Liuzzo Scorpo

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