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The Staves – If I Was

Data di Uscita: 23/03/2015

Un breve ascolto, durante la lettura

The Staves - If I Was

Come il sole che sorge ogni giorno.

Era una delle solite serate cittadine di quel periodo, caratterizzata da molta fretta, corse su e giù per le strade per stare dietro agli impegni e, in aggiunta,le cicatrici di un amore travolgente e svanito troppo in fretta. Avevo i miei talismani, i miei angoli e i miei momenti di oasi. Era veramente da tanto tempo che non mettevo piede nel mondo della musica, sentivo nelle ultime settimane qualcosa nell’aria che lentamente mi stava comunicando qualcosa. Sensazioni, quell’aria più frizzante ed eccitante, riuscire ad intuire la possibilità di poter accedere a una concezione del tempo più rarefatta, accogliente, capace di aprire le porte ad un certo tipo di bellezza. Fu un amico musicista a chiamarmi qualche giorno prima, voleva sapere se, come mio solito, sarei stato al Black & White a mangiare e bere qualcosa e ascoltare buona musica. “Certamente, non manco mai. Specialmente di venerdì sera. Non rimarrai deluso, è come una casa”. La mia riposta dovette suonare grosso modo così. Beh, cosa c’è di strano, direte voi.. già. Cosa c’è di strano? Quella serata non fu una delle solite serate, uno dei soliti venerdì rilassanti e rigeneranti. Quella serata fu molto di più. Ricordo che rimasi letteralmente pietrificato con il mio bicchiere in mano dopo aver ascoltato per la prima volta le loro voci. Mi riferisco alle voci di tre ragazze, che poi scoprii essere sorelle. Di sasso rimasi. Completamente pietrificato da quella meraviglia. E poi..poi un sorriso spontaneo mi si stampò sul viso, guardai John incredulo, era una sensazione che non provavo da tempo così intensa. “Hai visto? Sono della mia regione, hanno anche suonato con Marie”. Queste tre sorelle, in semicerchio e in piedi al centro del palco, lunghi capelli scuri e visi puliti, cantavano armoniosamente sprigionando una bellezza che mi colpì dritto all’anima. Dopo ogni pausa il riascoltare quel canto sembrava un risveglio, una nuova alba. Come il sole che sorge ogni giorno, dissi a John, probabilmente. Ma non è tutto. Ci presentarono, parlammo di musica, di paesaggi e di canzoni fino a tarda ora, all’aperto, sotto le stelle. Qualche mese dopo ci ritrovammo per lavorare assieme. E’così naturale..spontaneo..Ah, quelle voci…

Siamo sempre più noi!

“Venite qui dai,un abbraccio tra sorelle”si sentì esclamare dopo che ascoltarono il risultato finale delle registrazioni. Ci furono degli istanti in cui nessuno dei ragazzi che stavano collaborando al disco si permise anche solo di chiedere il permesso per entrare nella stanza dove avvenne quell’ascolto. Tutto era lì, tutto nasceva da lì..con quanti ricordi, quanto tempo passato assieme..nella vita, in qualsiasi situazione quotidiana e nella musica, nel canto, sempre lì, in mezzo a una nota e ad un’altra, in assoluta e perfetta simbiosi. Si era creato qualcosa di raro e di prezioso durante le registrazioni dell’album. L’inverno stava scivolando sempre meno lentamente verso una splendida primavera e una canzone dopo l’altra si stava rivelando al mondo. Un passo dopo l’altro, dall’anima al canto, via fino agli strumenti, e poi gli incastri con le parole..”Sun!” Era febbraio, dopo qualche giornata di freddo e nuvolo tornò finalmente il sole. Le ragazze stavano cantando, una ad una corsero alla finestra per guardare fuori, poi presero le sciarpe e i cappotti per coprirsi meglio e spalancarono i vetri affacciandosi all’esterno. Un’aria freschissima e un tiepido calore solare entrarono in punta di piedi nella sala, loro cercavano di riscaldarsi il viso, altri preparavano caffè e respiravano a pieni polmoni la natura. “Eccola, è questa la fotografia di quel giorno! Guarda Emily sei tu!” indicavano le dita delle sorelle tra le tantissime polaroid che furono sparse su un vecchio tavolo in legno. “E qui stavamo completando Blood I Bled, guarda guarda si vede anche nei tuoi occhi la luce accecante del sole che invade tutte le cose e i pensieri, cercando di superare una ferita, avevi ragione, è proprio così il finale! Ah,e qui invece Steady, qui ancora Horizons, che meraviglia che è venuto il suo inizio..mi brillano gli occhi ogni volta.. Siamo sempre più noi..è bellissimo..è la musica che abbiamo sempre desiderato fare..”

Teeth White

Le percussioni incominciarono il loro incedere per sostenere la struttura della canzone che stavano per suonare, Jess passeggiando sul tappeto si sistemò la tracolla della chitarra e incominciò ad accennare la sua parte, tutto stava prendendo sempre più forma e le ragazze si stavano ritrovando a suonare tantissimo i loro strumenti, ancora di più che in passato, sempre più in controllo delle proprie voci sempre più in accordo, pian piano stava germogliando intorno al cantato un sottobosco sonoro molto raffinato, mai troppo invasivo, rami e foglie che si sviluppano secondo una natura ben levigata, ancora fresca, cesellata in ogni piccolo dettaglio. Camilla sorrise scostando i lunghissimi capelli da una parte del viso e con gli occhi abbassati quando paragonammo le qualità della loro nuova musica alle piante, agli alberi, al mondo della vegetazione e della natura in generale. Registrare e produrre musica con quelle atmosfere e basandosi su voci così genuine sottintendeva un amore per l’universo naturale sconfinato. In alcune canzoni ci ritrovammo a provare a riprodurre lunghe passeggiate per sentieri ancora in parte coperti da neve, corse per prati verdissimi, il fruscio delle foglie accarezzate dal vento. Detto ciò, la componente emotiva ed umana non poteva che emergere in egual, se non comunque maggiore, misura. E’ tratto intrinseco del loro modo di comunicare attraverso la musica, le note, le parole delle canzoni, le storie raccontate e gli orizzonti esplorati, gioiosi, rilassati o più sofferti e dolorosi, tendono naturalmente ad una sensazione di benessere..L’ho scritto in una lettera commossa alle ragazze, alla fine della creazione del disco, scrivendo come se stessi passeggiando tra le note di Teeth White, la canzone che meglio esprimeva in quel momento le mie emozioni..Cercavo in tutti i modi di trattenere quei sentimenti e quel clima che si crea intorno alla fine di un’esperienza splendida che ci ha arricchiti, come un viaggio. E’ un po’ come quello che succede quando ti rendi conto che ti piace una persona, e il suo modo di fare e di essere getta nuova luce su molti aspetti già conosciuti, rivelandone nuovi orizzonti, una nuova vita..e tu sei lì, di fianco, innamorato perso di lei e di questo modo di vivere..

Filippo Redaelli

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