monthlymusic.it

Purity Ring – Another Eternity

Data di Uscita: 03/03/2015

Un breve ascolto, durante la lettura

Purity Ring - Another Eternity

All’inizio era la Luna.
La vedevo lassù, che arrivava a piccoli spicchi oppure in tutta la sua voluttuosa rotondità. Mi ero impegnato in attente osservazioni notturne (quando la notte è più scura la Luna è più vicina) e di certo l’avevo studiata davvero bene; era fatta di latte e formaggio, ne ero sicuro: in certe notti di mezza stagione, quando il freddo pungente non anestetizzava ancora il naso e il profumo di fiori nell’aria si faceva meno intenso, sentivo distintamente il suo odore muffettato. Sì, la Luna era un grosso tomino sospeso nel cielo, ed io dovevo trovare il modo di raggiungerla. L’idea mi venne in una notte di plenilunio: mi sembrava talmente vicina da essere a portata di razzo. Doveva essere un razzo molto potente e ben costruito, perché non si poteva correre il rischio di rimanere a piedi a metà strada; bisognava senza dubbio progettarlo con massima precisione, e assemblarlo con assoluta perizia. Non potevo fare tutto da solo, così pensai di farmi aiutare dall’unica persona di cui potessi davvero fidarmi: la mia migliore amica Gaya; la conoscevo praticamente da sempre, era una bambina sveglia e intelligente e mi avrebbe certamente aiutato, così una sera che venne a casa mia le parlai del razzo.

– La Luna?
– Sì.
– Ma perché proprio la Luna?
– Beh, l’ho studiata molto approfonditamente e mi sembra logico andare a verificare di persona che le mie considerazioni siano corrette.
– E la Cina? L’hai mai studiata la Cina?
– No.
– La Cina è molto più interessante della Luna. In Cina ci sono i cinesi, che sono un mucchio di persone. Sulla Luna non c’è nessuno.
– Ma io la Luna la osservo quasi ogni notte, e sembra quasi magica e illumina tutto con una luce bianca come il burro e io non sono mai stato su una cosa tanto luminosa.
– In Cina c’è la Grande Muraglia. Un muro lunghissimo, si vede perfino dalla Luna!
– Puoi venire con me sulla Luna e guardarti la Grande Muraglia da lì allora.
– Non ha forse più senso andare in Cina, a vedere la Grande Muraglia?
– Non so molto sulla Cina.
– Ci sono i cinesi. E la Grande Muraglia.
Gaya mi aveva convinto con poche acute osservazioni che dovevo concentrarmi meglio sui corpi terrestri, ed era ora che lasciassi stare le mie disquisizioni su quelli celesti. Avrei certamente trovato il modo per arrivare sino in Cina, un giorno o l’altro, ma prima dovevo osservarla. Si trattava di ricominciare a studiare qualcosa che non conoscevo, come le prime volte con la Luna… la grande burrosa Luna.

Studiai la Cina per pomeriggi interi.
Ci avevano inventato l’arte pirotecnica, cioè gli spettacoli con i fuochi d’artificio; ricordavo quelli che avevo visto io in certe notti d’estate, mi avevano fatto pensare alle stelle che si allontanavano tra loro a gran velocità, come nei primi tempi dell’universo quando c’erano le esplosioni cosmiche. Cominciavo a pensare che forse, quando all’inizio tutto era in un punto, quel punto altro non potesse essere che una particella di polvere pirica, e da qualche parte in quell’unico punto primordiale doveva essersi innescata una scintilla, e da quel primo corpuscolo era esploso l’universo. Mi ero applicato con molta dedizione alle mie osservazioni sulle origini del cosmo, anche se non erano vere e proprie osservazioni poiché, di fatto, non avevo potuto osservare granchè; mi ero reso presto conto, però, che non sarebbe stata cosa facile trovare elementi a favore (o sfavore) della mia tesi: non sapevo dove trovare indizi sulla nascita del mondo.
Raccontai le mie intuizioni a Gaya. Mi fece notare come fosse fuori di logica pensare che una cosa infinita come l’universo potesse aver avuto un inizio. Gaya diceva che le cose che hanno un inizio hanno anche una fine ma l’infinito una fine non ce l’ha, quindi di certo non poteva esserci un inizio.
Mi suggerì piuttosto di dedicarmi ai vulcani: attraverso i crateri si può arrivare al centro della terra e lì c’erano roccia fusa e metalli liquefatti, che erano di certo cose molto interessanti.

Era fuori di dubbio: avrei trovato la maniera per raggiungere il Nucleo Terrestre.

Giulia Matteagi

Comments are closed.