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Prefuse 73 – Rivington Não Rio

Data di Uscita: 12/05/2015

Prefuse 73 - Rivington Não Rio

Ti prometto che vivremo, che vivremo sul serio. In città dove gli edifici sono bassi e non offuscano la vista. Di chi guarda verso le stelle per cercare l’ignoto e di chi lo fa per credere in una conferma. Vivremo dove non c’è mai silenzio, dove il vento è sempre la prima voce.
Vivremo e viaggeremo, di luogo in luogo, e in ogni centro avremo la nostra casa che per noi non sarà solo un indirizzo, ma uno spazio dove poter appoggiare una nostra fotografia.

La prima sera in cui ci siamo incontrati i nostri sguardi non si sono sfiorati, né sono caduti curiosi su volti ignoti dipinti da artisti conosciuti. Le nostre parole non si sono amalgamate insieme nell’aria, mischiandosi agli odori di origano, cumino e peperoncino. I nostri occhi non si sono chiusi in estasi nello stesso istante alla ricerca del medesimo sogno. La nostra pelle non ha rabbrividito al vibrare di una comune nota di piacere. Le nostre mani non hanno ballato contemporaneamente. Non hanno seguito quel movimento sinuoso e caotico dettato dalla musica e che, quando le emozioni di due persone coincidono, si conclude con i loro polpastrelli che prima si toccano, poi si accarezzano, per poi intrecciarsi in una stretta delicata.
Eravamo distanti nello spazio, ma vicini nelle intenzioni. Sapevamo di dover partire, che il nostro bagaglio doveva contenere l’essenziale senza essere troppo pieno, per consentire ad altre emozioni, persone e luoghi di poter entrare. Eravamo nati in due città separate da migliaia di km di differenze di tradizioni ed odori. Tra noi due c’erano millenni di invenzioni dimenticate, di rancori narrati. C’erano terreni posseduti e poi reclamati dalla natura. C’erano lingue parlate e dialetti tramandati. Eppure quella sera noi ci legammo l’uno all’altro, come due semi piantati dentro due zolle di terra, distinte ma adiacenti, che devono aspettare una stagione intera prima che le loro foglie possano stringersi in un abbraccio.

Potremo essere tutto quello che vogliamo.
Due partigiani in Estremadura, in pace solo con noi stessi. Vivremo di misericordia ed il nostro cuscino sarà la radice di un albero riconoscente.
Due gitani ricchi nello spirito. Andremo a cavallo lungo i ranch della San Jacinto Valley e per noi il tramonto non sarà un colore, ma un figlio ed un antenato.
Due stranieri in una terra che non ha mai edificato barriere di etnia o religione. Il nostro mondo sarà un deserto di sabbia rossa dove non ci perderemo mai di vista, perché saranno solo le nostre ombre a muoversi.

Potremo essere tutto quello che già siamo.

Filippo Righetto

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