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Built to Spill – Untethered Moon

Data di Uscita: 21/04/2015

Un breve ascolto, durante la lettura

Built to Spill - Untethered Moon

La Torre di Hanoi

Dimentico.
A diciott’anni, per curare dei gravi sintomi epilettici, ho accettato di sottopormi ad un’operazione chirurgica. Effettivamente le manifestazioni spasmodiche si ridussero ad una media di un paio di episodi l’anno. Purtroppo – e mi piace pensare per errore – durante l’intervento mi sono state recise alcune regioni del lobo temporale che ora mi rendo conto sarebbe stato meglio lasciare intatte. Da allora ho cominciato a sviluppare un’importante amnesia anterograda, il che significa che non sono in grado di acquisire stabilmente nuovi ricordi e dunque avere memorie che non siano legate alla mia vita precedente. Da vent’anni circa, ogni mattina mi sveglio e sono convinto che manchino tre o quattro giorni all’intervento. Esco dalla mia stanza e tutto è diverso da come lo ricordavo, non riconosco come famigliari quegli spazi. All’inizio pensi che sia solo lo stato confusionale dovuto al recente risveglio, poi ti rendi conto che ogni elemento dell’ambiente è diverso. La moquette è di un altro colore, la vecchia scala non cigola più – devono aver dimenticato di dirmelo -. Le foto sulle pareti si sono aggiunte e tra queste ricorre un uomo che non riconosco affianco ai miei genitori. Entro in cucina e mia madre mi guarda con aria stanca – non m’ero reso conto di quanto fosse invecchiata – , “lavori troppo ma’, dovresti concederti una vacanza di tanto in tanto”. Lei risponde che deve farmi incontrare delle persone. Il primo si presenta come S.P. , dice di essere uno psicologo e mi porge una tazza di caffè. A me non piace il caffè. M’invita a sedere e ruotando un po’ il busto introduce il secondo uomo, il dottor B.N. , neurologo, e ancora J.R. e D.K. , rispettivamente cognitivista e docente di semantica; a seguirli altre persone di cui però non ricordo i nomi.
In questi anni di test, il gruppo che mi ha seguito è giunto alla conclusione che il danno è pervasivo e dunque ho un impedimento rispetto all’assunzione e memorizzazione di conoscenze sia occasionali che semantiche, non ho tracce del mondo di oggi o del significato di nuove parole. Mi è impossibile ricordare nuovi episodi, ma ho chiare le esperienze della mia infanzia. E’ come se dopo un certo tempo, le memorie venissero spostate in un’altra area corticale.
L’intensa attività sperimentale ha permesso di dimostrare che la lesione vincola il funzionamento della memoria dichiarativa ma questa non è l’unica forma di memoria che possediamo. Da quanto riportato in un fascicolo datato 1997 – ci dev’essere un errore – che mi viene consegnato da una di quelle persone, una volta mi è stato chiesto di disegnare una linea e durante colloqui successivi, alla richiesta di svolgere lo stesso compito, fu messo in luce un evidente miglioramento nella competenza di tracciare la linea, da questo momento è stato ipotizzato che apprendimento non dichiarativo, acquisizione e successivo mantenimento di abilità motorie, dovevano essere legati ad altre essenze neurali rispetto all’area temporale. Allo stesso modo, è risultata preservata l’anamnesi topografica. Mi viene consegnato un ulteriore protocollo, è dichiarato che sono stato capace di riprodurre una planimetria accurata della casa in cui mi sono trasferito dopo la perdita della memoria, sebbene io non sia in grado di ricordare quando sono andato a viverci, come se il cervello avesse costruito una mappa cognitiva del piano spaziale a seguito dei miei movimenti da una stanza all’altra. -Mi guardo la punta dei piedi, la moquette ha un colore diverso… Questa non è casa mia.-
Esattamente come ieri, ho passato l’intera giornata a tentare di comprendere e accettare la mia attuale condizione ormai costretto a sottopormi a esperimenti che siano in grado di giustificare o di fornire informazioni rispetto alla mie lacune.
Sono le undici p.m., mi chiamo D.M. , da diciotto anni soffro di epilessia. Fra qualche giorno sarò sottoposto ad un’operazione neurochirurgica che scioglierà il mio problema.

Giulia Delli Santi

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